lunedì 28 aprile 2008

Enne meno due

Si necessita di un temibilissimo postperpunti, quelli che la letteratura insegna che a n pensieri che frullano in testa, verranno necessariamente spiattellati sul web 'solo' n-2.
Comunque, ci proviamo.



Ci proviamo cominciando del secret show degli Afterhours a La Gabbia, che alla fine ci si è andati. Grazie ad un provvidenziale accredito, ci si è violentati le orecchie ascoltando canzoni vecchie et nuove, che dal vivo mi son piaciute da morire, mentre da disco et/aut da web et/aut da tivvì non mi convincevano così tanto. Invece gli Afterhours si sono dimostrati in assoluto il miglior gruppo italiano, al solito, con un concertino breve und intenso, con canzoni che erano anni che non sentivo live (leggi, Male di miele), con canzoni che come sempre mi hanno fatto venire le convulsioni da quanto me le sento addosso (leggi, Quello che non c'è), senza canzoni che ci avrei tenuto tanto a risentire, ma che non sono state fatte (leggi, un bel pò, in primis la ragione sociale del quiddetto blog).
Non è venuto fuori un post esaltante und esaltato come questo, ma quello non era stato un concerto degli Afterhours: quello sarà per sempre IL CONCERTO DEGLI AFTERHOURS.


Continuiamo dicendo che è cominciata la stagione operativa al Point Break, et siamo ormai al giorno tre. Et cose eclatanti non ne sono successe, apparte toccare la pancia della Mantide con un bambino in cinque mesi all'interno. Lei che fondamentalmente è una bambina.
Ci manca ancora un pò per poter dire di esser a pieni giri, ma intanto va splendidamente così. Et non ho visto un bel pò di persone che mi aspettavo di vedere ad abbronzarsi dalle primissime ore, segno che forse la provacostume ha dato esiti negativi...


Proseguiamo ulteriormente col Venetian Industries Festival di venerdì, dove i nostri No Seduction (la sera prima con Offlaga Disco Pax a farsi dire "vi odio, per tre motivi" da Max Collini) hanno spaccato di brutto. In bocca al lupo, fioi, siete grandiosi ogni giorno di più.
Poi, in condizioni psicofisiche imbarazzanti, ho assistito ad un pò di altri concerti, vagando und svagando tra i vari palchi. Spettacolari gli Eterea et i Red Worms Farm, mai location fu più azzeccata, belli i Mojomatics per quel poco che ho visto (che erano al Circolo degli Artisti sabato scorso, mentre io cercavo di convincermi che non poteva essere così lontano da dove avevo l'albergo, in quel di Roma), bellissimi i Grimoon che così amplificati a tratti tolgono il fiato, non mi pronuncio sui Canadians perchè poi sennò si va a dire che son sempre il solito stronzo. Comunque, sottolineando che seguo le loro vicessitudini parteggiando per loro, et il Vito è uno dei musicisti più grandiosi che conosca, in quelle due canzoni che ho sentito son stati veramente pessimi, noveore di check "perchè devono essere esigenti, sono i Canadians" (cit. di anonimo che non dico) per tirar fuori una cosa scontatissima et al limite dell'inascoltabile.
Et non perchè suonino troppo male.
Cresce la paranoia al pensiero di dove sono et cosa stanno facendo. Et mi fermo qui.

(intanto, per la serie 'facce da Industries', mi è appena arrivata questa foto, che pubblico. Nonostante sia inquietante et sia la riprova delle condizioni psicofisiche imbarazzanti di cui blateravo prima)



Un pò di varie et eventuali, tipo dico le cose ma non dico i destinatari. Non sempre, almeno.
messaggio di servizio #1 :: ci vediamo mercoledì sera. Proteggiti dai castighi divini che ho preparato per te. Stai attenta a te, à la Afterhours, perchè te l'avevo detto.
messaggio di servizio #2 :: mi sembra impossibile, aut per lo meno improbabile, che tu sia la stessa persona di qualche mese fa. Accetto la cosa con dispiacere, et mi comporto di conseguenza.
messaggio di servizio #3 :: non riesco a capire se è stato il contrasto assassino col Freguja in una scandalosa partita 2contro2 in spiaggia, aut un calcio della Marghe nella più improbabile tedesca del millennio, ma in definitiva non riesco più a mettermi la scarpa destra senza maledirvi. Perchè non ci entra più dalla botta che mi è venuta fuori.


L'imbrattaweb è tornato, con questo articolo per ComunicatoriPubblici, su un portale di stagisti.


Et per chiudere, conscio di aver lasciato di sicuro dei punti per strada, ecco l'ennesima riprova che siamo prepotentemente tornati. Che l'inter vinca lo scudetto, ora mi interessa relativamente. Se quei simpaticoni di CobolliGigli, Blanc et Secco decidono di azzeccare tutti gli acquisti, et non uno sì et tre no come quest'anno, magari torniamo dove ci compete molto prima del previsto.



martedì 22 aprile 2008

Il tacito accordo era di vivere solo tre giorni

Ci sono cose che non hanno prezzo. Ci sono pensieri difficili da trattenere. Et ci sono sensazioni che vanno provate senza mettere nulla in preventivo. Quindi ti ringrazio, innanzitutto, perchè una Roma così, non me la sarei mai aspettata, con te. Con te che non ci vedevamo da mille anni et ci eravamo lasciati malissimo et non ci eravamo più sentiti perchè le nostre vite come due rette non parallele, dopo un fugace punto d'incontro sembravano essersi allontanate per sempre. Con te che ci abbiamo messo trenta secondi per dirci "andiamo a Roma?" "sì, andiamo".
Una scommessa, un azzardo. Una cosa estrema, com'è sempre stata la nostra normalità.
Et siamo andati, et l'abbiamo vissuta a modo nostro, come quando eravamo così piccoli da vivere cose oggettivamente troppo grandi di noi.
Et ho scoperto una città che le gite scolastiche non insegnano, una città viva, immensa et bellissima, et ora capisco Marcello quando a Londra mi sussurrava mentre barcollavamo fuori di un irishpub "Londra è figa, ma Roma è meglio...".
Londra resta Londra, ma mai avrei pensato che Roma fosse così. Roma dov'è? Et non c'erano lacrime alla stazione Termini, c'era un velo di curiosità all'arrivo, et lo stesso quando ce ne siamo andati.
Et c'è stata quella pioggia veloce, dieci minuti per ricordarci che la pioggia ci ha sempre accompagnato, che cambiano i cappotti et le scarpe, le unghie sono più mangiate, io son passato dalle camelblu alle marlborolightmorbide et tu dalle marlborolightmorbide alle chesterfieldblu, ma che la pioggia è una costante, perchè sotto la pioggia ci siamo conosciuti, et è stato giusto così.
Spero per te che Roma ti sia servita quanto è servita a me. Ho scrollato un pò di ruggine, ho lasciato i pensieri tristi fuori da quella stanza d'albergo a quattro stelle trovata con un formidabile lastminute.
Et quanto abbiamo riso quando abbiamo visto sulla porta che in alta stagione quei pochi metriquadri costavano quattrocentoeuroanotte. Mentre noi gliene abbiamo lasciati una sessantina, ridendo et prendendoci in ricordo i flaconcini di shampoo.
Et quanto abbiamo riso quando siamo stati in balìa dei tassisti per due notti intere, ovunque, i parcheggi in quarta fila, le sfide con le corriere, et noi a parlare di tutti quelli che abbiamo lasciato indietro, non solo per le strade di Roma.
Et quanto abbiamo riso quando ti si incastravano i tacchi nel ciottolato di Trastevere, et le sigarette le bruciavamo una dietro l'altra raccontandoci clamorosamente ubriachi cosa ci era successo dal duemilaequattro ad oggi. Che poi non ci interessava nemmeno, che il tacito accordo era di vivere solo tre giorni. Quei tre giorni, a Roma.
Et quanto abbiamo riso quando la strabica ci ha costretto a mangiare quello che voleva lei, ignorando i menù che da troppo stavamo guardando, et il concerto jazz al Testaccio che abbiamo ascoltato et sembrava suonassero solo per noi et per i nostri cocktail troppo costosi per essere così leggeri.
Se avessimo trovato la boccadellaverità aperta, et mi avessero domandato se ero felice di vederti, dubito mi si sarebbe staccata la mano. Nonostante i miei attimi scuri, diluiti in chilometri et chilometri di discussioni serie sempre col sorrisetto in faccia. Roma dov'è?
Et no, caro receptionist, non siam venuti a Roma in macchina, sennò come documento di riconoscimento non ti avrei lasciato la patente. Te l'ho lasciata perchè non mi serviva, et perchè la foto della carta d'identità mi vergogno a mostrarla.
Il resto, lo tengo per noi, come i mcabbracci et la mcmacchina et tutto quello che ci siamo inventati.
Al resto, fondamentalmente, ci teniamo troppo.

Grazie, a te.




Et poco importa che il Circolo degli Artisti era a mille chilometri da dove stavamo noi et non ci siamo potuti andare.
Et poco importa che mi è arrivato un messaggio inaspettato, un ci siamo lasciati che mi lascia indifferente. Te l'avevo detto che so essere terribilmente stronzo, anche se questa volta me lo sono risparmiato et ho evitato di affondarti.
Et poco importa che quando ho telefonato ad un parente prossimo per sapere quanto ha fatto la Juve, sono diventato la persona più importante del vagone.
Et poco importa quella sciagurata scalareale di cui, sciaguratamente, non me ne sono sciaguratamente accorto. Cazzo, importava eccome.

venerdì 18 aprile 2008

Roma dov'è?

Quando un giornalista (aut presunto tale) fa un'intervista, solitamente fa delle domande et se ne sta zitto et segna le risposte su un foglio sgualcito, abbastanza serio(so). A seconda di come la si prende, può essere divertente, aut immensamente noioso.
Quando due giornalisti (sempre aut sedicenti tali, in particolare uno dei due, nello specifico io) fanno un'intervista insieme, uno fa le domande et l'altro scrive, et quando l'intervistato si arrampica sugli specchi, ci si guarda, ci si sorride in modo da non farsi beccare, si fanno domande sempre più infami et si bevono quintalate di caffè gentilmente offerte.
Et soprattutto, finita l'intervista, si ride et si sorride per un'ora buona, in ricordo di.
Et soprattutto, è un altro mezzo lavoro.

Et infatti, schiacciato dal lavoro et dalle preoccupazioni, oggi me ne diparto verso Roma per tre giorni lontani da tutto et da tutti. Anche da quest'inutile blog. Ci vuole, evitando di sparpagliare le lacrime nei corridoi degli aereoporti et della stazione termini. Ricaricando le pile in riserva in prospettiva di un'estate in cui dimenticherò come sono fatti i weekend. Et onestamente non vedo l'ora che succeda, che di sicuro mi sentirò più vivo di quanto non mi senta adesso.
Beh, buon weekend, a tutti.

Vi lascio con questa canzone, perchè finirete per sentirla spesso. Come tutte le altre de Le luci della centrale elettrica.
Vasco, quello serio.





domenica 13 aprile 2008

Non c'è due senza TE


Meglio di così, non poteva andare. Et il caro Salihamidzic ha sempre più un posto nel mio cuore, oltrechè sulla fascia bianconera.
Mentre il capitano resta sempre il capitano et se non va agli Europei è davvero uno scandalo.
Mentre Sissoko è veramente l'acquisto con i controcazzi che tanto si attendeva.
Mentre la difesa scricchiola, et si sapeva, ma si confida in qualcosa più di un semplice Mellberg per l'anno prossimo...

sabato 12 aprile 2008

Le mezze stagioni non ci sono più

Vicino a me, alla tivvì, c'è quel faccione simpatico di Walter Zenga. Pelatissimo, emigrato -et mediamente vincente- ad allenare ovunque tranne che nel Belpaese, tornato (finalmente?!) a casa. Io sono qui, lui è nella mia televisione et contemporaneamente nelle televisioni di moltissimi altri calciofili et abbonati sky, oltrechè, fisicamente, in quel di Palermo. Et nonostante i tuoi trascorsi di odiato, et nonostante tu ci abbia fatto perdere mezzo mondiale quando io non andavo ancora alle elementari, caro Walter, mi stai simpatico.
Ma neanche troppo.
Stasera Juventus-Milan, et vedremo se si godrà ancora, aut no. Certo che se si vince si appiana il debito alcolico col Freguja. Meglio di niente, anche se c'è il possibile rischio di raddoppiarlo.
Poi, fuori c'è la fine del mondo, c'è tempesta et pioggia et nuvolenere ovunque. Stamattina giocando a calcetto saranno stati 20 gradi et il sole era odioso come l'Internazionale Football Club et si stentava a stare in piedi (et complimenti @ Carlo Trevisan per il gol bestiale che ci ha fatto...). Giovedì sera c'era la nebbia et bisognava andare ai quaranta all'ora, ieri pioveva con il sole et i Ray-Ban, nella loro necessità, erano completamente fradici, come i capelli, come i jeans, come le converse.
Le mezze stagioni, come i CCCP, non ci sono più, da un bel pò.
Intanto ho imbrattato un altro pò di web (ma con una parvenza di serietà, com'è ComunicatoriPubblici, fa tutt'un altro effetto rispetto all'inutile blog...), articolo sul Well-Tech Award 2008 qui.
Intanto forse non sarà l'unica occupazione del genere, ma ci tornerò a tempo debito.
Intanto, scusate per questo terrificante post.

lunedì 7 aprile 2008

In dieci in una stanza

A volte fare qualcosa di non ordinario è necessario, per sopravvivere. Soprattutto in questo weekend, che avevo sognato comunque diverso, et che comunque è stato diverso. Si poteva essere a Firenze, aut a Bologna, invece si era a Parma, per festeggiar un nuovo magistrale.
A volte fare qualcosa di non ordinario è necessario, anche con lo stomaco et il fegato in emergenza. Et poco importa esser ancora sottosopra et aver conosciuto gente completamente pazza da ovunque et aver dormito (dormito?!) in dieci in una stanza et aver chiuso gli occhi mentre il sole cominciava già a dare fastidio et essersi svegliati con una camel.
Et importa ancor meno ricominciare le lezioni, martedì et giovedì. Dopotutto, è solo un corso, anche se tornerò a casa alle nove della sera, accidentiadorganizzazioneaziendale. Ma lascio che la cosa passi, che ormai ci siamo, che le giornate sono più lunghe, che io mi sento meno invernale, nonostante il freddo et il gelo sia dentro che fuori.
Che presto sarà estate, l'estate vera.
Et avrò meno tempo per pensare a questa terra di mezzo, et magari riuscirò a venirne fuori.


Intanto, addio a Charlton Heston, se non altro per avermi tenuto compagnia per anni negli infernali post pranzi di Pasqua. In divano, a boccheggiare davanti a Ben Hur.

giovedì 3 aprile 2008

Le nostre discussioni serie...

Ogni tanto, una piacevole novità. Tanto per non imbrattare solo questo inutile blog et/aut riempirmi la testa et il discofisso di cose scritte et ragionate, ma nemmeno troppo.
Comunque, adesso scrivo per ComunicatoriPubblici, che ormai da "semplice" newsletter è diventato un portale di informazione. Comunque, sono stato assoldato et oggi è comparso il mio primo articoletto, leggibilissimo qui.
Si ringrazia vivamente chi ha offerto al quiddetto la quiddetta possibilità.
Grazie Giorgia.


Inoltre, se sei un cazzo di cantautore et/aut cantante et/aut non lo so, ma preferibilmente conscio di avere una voce decente (et magari se non abiti a mille chilometri da qui), fatti sentire che mettiamo su un gruppo.


Da oggi Vasco aka LLDCE distribuisce il suo primo disco ufficiale, Canzoni da spiaggia deturpata. Che sicuramente spaccherà, et sarà una delle perle di questo 2008. Accidenti et buona fortuna a lui.