mercoledì 20 agosto 2008

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo

Allora. Questo fondamentalmente è il posto dove finiscono le mie paranoie, le mie esaltazioni, il mio narcisismo e la mia stupidità.
Non capire lo stato d'animo con cui ci si appresta a scrivere la prossima frase, molto in aria, molto felice, molto intontito...







"...sei bravo, sei veneto, mi sta sul cazzo solo che sei così giovane..."

lunedì 18 agosto 2008

Con un pò più di frasi ad effetto

Scrivo poco e scrivo male. Un'assenza non percepita, non l'unica, la possibilità di sedersi, pensare, spaccarsi la testa per un tempo indeterminato. Mentre qui suona la sveglia ogni due ore a ricordarmi di-fare-questo-di-fare-quello.
Ferragosto è stato bagnato, come spesso negli ultimi anni. E noi lo aspettavamo. E fumiamo mentre ci barrichiamo in onore della pioggia e delle tre ore di relax che ci ha concesso. E aspettiamo che passi, ci facciamo prendere dal vento, mettiamo su un disco che uscirà solo nei prossimi mesi.
Ci si chiude in una salaprove generosamente prestata per andar dietro ad un iPod. La mia idea di gruppo era un pò più romantica, di quel ragno grande come un pugno che mi guarda mentre suono dietro ad una batteria che era mia e che ora non lo è più. E quando suono più forte si nasconde, e quando smetto sbuca fuori ancora.
Fa schifo, at all.
Il ragno, non la vecchia Tamarockstarpro, non la salaprove generosamente prestata che sa di sauna e che d'inverno so che sarà un frigo. Perchè qui suonare è una forma di martirio fisico, da sempre. Da quando fumare una sigaretta era trasgressivo, oltrechè proibito, oltrechè stupido.
Adesso nessuno si scandalizza se mi accendo una sigaretta sul poggiolo di casa. L'assuefazione si mischia alla necessità all'assenza al bisogno di lanciare il mozzicone a chilometri di distanza.
E dal poggiolo vedo due ragazzi, lei gli urla qualcosa in faccia, ma si mangia le parole e si capisce che sta piangendo. Lui la tiene per le braccia, e le dice qualcosa tipo "non me lo merito", ma anche dal quarto piano, anche col fumo che pizzica la gola, anche con gli occhi stanchi dopo l'ennesima giornata infinita, si capisce che se lo merita, eccome. Lei si dimena e se ne va, dopo che lui le avrà ripetuto la fatidica frase almeno dieci volte.
Penso che con un pò più di frasi ad effetto, almeno l'avrebbe trattenuta un pò di più.
Getto il mozzicone non così distante come avrei voluto, mentre la ragazza sparisce per sempre dalla mia vista.
Per il suo bene, spero sia sparita per sempre anche dalla vi(s)ta dell'altro ragazzo. Anche se so, che non è così.
Monocorde. Monotematico.

Che la perfezione non esiste, anche se questa estate alla fine sta scivolando via molto più veloce di quanto potessi sperare.

E domani, me ne vado a Bologna.


there's a party in the stadium,
all my friends have been rescued...

mercoledì 6 agosto 2008

Nulla va lasciato al caso

Che ti devo dire? Che ci siamo trovati in uno dei miei momenti peggiori da secoli? Che solitamente sono l'ultima persona al mondo cui piace autocommiserarsi, e lo stesso sembra che mi pianga addosso?
No, sto bene. No, non ho tempo. That's all, folks. E se non mi si crede, i problemi non son assolutamente miei.
Supero gli sguardi alteri, altezzosi, superiori. Passerà questa estate, che sfinisce, che consuma. Passerà questo odiosissimo male dentro, fatto di canzoni che non mi va di ascoltare e di levate similmattutine che mi riportano nel mondo vero più stanco di quando l'ho lasciato e di parole che bucano i timpani da quanto veloci entrano ed escono dalla mia testa.
Fatto di te che giuro non capisco chi o cosa sei. Profondissima bambina. Di altro, di altri, di altre, non me ne curo affatto.
Verranno giorni migliori, in un letargico duemilaeotto che sta regalando emozioni intense ma che sanno di anestetico. Mi maledico, ma bada bene, non mi sto commiserando. Mi alzo, sospiro, preparo con il sorriso ebete delle migliori occasioni i vostri macchiatoni-semilunghi-d'orzo-con-tanta-schiuma e vi maledico mentre vi porgo lo scontrino. Perchè questi sono i giorni.
these days, the stars seem out of reach
Mi maledico, perchè tutto è bellissimo, perchè il sole, perchè il mare, perchè il ginlemon alle dueetrenta postmeridiane nell'unico giorno vacanziero. Tutto è bellissimo, ma non posso passare inosservato il mio sentirmi non adatto.
Se ci penso, se ci pensi, sono così da quando ho memoria di me.
Non mi accontento, e mi incazzo. E siccome sono profondamente dentro le cose che faccio, non mi accontento e mi incazzo anche nelle cose che più mi potrebbero essere distanti. Perchè sono fatto così, nonostante il caldo mi faccia sembrare quello che non sono e che non sarò mai. Perchè, e qui mi maledico definitivamente, nulla va lasciato al caso.
Sono sempre io.


verrà un vento caldo, a cancellare questa umidità
lo devi solo aspettare...

sabato 2 agosto 2008

Bones


I Sickwatching erano un gruppo di qua, di qualche tempo fa. Ho cominciato a suonarci insieme che non avevo ancora la patente e gli altri dovevano portarmi in macchina a fare le prove. Gli altri erano, e sono, moderatamente più grandi di me. Era inverno e i ritardi congeniti del Iazzo mi hanno fatto prendere sonore congelate. Poi abbiamo cominciato a fare concerti, abbiamo cominciato a divertirci, abbiamo cominciato a suonare in ogni condizione possibile immaginabile.
Il tutto, a tratti appariva molto rocchenroll.
Abbiamo incrociato molte persone sulla nostra strada, e tante ce le portiamo dietro ancora, assieme a tutte le registrazioni, le litigate, le sigarette, le spedizioni all'Essemusic, le scritte sui muri della salaprove.
Poi è finito tutto, abbiamo arrancato un pò, e ci siamo salutati. Ognuno ha preso strade diverse, la mia penso la si conosca più o meno bene.
Stasera, non si sa bene perchèpercosa, i Sickwatching tornano.
Vanno ringraziate particolarmente le domeniche di pioggia.
Torniamo per un solo concertino, e poi adieu. Forse presto ci dimenticheremo pure noi dei Sickwatching, in fin dei conti un gruppo normale, ma di sicuro, a distanza di oltre due anni dall'ultimo concerto, stasera ci saremo solo noi.