<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253</id><updated>2012-01-03T17:51:49.522+01:00</updated><title type='text'>STRATEGIE (dell'apnea...)</title><subtitle type='html'>Blog molto inutile, ma abbastanza musicale</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>310</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8706151126945186665</id><published>2012-01-03T16:58:00.007+01:00</published><updated>2012-01-03T17:51:49.529+01:00</updated><title type='text'>Te la ricordi Berlino?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;color:#000000;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;A volte capita di impantanarsi e di avere l'impressione di restare immobili. Allora servono le scosse. Allora capita che finalmente siamo andati a Berlino, e abbiamo approfittato di tutte le cose che ci hanno riempito gli occhi e il cuore per scriverci un po' su. Ma a volte scriverci un po' su non basta: a volte bisogna fare le cose in due, perché quattro erano gli occhi riempiti, due i cuori. Il mio, e quello di &lt;a href="http://nelregnodeiciechi.blogspot.com/2012/01/te-la-ricordi-berlino.html"&gt;Teresa&lt;/a&gt;. Quello che segue è un post scritto a quattro mani, ci abbiamo messo più del necessario, ma chi ci conosce sa che abbiamo i nostri tempi. Dopotutto, siamo tornati ieri da un'altra capitale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21c&lt;/style&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-4xXWEnXMeX4/TwMqi7MwrAI/AAAAAAAAAlg/9saaTEIBYSg/s1600/IMG_0183.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4xXWEnXMeX4/TwMqi7MwrAI/AAAAAAAAAlg/9saaTEIBYSg/s400/IMG_0183.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693441133421571074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Ce lo eravamo promessi troppe volte per rimandare ancora. Era diventata una cosa necessaria. Così necessaria come rimettersi a scrivere, ogni tanto, per fermare un po' di quei pensieri che scorrono sottopelle e che difficilmente, di questi tempi, vengono in superficie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Poteva essere Bruxelles, poteva essere Siviglia, poteva essere Lisbona. Invece malgrado il freddo e l'ora legale, avevamo voglia di Berlino. Perché o non ci siamo mai stati o ci siamo rimasti così poco per farcene davvero un'idea, per poterci dire l'abbiamo vissuta. Perché Berlino è una città che si vive, non si visita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Avevamo il nostro albergo superlusso in superofferta e le sue colazioni all you can eat, avevamo una cartina scarabocchiata sempre più illeggibile e un libricino con un po' di possibili mete, quasi tutte senza indirizzo, quasi tutte scelte d'impulso. Avevamo noi. Non hai pensato anche tu che mai come questa volta poteva bastare?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Camminiamo molto, camminiamo che mi si leva un tacco, che ci perdiamo a Kreuzberg, e non per colpa di quel mercatino lungo il canale. Camminiamo verso qualche parte, com'era. Non ci curiamo di tutti quei posti in cui non siamo stati, e non ci curiamo dei musei che abbiamo lasciato ai giapponesi, nemmeno di quelle cose che a sentire i rumors, erano imprescindibili. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma non avete visto il museo sull'olocausto? Lo ha fatto l'architetto quello là! È il simbolo di Berlino! Ma non siete andati al Tacheles? Ma è il centro sociale tra i più fighi d'Europa! Ma allora non siete stati davvero a Berlino! &lt;/span&gt;Forse non siamo stati davvero a Berlino anche se ci pareva, ma quel posto che invece abbiamo visto noi ci è piaciuto e ci è bastato e ci saremmo stati di più, così magari avrei preso qualcosa oltre a delle mentine della DDR e un balocco da attaccare all'albero di Natale. Così magari avrei trovato il mercatino delle pulci aperto, e non eccezionalmente chiuso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Berlino è la città meno tedesca della Germania. Per i ritardi sulle date di fine lavoro nella metropolitana, sembra quasi una città italiana. Berlino sono le comunicazioni di servizio in una lingua dura come il marmo, impossibile da districare. Dopo venti minuti eravamo già fuori strada, a chiederci come fosse possibile nonostante lo stato d'allerta massimo, a intercettare emigrati italiani che ci confidano come sopravvivere ai cambi e alle intersezioni delle varie linee di U-bahn.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Qui se non esageri con piumini lucidi o Timberland, nessuno sa che sei un turista. Certo, devi spesso tacere, non essere sguaiato, però ci sono anche gli italiani che vivono a Berlino e tu potresti essere uno di quelli. Potremmo essere due di quelli lì. Ma è sempre il solito problema di chi è nato a cento metri dal mare. Puoi andare ovunque, ma poi l'odore di salsedine ti richiama a casa. Perché è quell'odore, casa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Ci sono strade lunghe e ampie a Berlino, strade ordinate e con poco traffico, parcheggi con macchine che non abbiamo mai visto parcheggiare ma sono tutte lì messe per bene, dove si può e non dove &lt;i&gt;secondo me non disturba nessuno&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Ci ha abbracciato la nebbia, stagnante nelle carreggiate a tre quattro cinque corsie, ci siamo abbracciati e abbiamo marciato verso la porta di Brandeburgo. Ci siamo stupiti di essere solo noi e pochi altri a camminare in posti che avremmo immaginato tracimare di umanità brulicante e di macchine digitali. Ci siamo stupiti dei parchi senza recinzioni che sembrano quasi foreste, che quando il sole scende ti viene da pensare siano da evitare e invece vedi un sacco di gente che si avventura dentro per correre. E non ci sono i lupi cattivi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Abbiamo dimenticato di fotografarci, abbiamo dimenticato il tempo che scorreva sotto la torre di Alexander Platz, senza il suo pallone dorato oscurato dalla nebbia. Sotto i tigli abbiamo pianificato le nostre giornate, promettendoci reciprocamente di saltare negozietti di vinili e franchising di vestiti, a meno di folgorazioni eccezionali. Siamo stati quasi bravi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Quando una birra in un posto qualsiasi costa almeno un euro in meno rispetto ad una birra in un baretto smarzo italiano ben selezionato, allora non serve nemmeno pianificare troppo il da farsi, possiamo concentrarci sugli hamburger più esagerati del Mitte, possiamo spararci degli shortini di Jagermaister per provare a sopravvivere ad una serie di digestioni che si preannunciano difficili.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Ogni tanto ci sentiamo inadatti ai palazzi così alti e agli angoli squadrati delle vie di Kreuzbeurg, scoprendoci inseriti in un tessuto che non conosciamo ma che con un minimo di attenzione non si dimostra per niente complicato. Che quasi si indossa bene, come ai manichini delle vetrine a cui resisti per due giorni abbondanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Gli spaccati di vita nella DDR, i tipi poco raccomandabili che fottono banconote da cinquanta euro ai polli di Karl-Liebknecht-strasse, le foto così e così che un effetto vintage sembra poter rendere migliori. Ci siamo dimenticati l'ipod e ce ne siamo ricordati all'ennesimo passaggio obbligato per Alexanderplatz, perché ti sarebbe piaciuto guardare quella torre imponente con Battiato nelle orecchie, tutte le volte che lo abbiamo ascoltato guardando tutti questi palazzi che ci crescono attorno e dentro cui non ci abiterà nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Ognuno si fa gli affari propri, ognuno parla a voce bassa, noi continuiamo ad uscire dalla parte sbagliata di Wittenbergplatz, tra l'Harrods berlinese e la Siae tedesca. Il male assoluto, il male che non dorme mai. Ma almeno questi lavorano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;È nel Mitte che hai voluto rimanere qualche istante in più in un negozio perché volevi capire che canzone era quella appena iniziata che poi era &lt;i&gt;Se io non avessi te&lt;/i&gt; di Nek. Siamo usciti ridendo e portandoci dietro quella dannata canzone per tutto il pomeriggio. Cambiamo latitudine, siamo in una delle città più effervescenti d'Europa ma è chiaro che ci si può annoiare anche qui, ci si può divertire squallidamente anche qui. Si può passare un sabato sera in un pub dentro un centro commerciale chiuso, dove rimangono aperti solo due bar e una discoteca al piano più alto. Dove le donne bevono prosecco con ghiaccio e gli uomini boccali di birra. È altrettanto chiaro che i capperi li assoceremmo a Pantelleria, al sole, alla dieta mediterranea, e non ad un'antica ricetta prussiana di polpette di carne, panna, vino bianco e due patate lesse intere, minacciose. Di sicuro sbagliamo nel non conoscere come si dice cappero in inglese e tanto meno in tedesco; ed è così che me ne ritrovo un vasetto su un piatto già pesante soltanto alla vista. Di sicuro sbaglio a non optare per una zuppa con barbabietola, pancetta e abbondante panna. Di sicuro è arduo avere una digestione difficile e vivere a Berlino. Di sicuro c'è da aggiungere l'intolleranza a ingenti quantità di curry wurst al richiamo del mare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Quando abbiamo deciso di puntare ai musei è stato come scendere da una giostra lunga decine e decine di chilometri, abbandonare una modalità per abbracciarne un'altra, come arrendersi al flusso tipico di ogni metropoli che si rispetti. Ma gli egizi li conosciamo a memoria, e allora ci siamo incastrati tra Warhol e le seghe mentali di troppa arte contemporanea, tra istallazioni e video devastanti, bastian contrari, amanti del feltro, amanti della ghisa, amanti dell'acqua sporca. Siamo usciti da Hamburger Banhof con la voglia di dare fuoco a tutto quello performato dopo il 1980. Siamo usciti da Hamburger Banhof e siamo andati a chiudere un cerchio aperto più di un lustro fa, quando c'erano in ballo vite diverse e tutte orbitavano attorno a Padova. Stefano è venuto a lavorare qui e qui c'eravamo già incontrati, ma era stato tutto troppo veloce per considerarlo un vero e proprio incontro. Stavolta abbiamo pianificato un posto, un concerto, delle birrette leggermente amare che scorrono troppo bene per non chiamarne altre e altre ancora.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Qui ci siamo lasciati per vedere l'effetto che fa, per tornare a casa una domenica sera qualsiasi ed essere come un berlinese qualsiasi, che guarda un concerto con un vecchio amico, si sbronza con un vecchio amico, sorride perché il vecchio amico comincia a dimenticare l'italiano e se ci pensi è divertente, visto che il tuo lavoro a differenza del mio innanzitutto è un lavoro e in secondo luogo è stato appiccicato sulle pareti della stazione centrale di Milano, tra le altre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Il rumore dei vagoni che sferragliano sui binari è un qualcosa che mi manca, ovattato dal chiuso di una galleria a qualche metro sotto il livello dell'asfalto, qualcosa che riscopro ogni volta, che mi fa sorridere, tracciando linee drittissime da una parte all'altra di un paesotto di svariati milioni di abitanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;Anche con l'unico receptionist fastidioso della nostra vacanza, anche con i piedi spezzati dai troppi, troppi chilometri percorsi. Quando ci siamo guardati persi in qualche imprecisato piano di Friedrichstrasse, con i treni che ci sfrecciavano attorno e nessuno di essi portava un nome che ci potesse in qualche modo tornare utile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Era quello che aspettavamo, uno spazio nostro di cui avevo bisogno. E anche se dicevi di no avevamo già i pezzi di Lego che ci servivano, dovevamo soltanto costruirlo. Avere la pazienza e la voglia di aprire la scatola che li conteneva e leggere le istruzioni. Poi le abbiamo buttate via, lasciate in camera come la guida, le istruzioni; ed è stato bello così. Bello come tornare a casa da sola, sorridere assieme a due sorelline che in metropolitana non riuscivano a completare una filastrocca con quel giochino delle mani perché una delle due non riusciva a smettere un secondo di ridere. Una filastrocca di cui ho capito soltanto pepsi cola e coca cola; meglio di così mi era difficile. Ma ridere è sempre cosa più semplice.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Quando abbiamo aperto gli occhi lunedì è stato così strano. La mano appoggiata nel letto. L'ennesima doccia, l'ennesima colazione mostruosa. Tutto comincia ad assomigliare ad una normalità che il giorno dopo finisce. Come i tour di tre o quattro giorni. Ti devastano più di quelli di un mese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="georgia" style="margin-bottom: 0cm; " align="JUSTIFY"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Y5fGVBZOeTU/TwMto1clfQI/AAAAAAAAAls/5qK9RHvsMsE/s1600/IMG_0159.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y5fGVBZOeTU/TwMto1clfQI/AAAAAAAAAls/5qK9RHvsMsE/s400/IMG_0159.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693444533491432706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Possiamo tornare a casa e guardarci negli occhi e dirci che siamo qui e che qui, alla fine, abbiamo sentito chiaramente quella sensazione di completezza che abbiamo a lungo atteso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="georgia" style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8706151126945186665?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8706151126945186665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8706151126945186665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8706151126945186665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8706151126945186665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2012/01/te-la-ricordi-berlino.html' title='Te la ricordi Berlino?'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4xXWEnXMeX4/TwMqi7MwrAI/AAAAAAAAAlg/9saaTEIBYSg/s72-c/IMG_0183.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8997270221447689306</id><published>2011-09-26T10:17:00.002+01:00</published><updated>2011-09-26T13:14:32.661+01:00</updated><title type='text'>Il destino che ci siamo scelti.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo progetto di tesi nasce da qualche anno di troppo lasciato per strada, da come sono cambiate le cose, da come la faccia si è asciugata nel tempo. Dalle bottiglie di vodka lungo via Gattamelata, ed eravamo oggettivamente dei bambini, a quando mi hai trovato davanti a psicologia mentre contavo fino a mille per non tornare dentro ad uccidere qualcuno. Questo progetto di tesi supera ogni senso di spazio di tempo, che sembra ieri e tra ieri e oggi è successo di tutto, siamo andati ovunque e siamo tornati sempre qui, il primo giorno come il giorno prima di laurearsi.&lt;br /&gt;Claudia, Niccolò, Lavinia, Stefano, ci siamo conosciuti qui. Alberta, Jack, Federica, Seba, ci siamo ritrovati in molti posti. Ci siamo persi perché ognuno ha deciso cos'era meglio per se stesso, che ci hanno un po' preso in giro promettendoci cose che non sono stati in grado di mantenere, un lavoro e una stabilità che a ripensarci avrei provato a medicina. Per abbandonarla perché siamo fatti di una sostanza indecifrabile, ma che di sicuro non sono sogni, non sono anni infiniti, e soprattutto non è sangue.&lt;br /&gt;Parlavano del contratto implicito al prosieguo degli studi, ma nessuno mi aveva spiegato cosa si prova a stare sopra un palco per davvero. Mentre abbiamo fatto l'abitudine a sentire ministri e sottosegretari che parlano di noi come degli sfigati, un'interfacoltà di merda per gente che non ha voglia di fare niente. E invece noi ci credevamo davvero, almeno fino ad un paio di anni fa. Per cui perdonatemi se ondeggiavo con la sedia durante la discussione, perdonatemi se non sembravo agitato in alcun modo e se giovedì sera stavo a bermi una birra con gli amici.&lt;br /&gt;C'era chi era emozionato anche per me.&lt;br /&gt;E c'è chi si è preoccupato di farmi ricordare per sempre questo venerdì, questi anni che son passati, questo progetto di tesi, questi esami, quel prof che se ne è andato per sempre una settimana fa, quella prof che invece è ancora tra noi nonostante le nostre maledizioni, quelle mattine eterne, quelle mattine buie, quei pochi mercoledì da leoni che però a chiudere gli occhi sono sempre qui.&lt;br /&gt;Mancano ancora dei passaggi, manca la coscienza di aver terminato un qualcosa che ti accompagnava da sempre, da quando non avevi memoria. Resta il tempo che ci serve per comprendere quale sarà la prossima mossa, anche se il destino che ci siamo scelti, ce lo siamo scelti da un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8997270221447689306?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8997270221447689306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8997270221447689306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8997270221447689306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8997270221447689306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/09/il-destino-che-ci-siamo-scelti.html' title='Il destino che ci siamo scelti.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5511316381557955693</id><published>2011-09-02T17:25:00.003+01:00</published><updated>2011-09-02T18:15:35.930+01:00</updated><title type='text'>Qualcosa di definito.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sai, oggi la linea tra il mare e il cielo è meno definita del solito, sono svariati azzurri che si mischiano e si sovrappongono. Come le tonalità di grigio e di nero tra le nebbie estive, in quella strada sempre uguale che si perde nella campagna e arriva fino alla salaprove, nell'estrema periferia del nostro mondo. Dove c'è un dialetto diverso, dove ci sono io e la musica che decido di ascoltare per arrivare sconvolto a dilaniarmi le orecchie tra due amplificatori accesi e una manciata di ascoltatori dalle molte zampe.&lt;br /&gt;Gigi ha paura dei rospi, a me fanno schifo i ragni, e non c'è modo di farseli piacere.&lt;br /&gt;Un po' come quando vorresti smettere di amare o di odiare qualcosa anche se sai bene che è una guerra persa in partenza, e anche vincere una battaglia sarà un'impresa.&lt;br /&gt;Però le frasi potrebbero essere più corte, più definite. E invece i giorni si allineano come i chilometri percorsi, tutti uguali, sacrificati ad un qualcosa di più profondo che è così profondo che non si riesce a distinguere. Come le frasi ad effetto che adesso devo chiedertele in prestito. Come in quei film che si passa da un giorno ad un altro di qualche anno dopo, facendo finta che in mezzo non ci sia stato nulla. Ed invece è proprio in quel nulla, che costantemente mi perdo. Così poco definito, da non sapere se è meglio volarci sopra a quella linea, o nuotarci sotto. Ma forse questi contorni sfocati sono proprio quelli che per adesso ci salvano la vita, mentre decidiamo un posto dove sparire per qualche giorno quando sarà il momento, anche se non lo abbiamo ancora trovato.&lt;br /&gt;Oggi è un giorno strano, dove la pelle è più sottile, dove ho cominciato a fumare prima del solito e ho già finito mezzo pacchetto.&lt;br /&gt;Oggi è un giorno sfocato, dove mi piacerebbe attaccarmi con le unghie a qualcosa che c'è.&lt;br /&gt;Un tavolo è un mobile con una superficie piana, di solito con quattro gambe, di solito in legno, se parliamo di tavoli seri. C'è stato un tempo in cui non stavo mai fermo ed ero alto esattamente quanto il tavolo della cucina, e prendevo tutti gli spigoli, continuamente. Non c'erano onde lunghe, non c'erano ombre lunghe, c'ero solo io che correvo inseguito da nessuno e curvavo sempre troppo o troppo poco e ogni volta mi schiantavo.&lt;br /&gt;Ecco, quando penso a un qualcosa di definito, oggi è un qualcosa del genere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5511316381557955693?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5511316381557955693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5511316381557955693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5511316381557955693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5511316381557955693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/09/qualcosa-di-definito.html' title='Qualcosa di definito.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3404898677062876219</id><published>2011-09-01T16:44:00.003+01:00</published><updated>2011-09-01T16:56:22.444+01:00</updated><title type='text'>Frammenti di un agosto mai arrivato.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un giorno penseremo a queste giornate tutte uguali, e ci rideremo su. Magari con una birra in mano e con i piedi immersi nella sabbia calda di un altro agosto, perché questo che è già passato, in realtà sembra non essere arrivato mai.&lt;br /&gt;Non siamo mai stati così pallidi, poche altre volte ci siamo sentiti così ripagati nel dividere le nostre giornate tra un computer e un miliardo di appunti scritti peggio del solito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3404898677062876219?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3404898677062876219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3404898677062876219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3404898677062876219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3404898677062876219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/09/frammenti-di-un-agosto-mai-arrivato.html' title='Frammenti di un agosto mai arrivato.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8780029027314215555</id><published>2011-07-29T10:10:00.003+01:00</published><updated>2011-07-29T10:24:32.804+01:00</updated><title type='text'>La seconda tragica Rovigo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricapitoliamo, così da non perdere niente. Che i giorni passano.&lt;br /&gt;Siamo in quest'estate di inizio autunno, e non dormo la notte. Perché quando siamo lontani sgomitiamo per avvicinarci, per poi allontanarci ancora tra aerei, treni e biciclette rubate.&lt;br /&gt;Non dormo la notte per una tesi che corre tra decine e decine e decine di fogli sparsi e di appunti indecifrabili, occhi che si incrociano, croci su questionari duepuntozero e incazzature vecchio stile. Vivo Bologna con il contagocce perdendo il conto dei drink che mi passano per le mani, e ad ogni viaggio la scrivania della cripta trabocca di pile scoordinate di cose da fare. La scrivania, mentre ci derubavano in cambio di due fette di melone in riva ad un parcheggio, la immaginavamo piena di qualcos'altro.&lt;br /&gt;Questa mattina devo andare a Bologna, questa mattina mi è arrivata una multa. Presa a Bologna quando sbagliavamo strada e prendevamo tutte le ztl del mondo. E' successo solo una volta, in realtà, ma le telecamere non dormono mai soprattutto quando passiamo noi, e con precisione quasi chirurgica ci presentano il conto. Dopo averti fatto sperare per sessanta giorni, dopo che avevi cominciato a provare a rimangiarti le bestemmie che avevano riempito la macchina quel lunedì sera. Non lasciare e raddoppia.&lt;br /&gt;Questa notte il vento mi ha aiutato a intravedere l'alba con le cuffiette nelle orecchie e le mani incastonate nel mac e nei grafici con imprecisati break even point.&lt;br /&gt;Questa mattina il regionale sbagliato da Chioggia a Rovigo si è incastonato alla stazione di Loreo. Mezzora fermi a guardare il nulla fuori del finestrino. Sono arrivato a Rovigo giusto in tempo per vedere il regionale veloce ma altrettanto sbagliato partire verso Bologna.&lt;br /&gt;Questa mattina, ho odiato tutte le mattine del mondo.&lt;br /&gt;Vado a prendere una rivista a caso all'edicola chiusa per ferie della stazione.&lt;br /&gt;Mi chiudo in bagno ad imprecare, ci resto cinque minuti buoni.&lt;br /&gt;Vado a farmi un giro fuori, nel nulla del nulla di quella Rovigo da film che non vorresti mai vedere. La polizia locale sta riempiendo di multe tutte le macchine parcheggiate dalla stazione in giù.&lt;br /&gt;Mi butto nel primo parchetto che trovo, che non ha nulla di un parchetto. La bocciofila e la sala biliardo, dove un giorno abbiamo deciso di farci insegnare come si gioca. Sia mai che Catellani voglia fare una partita, uno di questi giorni.&lt;br /&gt;Dicevo mi butto nel primo parchetto che trovo, lontano dalla polizia locale e dalle rumene che bevono birra in bottigliette di plastica. E ci fumo pesantemente sopra. E mi ritrovo a vagare ancora in una città deserta, sempre nei soliti posti, è sparito il monumento nella piazza ma in compenso stanno ristrutturando tutto e quindi tutto è un cantiere.&lt;br /&gt;Nascondo gli occhi arrossati con gli occhiali da sole, aspetto che l'ennesima attesa si assottigli.&lt;br /&gt;Più che una città, Rovigo mi sembra una personalissima condanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cielo è azzurro tutto intorno, tranne a Bologna. Sopra Bologna c'è una nuvola scura, grigia, gonfia. Mi incammino con la borsa che mi sega la base del collo, come ogni volta. Prendo strade parallele e scorciatoie nascoste, la velocità di crociera sotto i portici di via Indipendenza è prossima alla retromarcia.&lt;br /&gt;C'è questa scena raccontata da Mimì in un suo libro, lui e Leo che pedinano una bella ragazza. Leo spiega quanti particolari si possono capire, semplicemente osservando. Leo capisce che è bolognese perché evita le arterie principali, e si concentra  sulle vie capillari, per fuggire dalla ressa, perché sa dove andare. Questa cosa di sapere dove andare. Di evitare gli ingorghi, è una cosa che mi è sempre piaciuta. Cronometrare le varie eventualità. Scegliere la migliore della settimana. Riproporla, migliorarla, senza accelerare il passo.&lt;br /&gt;Per le calli di Venezia, sarebbe impossibile.&lt;br /&gt;Entro in strada maggiore e al caldo si aggiunge la pioggia, arrivo in cripta che sono moderatamente bagnato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ricapitoliamo, così da non perdere niente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8780029027314215555?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8780029027314215555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8780029027314215555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8780029027314215555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8780029027314215555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/07/la-seconda-tragica-rovigo.html' title='La seconda tragica Rovigo'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7562314891378754726</id><published>2011-06-30T17:47:00.002+01:00</published><updated>2011-06-30T18:15:58.765+01:00</updated><title type='text'>Capire troppo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ti riempirò di fiori, con la terra e i vasi, così da essere sicuro di non mancarti.&lt;br /&gt;Ci riempiremo di domande su cosa vogliamo fare di questa estate, che prima non arrivava mai e adesso un po' ci sfugge, che a Padova sono quaranta gradi e ci stiamo sciogliendo per niente, che a Bologna non si può stare in casa, che poi tecnicamente la casa non è neanche mia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Milano &lt;/span&gt;dici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'asfalto scotta anche attraverso i sandali&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;qui &lt;/span&gt;ti rispondo&lt;span style="font-style: italic;"&gt; il cervello ha preso fuoco anche con l'aria condizionata accesa.&lt;/span&gt; E attorno a tutto questo restano delle mail a cui rispondere e le newsletter che non abbiamo mai voluto ricevere, e cose da sistemare e caffé da prendere senza curarsi troppo di darsi delle priorità.&lt;br /&gt;C'è Marco che ha venti mesi e non capisce troppo ma senza dire niente colonizza la spiaggia, e ci giochiamo insieme costruendo castelli di sabbia che durano qualche secondo. Il tempo per permettergli di schiacciarli con le mani, e la bocca incrostata di sabbia. E non capisce troppo perché non ti sente nemmeno quando lo chiami, a meno che non gli convenga, come i gatti. E ride e infila la testa nella sabbia, come gli struzzi, forse proprio perché non capisce troppo. Mentre smetto di chiedermi perché sono andato a studiare in spiaggia, che forse non capisco troppo nemmeno io.&lt;br /&gt;Strumentali nelle orecchie, pensieri che sfuggono, parole che non dici, ma che ti porti dentro. Pensieri troppo veloci per fermarli su un pezzo di carta, su un foglio excel, sul display di un cellulare troppo vecchio per funzionare ancora. E intanto Marco cammina tra gli ombrelloni, sbanda di tanto in tanto, scivola ma non piange. Tutti lo controlliamo da distante, senza intervenire. Sarà che secondo me non capisce troppo, ma sembra aver capito tutto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7562314891378754726?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7562314891378754726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7562314891378754726' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7562314891378754726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7562314891378754726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/06/capire-troppo.html' title='Capire troppo.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-4913694194267127514</id><published>2011-06-25T13:40:00.002+01:00</published><updated>2011-06-25T14:02:11.655+01:00</updated><title type='text'>Ottavina a cinque sponde.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo me non perde treni, semplicemente i treni proprio non passano. E allora impariamo a giocare a biliardo all'italiana in un bar del dopolavoro ferroviario di Rovigo, per ammazzare due ore altrimenti infinite. Un bar di cinesi dove un bianco costa 80 centesimi. Dove i vecchi che giocano a carte ti spiegano i punti e ti guardano come un coglione quando sbagli un tiro facile. Che non sai usare i diamanti per le sponde. Che l'ottavina a cinque sponde ho dovuto andare a guardare su google che cos'è, e adesso che lo so posso assicurarti che non mi verrà mai, neanche dopo trent'anni di partite. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che se colpisci di taglio poi caramboli con la rossa, colpo al boccino e il filotto è servito. Facile no? &lt;/span&gt;Svariati punti, che non so contare.&lt;br /&gt;Il nuovo me cammina di notte, per tornare fulminato a casa mentre il sole comincia a sorgere dopo lune rosse e venerdì neri. Entra nei sogni altrui e nei libretti universitari. Nei crediti che mancano per laurearsi. Nelle mail che non mi mandi e che mi lasci qui ad aspettare un giudizio che arriva sempre troppo tardi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il nuovo me&lt;/span&gt; è una canzone che dura troppo poco e un po' dispiace, perchè ha un incedere un testo un suono di quelli che potrebbero durare anche dieci minuti. Mentre te ne vai da una parte all'altra ed io ti aspetto qui, mentre ho detto addio a certi portici e a certe strade per poi tornarci e dire&lt;span style="font-style: italic;"&gt; era solo un arrivederci, sono il solito esagerato&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il nuovo me è sempre quello. Fondamentalmente ha solo i capelli molto più corti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-4913694194267127514?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/4913694194267127514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=4913694194267127514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4913694194267127514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4913694194267127514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/06/ottavina-cinque-sponde.html' title='Ottavina a cinque sponde.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6209006098250688172</id><published>2011-06-01T21:11:00.003+01:00</published><updated>2011-06-01T21:41:16.256+01:00</updated><title type='text'>Forse di maggio, resterà solo questo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guarda che maggio è passato. E i tramonti non arrivano mai mentre scattiamo troppe volte su e giù per le stesse strade, da mattina a sera, ancora. Che poi ci passano davanti momenti da riempirsi gli occhi, i colori decisi delle case ai bordi della laguna, la tua inaspettata guida sportiva. Gli agguati dei carabinieri e i posti di blocco nei posti più improbabili che verrebbe da chieder loro perché hanno scelto di mettersi proprio lì, mentre continuiamo a parlare delle nostre cose con la radio troppo alta. Andiamo a controllare tutti i sensi di marcia invertiti, le rotonde e i leghisti che nei santini elettorali hanno la città nel cuore e il cuore a destra. E tutti gli arancioni che a seconda del luogo hanno significato una prevedibile sconfitta ed un'esaltante vittoria, solo per una questione di chilometri. E alla fine dovrai trovarti un lavoro, anche tu. Ma ho i miei dubbi.&lt;br /&gt;Sai, non me ne sono reso conto che maggio è passato, ma ho visto i tuoi occhi, e ho sentito il tuo sorriso appoggiato alla mia spalla, uno scalino più in basso così siamo alti uguali. Forse di maggio, resterà solo questo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6209006098250688172?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6209006098250688172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6209006098250688172' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6209006098250688172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6209006098250688172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/06/forse-di-maggio-restera-solo-questo.html' title='Forse di maggio, resterà solo questo.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-4510760017086013710</id><published>2011-04-28T20:05:00.002+01:00</published><updated>2011-04-28T20:21:11.373+01:00</updated><title type='text'>Ci guardiamo dentro per cercarci un po'.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte sono solo sensazioni. Come quelle di raccontarci le nostre collassate più improbabili tra corriere di pendolari e piazze storiche, come svegliarsi una mattina con quell'agitazione tipica della stazione di Milano. Ci guardiamo dentro per cercarci un po'. Ci guardiamo lo stomaco pieno di nodi, se vuoi. Che ceneremo domani, che adesso no. Che adesso mi tengo questa agitazione tipica di quelle primavere che non sono così distanti, mentre questo cielo sembra ci voglia bombardare, che adesso mi tengo questo paio di bacchette un po' sbucciate e questo tappeto rosso che non si può guardare. Mi manchi perché avremmo potuto fare indigestione di noi, fossi rimasto qualche giorno in più. Mi manchi perché in certe occasioni sembra che non sia partito mai, anche viaggiando con due fusi orari diversi, anche quando mi ritrovo in sei contro uno, anche quando non ci sentiamo quando vibrano le pelli dei tamburi.&lt;br /&gt;A volte sono solo sensazioni, a volte c'è solo uno sfrenato bisogno di partire verso qualche parte. Non importa dove.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-4510760017086013710?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/4510760017086013710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=4510760017086013710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4510760017086013710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4510760017086013710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/04/ci-guardiamo-dentro-per-cercarci-un-po.html' title='Ci guardiamo dentro per cercarci un po&apos;.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6542957086960904220</id><published>2011-04-13T09:58:00.002+01:00</published><updated>2011-04-13T11:15:58.372+01:00</updated><title type='text'>Per smentirvi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Amore abbiamo preso la pioggia e davvero sono dieci gradi in meno di dieci minuti fa.&lt;br /&gt;Amore quel treno è perso per sempre, non passerà mai più è perso per sempre ,come i testi delle canzoni di merda scritti sbagliati sulle saracinesche dei negozi chiusi. Cancellati come noi certi venerdì sera. Ma da dietro il vetro e le inferriate leggère c'erano quei colori gonfi di gialli, colori di legno di chitarre acustiche di violoncelli scordati di batterie prestate. Ci siamo dimenticati di fotografarli. Per smentirvi. Sembra un mondo a parte, un mondo dentro un altro mondo che siamo noi con i nostri mal di testa e con le nostre agende piene di cancellature e di asterischi e di impegni così ravvicinati da prendersi a pugni, e quando inventeranno il teltrasporto sarà sempre troppo tardi. Così non avremo i minuti contati per abbracciarci e per urlarci dietro e per rotolarci dormendo nel letto. Mi vedo riflesso sul vetro della finestra, scelgo con cura uno dei cinque mazzi di chiavi che compongono le mie giornate. Ha ragione Fiorenzo Stige dei Bachi da Pietra è l'ennesima dimostrazione di manifesta superiorità.&lt;br /&gt;Sono giorni che penso a voi, esercito di santi geniali e maledetti. Riflesso nelle vetrine illuminate delle pasticcerie veneziane, nei bicchieri di vino che profumano di panettone o di pompelmo. Nei monologhi in macchina che ogni tanto, in coda nell'ora di punta in ogni zona industriale del veneto orientale, verrebbe quasi da asciugarsi gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6542957086960904220?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6542957086960904220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6542957086960904220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6542957086960904220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6542957086960904220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/04/per-smentirvi.html' title='Per smentirvi.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-667964870110469449</id><published>2011-03-31T20:07:00.002+01:00</published><updated>2011-03-31T20:32:52.214+01:00</updated><title type='text'>Che bell'inganno sei anima mia.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine il treno diventa quel luogo neanche troppo immaginario in cui smetto di pensare e comincio a scrivere. Su questo regionale in cui ci ho dormito, dove ho sproloquiato telefonate chilometriche verso tutti gli angoli d'Italia il più delle volte  verso casa, dove ho preparato esami dagli esiti impensabili, dove ho immaginato infinite vite parallele, in ogni stazione, in ogni campagna.&lt;br /&gt;E questa mattina è cominciata presto con De André nelle orecchie, con il professore che arriva con mezz'ora di ritardo e mi offre il caffé. Che ne ho bevuto uno dieci minuti prima ma va bene lo stesso. Dice che i lavori che ho preparato l'anno scorso adesso glieli somministra agli studenti di quest'anno, poveri loro, quelli che gli spedivamo ad orari improponibili e che poi erano orari in cui lui mi rispondeva immediatamente.&lt;br /&gt;Gli ricordo che anch'io sono ancora uno studente ogni tanto, e lui mi risponde che ogni tanto è un professore ed è contento di sapere che non è l'unico a vivere in un colpo solo due o tre vite diverse. Anche se l'idea di tirare le somme a questa catastrofica carriera universitaria rende tutto più leggero, anche un progetto di tesi che l'aggettivo che ho sentito più volte   quando l'ho spiegato è stato "utopico", insieme a "bellissimo". Allora alleggeriamo il tutto, e ci vediamo ogni tanto, e ci vediamo a Milano, al concerto. O a bere un altro caffé che il prossimo lo offro io. E poi ti telefono e ti racconto, così la strada tra l'università e la stazione sembra più corta, e poi mi arrivano messaggi su messaggi di gente che ha deciso di cercarmi proprio in quei tre minuti. Che lo abbiamo citato mille volte e in stazione mi viene a prendere Moltheni, tra un po'. E ovviamente adesso mi chiama per dirmi che è incastrato a casa e allora mi invita a pranzo. Con io che improvviso una conoscenza esagerata delle viuzze di Bologna, che chissà magari arriverò per cena. Mentre partono telefonate involontarie oltre l'oceano atlantico, e ti tratterò bene, e dorme la madre con il figlio in braccio e il figlio è enorme e avrà tre mesi al massimo. E continua questa cura di De Andrè e ogni tanto sbuca Fossati. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che bell'inganno sei anima mia&lt;/span&gt;, che bell'inganno per fortuna ci siamo ripresi appena in tempo e l'anima te la cedo volentieri, basta che ci vogliamo bene.&lt;br /&gt;E ripenso ai commenti lunghissimi a cui non so rispondere, mi do tempo due settimane ma magari la prima volta che torno un po' ciucco le parole verranno. Che il concetto non è poi così complesso, e a pescare ci sono andato una volta. Anima mia, che bell'inganno sei.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;E poi guardaci siamo qui a sopravvivere tra gli scioperi, sono passati due giorni e molte cose sono state sistemate, contro ogni previsione. Con questo sole e questi tramonti lontani, camminiamo in questa primavera ritrovata, anche se la borsa pesa un sacco ma non mi lamento e mi piacciono i tuoi commenti. E sei mesi sono passati, tanto per tornarci, tanto per tornare a quel nucleo di dolore che si attacca al cuore. Non fatemi pensare, e tra un anno spero di esserci, che non ho problemi a dirti che mi hai convinto. Sarà l'esperienza, sarà l'inesperienza, sarà che chissà quali saranno i miei prossimi scarponcini.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che bell'inganno sei anima mia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-667964870110469449?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/667964870110469449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=667964870110469449' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/667964870110469449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/667964870110469449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/03/che-bellinganno-sei-anima-mia.html' title='Che bell&apos;inganno sei anima mia.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5044963355652871356</id><published>2011-03-17T15:13:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T15:42:59.896+01:00</updated><title type='text'>Della pioggia e degli anni che passano.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi ripenso a Trieste e alle sue vie in discesa piene di lavori in corso. Alla cassa della batteria che la vedo rotolare allegramente e che la vado a riprendere una trentina di metri più sotto. Alla cassa della batteria e al mio fegato e a mia madre quando le parlo del tempo. Della pioggia e degli anni che passano. A chiedersi se sono nati prima certi bar o le persone che ci bevono dentro da trent'anni. Mentre mi racconti di una mano a poker di venticinque anni fa, quattro re contro una scala reale e la possibilità di tornare a casa con una casa in più. E io ti racconto di quando venticinque anni fa non possedevo neanche quel briciolo, diciamo, di materialità per poter piangere mangiare riempire i pannolini dormire. Produci consuma crepa.&lt;br /&gt;Cambia registro, scrivi in cinque minuti quaranta cartelle dopo che per quaranta giorni hai scritto cinque righe e ne hai cancellate tre e una ci hai pensato un po' e poi l'hai lasciata per non sentirti troppo inutile. A dirsi che scriviamo al computer perché ci siamo disabituati a usare la penna e dopo due minuti cominciano a venirci i crampi alla mano. E generalmente abbiamo una grafia troppo indecente che a volte non capiamo neanche noi cos'abbiamo scritto. Che poi sul più bello finiscono i fogli e allora cominciamo a scrivere ovunque anche negli angoli delle strade e una volta ho finito una frase dipingendomi le braccia.&lt;br /&gt;Mi dici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti vedo un po' svampito forse ultimamente ti stai facendo un po' troppo&lt;/span&gt; e io ti rispondo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma che cazzo dici &lt;/span&gt;e intanto mi dimentico dove abiti, e intanto abbatto le biciclette parcheggiate,e intanto è una cosa che penso anch'io.&lt;br /&gt;Bisogna essere liberi e democratici e i discorsi di Pertini che valgono più di una bandiera attaccata al rovescio per festeggiare un compleanno che non sentiamo nostro. Come festeggiare i quarantanni anche se vorresti spegnere quindici candeline in meno. Bisogna capirci quando i tuoi respiri sono troppo cadenzati e quando ti sfioro ma non riesco a toccarti mai. Quando ti saluto ma non mi stai guardando.&lt;br /&gt;Come quando mi telefoni per chiedermi com'è andata la serata perché dalle nove della sera alle nove del mattino dici hai un piccolo vuoto di memoria.&lt;br /&gt;E tutti i miei tu che sembrano un telefono occupato.&lt;br /&gt;Perchè siamo così bravi ad eludere i buttafuori e a deludere i gestori, che quindici euro sono troppi per un tributo e per scansare le sigarette che mi tiri dietro. Che ci siamo conosciuti così e lei non ci crede e invece ti ricordi ero uno sbarbo pieno di sogni di gloria. Mentre adesso mi si dice che sono cattivello e che quindi il mio giudizio non è da sottovalutare.&lt;br /&gt;Poi ripenso ai miei cachet ridicoli quando suonavamo per venti euro, quando vigevano i prezzi imposti dei biglietti, quando a Vigevano ci ricordavamo di qualcuno che non vediamo più da ventanni ma che forse abita ancora qui. Quando siamo troppo uguali a quegli ideali sconfitti che sembrano certi libri di Wu Ming.&lt;br /&gt;Quando ho sognato che eravamo io e Fiorenzo sul palco dell'Estragon e si era inceppata la macchina del fumo e sembrava di stare in un pomeriggio autunnale nella campagna dietro la salaprove. E finiva il pezzo e c'erano quattro vecchi seduti su quattro sedie in mezzo alla sala deserta. Che ci applaudivano e ci chiedevano il bis. Pensa che non ho avuto il coraggio di raccontarlo a nessuno e poi l'ho scritto qui.&lt;br /&gt;Qui che tra un paio di minuti saremo a Rovigo e un po' mi prende male.&lt;br /&gt;E ho finito i fogli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5044963355652871356?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5044963355652871356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5044963355652871356' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5044963355652871356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5044963355652871356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/03/della-pioggia-e-degli-anni-che-passano.html' title='Della pioggia e degli anni che passano.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6367188215445882337</id><published>2011-03-05T17:10:00.003+01:00</published><updated>2011-03-05T17:52:02.129+01:00</updated><title type='text'>Annarella.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà che quello che abbiamo cucinato questa notte alle quattro, più che uno spuntino sembrava una cena mancata, sarà che adesso il cielo è bianco sopra i tetti delle case e un cielo bianco non promette mai cose troppo positive, saranno i mozziconi di sigaretta abbandonati nel posacenere in salotto. Saranno le nostre conversazioni infinite sugli stati d'animo e sugli stati d'angoscia. Sarà il caffè che scalda le vene e le mischia alle parole che non riusciamo a dirci, alle parole e ai concetti che abbiamo in testa e che non ne vogliono sapere di uscire seguendo un qualsiasi filo logico. Saranno i Calexico e le discussioni serie se è nato prima l'uovo o la gallina, e se noi nello specifico ci sentiamo più materiale da frittata o volatili domestici. O semplicemente se visto come vanno oggi le cose nel mondo, già solo spaccarsi la testa possa essere una soluzione accettabile, che di quello che ne viene fuori ce ne occuperemo con calma, poi.&lt;br /&gt;Saranno le vostre guide sportive o la Vodafone che mi chiede di tornare offrendomi irripetibili affari che mai in dieci anni mi hanno offerto, o ancora meglio quelle ore passate a litigare fino a che i semafori torneranno verdi e potremo ripartire. A perderci ancora nelle campagne addormentate per quelle stradine tormentate che forse non hanno nemmeno un nome. Che dovremmo darglielo noi. Nelle vie di una cittadina spazzata dal vento e dal mare, a calcolare quanto potrebbe essere vasto un isolato e quanti isolati ci potrebbero essere da un punto x a un punto y, che poi siamo noi. Nel mio cuore ci sono parecchi isolati e un'autostrada, con tu che la percorri come sempre guardandoti un po' in giro che sembra che seguire la carreggiata sia l'ultimo dei tuoi pensieri, con io che senza che te ne accorga mi puntello sul sedile, che non si sa mai. Anche se mi fido, che il tempo ci ha stretto e niente è stato perso, mai, e tutto quello che abbiamo raccolto con gli occhi lo abbiamo messo dentro scatole ben confezionate, decorate con le pagine strappate di un vecchio libro e immerse nel tè, per farlo sembrare ancora più vecchio.&lt;br /&gt;Dimmi, non è così? Con Annarella che nei tuoi sogni smette di essere solo una canzone e diventa una specie di consacrazione, un passaggio di consegne. Sarà che è così semplice da suonare. E dimmi, soprattutto, se è colpa degli anni che ci scivolano addosso o è colpa nostra che non ci prestiamo troppa attenzione. La rivoluzione, amore, la rivoluzione, la presa della bastiglia, noi siamo la rivoluzione, senza comunicati stampa, senza dire che bisogna vederci meglio e vederci prima degli altri. Semplicemente dobbiamo scendere in piazza, ad abbracciarci tra il rumore degli spari, sotto questo cielo bianco che promette quello che deve promettere. Al massimo qui è pieno di portici, per prendere fiato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6367188215445882337?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6367188215445882337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6367188215445882337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6367188215445882337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6367188215445882337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/03/annarella.html' title='Annarella.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3910730609881334660</id><published>2011-03-04T18:14:00.003+01:00</published><updated>2011-03-04T19:38:51.988+01:00</updated><title type='text'>E tutte quelle cose che non ci hanno detto.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ti ho visto seduto nell'unico vagone ancor prima di cercare un'obliteratrice funzionante in tutta la stazione di buttare la sigaretta tra i binari e di salire sul treno. E mi sa che te ne sei accordo anche tu, di chi c'era oltre il finestrone. Erano anni, che non ti vedevo. Abbiamo auspicato di prendere le nostre strade e di non salutarci più. E' passato più di un lustro, ora che siamo prossimi ai cinque e quindi possiamo conteggiare così. Dopotutto c'è stato un tempo in cui conteggiavamo i cachet dei concerti in piastrelle. E proprio per il tempo che è passato, per tutti quei fili che abbiamo tagliato dando fuoco ai libri di greco e di scienze della terra, che mi sono ritrovato seduto nella fila di fianco alla tua, con te nella solita postura da giovane terribilmente vecchio, le gambe piantate, il corpo leggermente in avanti. Odioso quanto la postura che ho assunto io, più rassegnata, meno sbruffona di un tempo, o forse di più. E ci concediamo un resoconto fulmineo di questi cinque anni abbondanti, per ritrovare, senza capirci bene il perché, che nelle nostre strade diverse in certi guadi eravamo entrambi finiti con i polpacci in acqua. Che ci siamo portati dietro e dentro delle cose che ci hanno segnato entrambi, anche se non le avevamo colte quando ce le avevano dette, spinte dentro a forza. E tutte quelle cose che non ci hanno detto, soprattutto. Così cambiano i treni e si trovano le coincidenze, ritrovo la tua ipertensione per le cose più abitudinarie, avrai ripensato a quando a ragione non ci sopportavamo, ma sembrano cose dimenticate in una soffitta e ritrovate troppo impolverate per attribuirci ancora un qualche valore. Mentre le distanze si accorciano fino alla prossima stazione. Piuttosto che augurarci sedicenti e reciproche fortune, mi ragguagli sul dove fanno la cocacola e che nonostante anni da accaniti peccatori bisognerebbe redimersi e zuccherare qualche altra acqua, e ci stringiamo la mano con quel tono cerimoniale che fino a qualche tempo fa avremmo pensato fosse il marchio ineludibile della vecchiaia e che invece ti accorgi che è la mossa definitiva. Quello delle piastrelle di prima direbbe una virile stretta di mano. E poi, in fondo, lo sappiamo tutti che sei sempre stato vecchio.&lt;br /&gt;Arrivando a casa l'autobus ha preso tutte le buche dalle due torri a mazzini, mentre scopro che il tramonto arriva molto dopo di quando avrei pensato. Sorrido.&lt;br /&gt;Ci sono bottigliette vuote di cocacola ovunque, sul tavolo in cucina, sul divano, una in bagno. Rido. Mi accendo una sigaretta.&lt;br /&gt;Rido più forte quando trovo l'ultima a separare i vinili dai cd.&lt;br /&gt;Dici che a volte dovrei togliere l'iva alle cose che mi succedono per riuscire a vederle un po' meglio, per non provare a costruirci attorno una piramide con le carte solo per il gusto di tirarle fuori dalla scatola. Allora aspetterò i tuoi passi sulle scale, mentre con le bottiglie vuote e una inspiegabile pallina da tennis ho ammazzato il tempo, per un po'. Non avevo mai pensato quell'appartamento adatto per il bowling. Che è una pratica particolare, indubbiamente. Che poi ne parlava anche Moltheni, quando ne esisteva uno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3910730609881334660?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3910730609881334660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3910730609881334660' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3910730609881334660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3910730609881334660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/03/e-tutte-quelle-cose-che-non-ci-hanno.html' title='E tutte quelle cose che non ci hanno detto.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5964391404082440474</id><published>2011-02-26T11:23:00.003+01:00</published><updated>2011-02-26T11:35:19.584+01:00</updated><title type='text'>Perché come dicevi o il titolo ti viene subito o tanto vale non metterlo nemmeno.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse è davvero ora di prendere in mano la penna e i fogli bianchi. E di prendere le misure ai quartieri come te che disegni le case che mancano sulle piantine. Disegnami una faccia sorridente che vada oltre i venerdì sera congelati dal vento, oltre le vetrine scontate e le corse verso la stazione. Forse ho perso qualche cosa, qualche cuore, qualche connessione. Ma di strada ne ho fatta poca e quindi saranno qua intorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credimi è dura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5964391404082440474?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5964391404082440474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5964391404082440474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5964391404082440474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5964391404082440474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/02/perche-come-dicevi-o-il-titolo-ti-viene.html' title='Perché come dicevi o il titolo ti viene subito o tanto vale non metterlo nemmeno.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5388482826201918262</id><published>2011-02-09T14:11:00.002+01:00</published><updated>2011-02-09T14:57:40.166+01:00</updated><title type='text'>Miglioramento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le nostre ombre sotto i portici con il sole e con gli autobus. Ho sempre sognato di prendere un autobus barrato, mi hai detto. Sono giri infiniti tra le migliori catene di montaggio che altri chiamerebbero pasticcerie, a immaginare vite parallele e a dirci che se si fermasse tutto così almeno ci resterebbero i sorrisi. Girando come persone normali tra mercatini affollati. Niente materassi sporchi, abbiamo cambiato le lenzuola, abbiamo aperto le finestre, abbiamo sistemato gli angoli, che questo precariato esistenziale sembra essere diventato una moda piuttosto che uno status da cambiare, che avevamo liste chilometriche di cose da migliorare. E ci perderemo ancora tra paesaggi di campagna tutti uguali, nei banchi di nebbia che avvolgono solo noi e gli sterminati incidenti sull'A4, tra i telefonini morti che tra tre giorni saranno ancora morti e verranno rimpiazzati. Senza costruirci sopra leggende millenarie anche se pure loro hanno avuto, come dire, una certa utilità sociale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5388482826201918262?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5388482826201918262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5388482826201918262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5388482826201918262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5388482826201918262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/02/miglioramento.html' title='Miglioramento'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-4691926331093865301</id><published>2011-01-31T11:09:00.003+01:00</published><updated>2011-01-31T11:53:11.922+01:00</updated><title type='text'>Del tempo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi mi dirai che non ci sarà più tempo. Nemmeno quello che amministriamo qui, tra un viaggio e l'altro. Dovremmo fotografarlo, il tempo. Dovremmo fotografarci adesso, per ricordarci tra vent'anni. Quando tutto questo sarà finito e i baroni se ne saranno andati. Quando i professori ci risponderanno alle mail. Quando proveremo ancora tutti i giorni e ancora tutti i giorni non ci peserà. Quando non avremo più freddo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora ci sarà qualcos'altro per cui lamentarsi, ci sarà un'altra battaglia, un altro libro proibito, un altro scandalo. Fortuna che una Juventus peggiore di questa significherà solo smetterla di perderci tempo a sperare che tutto torni normale. Perché questo è il dramma dello juventino, l'idea che quello che sta succedendo sia una parentesi, che passerà come passano gli inverni. Che l'Inter tornerà a comperare sedicenti fenomeni sudamericani, per una qualificazione tranquilla in Europa Leaugue. Che torneremo a gioire per i gol di un attaccante vero, che forniremo la squadra per i prossimi mondiali, non che pezzo per pezzo ci compriamo la squadra che li ha vinti cinque anni fa. Questo, è il dramma, l'idea che ci sarà un tempo diverso, che le cose naturalmente torneranno a scorrere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dovremmo fotografarci ora, per vederci fra vent'anni. Magari mi sarà cresciuta la barba, e qualcuno ci avrà fisiologicamente lasciato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-4691926331093865301?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/4691926331093865301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=4691926331093865301' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4691926331093865301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4691926331093865301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/01/del-tempo.html' title='Del tempo.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-4747756916666164669</id><published>2011-01-17T09:54:00.003+01:00</published><updated>2011-01-17T10:50:53.666+01:00</updated><title type='text'>Sera sulla Karl Johan.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come i quadri di Munch che hanno sempre qualcosa che stona. Un albero un volto un paio di baffi. Come noi. E le nostre sveglie ad orari improponibili per le gite fuori porta le domeniche mattina. Come i quadri di Munch e quegli occhi spiritati, e i quarantasette messaggi al minuto che ci si scambia per lamentarsi un po'. Di come stanno le cose ed è da tanto che le cose non stanno come vorremmo noi. Mentre la nebbia ci entra nei cappotti e tu svieni in macchina per un'ora abbondante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo trovato la camera di Napoleone e dei pesci giganti, fermandoci tra i quadri abbandonati da tutti gli altri visitatori. Che ogni tanto ci incrociamo tra una stanza e l'altra e un po' fingiamo di non conoscerci un po' ci abbracciamo.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;L'arte è il sangue del proprio cuore&lt;/i&gt; diceva Munch.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Non parlare di corde a casa dell'impiccato&lt;/i&gt; dici tu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io non dico nulla e al massimo passo le notti con gli occhi sbarrati. Per ora noi la chiameremo felicità?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-4747756916666164669?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/4747756916666164669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=4747756916666164669' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4747756916666164669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4747756916666164669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/01/sera-sulla-karl-johan.html' title='Sera sulla Karl Johan.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-1284291422137270093</id><published>2011-01-09T14:31:00.002+01:00</published><updated>2011-01-09T15:31:50.916+01:00</updated><title type='text'>Dei ritorni.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Sabato, 8 gennaio 2011, pomeriggio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;Rovigo che città di merda. Dimenticati qui perché l'unico treno soppresso da questo pontelungo di epifanie di giovedì è il regionale storto che zoppica verso Chioggia. Il tabellone delle partenze non mente, dimentico di Chioggia e di quella littorina che potrebbero anche sopprimerla del tutto, così per evitarci il peso dell'illusione di esserci quasi arrivati, a casa. La stazione in mattoncini rossi uguale a quella di mille altre città italiane, uguale a quella di Ferrara, a quella di Arezzo. Solo che qui troppe volte ci sono rimasto bloccato, solo che qui il bar è chiuso anche il sabato. Lavorare con lentezza, non lavorare. Che ci viene da impazzire con l'ipod scarico e &lt;i&gt;54&lt;/i&gt; di Wu Ming, che leggerlo per cinque ore di fila sarebbe umanamente troppo anche se è l'ennesimo libro della madonna, e la chiavetta internet prosciugata fino a domani, e tu che al telefono mi dici che potevo controllare, come fosse il primo treno che prendo in vita mia, e allora gli eco dei miei porcodio rimbalzano nel sottopassaggio fino a tornare indietro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mattoncini rossi e mi incammino a testa bassa sotto un cielo bianco, come quando scherzavamo sul venire ad abitare qui, che Rovigo è a metà strada tra tutti i posti in cui potremmo andare, così a metà strada che la stazione è lontana da tutto e da tutti, un monumento appassito all'alluvione del '51, un cinese che urla e sbadiglia seduto al mio fianco, un viale spoglio fatto di marciapiedi distrutti e alberi spogli e sconnessi. Sulle panchine del viale stanno capannelli di rumene che bevono birra di quinta scelta, vestite di grigio e di marrone. Sembra di stare in qualche città dell'est dimenticata da dio, una Zilina ancora più brutta dove la differenza sostanziale è la segnaletica che ci avrebbe portato ad Odessa, mentre qui al massimo potremmo finire a marcire ad Anguillara. Non che Sottomarina sia più originale. Sullo sfondo una chiesa che sembra fatta con gli stessi mattoncini della stazione, o viceversa, alla fine del viale. Attorno, davvero, il nulla. Magari ci si sbaglia ma lo spiazzo della chiesa sembra una rimessa per gli autobus. Rovigo che città di merda. Claudia fa pompini a dieci euro, così scrivono sopra i cartelloni pubblicitari sbiaditi, ci sono degli A4 appesi da qualche bambina innamorata dei 30 Second To Mars su autobus da imbastire per andarli a vedere in concerto, dei vecchi bruciano in uno spiazzo qualcosa che a giudicare dal fumo nero non sembra legno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In tasca ho banconote di un taglio troppo grande anche per i distributori automatici di schifezze, così l'unica cosa che riesco a ingurgitare con gli spicci nel cappotto è una &lt;i&gt;kinderdelice&lt;/i&gt;, e il thè fatto male fatto in fretta stamattina. Che ieri è stata una chimica continua, che ieri è tornata Marcella ed è stato un piacere scoprire di non saper ancora aprire con il citofono il secondo cancelletto d'ingresso. E abbiamo scoperto la magia dei Diaframma, che pensavamo fossero uno scherzo come i nuovi Litfiba, e invece quel Federico Fiumani lì ha dimostrato di saperla enormemente più lunga di tutti gli sbarbi su piazza, me compreso. Che scatta come un iperteso e si incazza per un finale mancato, che ad ogni inizio si blocca per dire qualcosa che non si sente e poi riattacca, che certi cambi tra strofa e ritornello sembrano modulati con una sega elettrica. Ma sembra di stare nell'88, gente impazzita, gente truccata, suoni cupi e creste nere. E Max Collini. &lt;i&gt;Il futuro sorride a quelli come noi&lt;/i&gt;, stampigliato sulla schiena.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivati alla chiesa si può optare per il nulla alla nostra destra e il nulla alla nostra sinistra, un distributore e un best western dai finestroni riflettenti. Un vecchio imbacuccato che sbanda in bicicletta. Sembra uno scherzo. Non sembra vero. Come quando mi fermi e mi saluti e mi dici &lt;i&gt;ciao ti ricordi abbiamo fumato una sigaretta insieme al concerto di vasco a ferrara ti ricordi? &lt;/i&gt;E per me è un po' come scegliere se andare a destra o a sinistra davanti alla chiesa dai mattoncini rossi. E no, &lt;i&gt;dispiace anche a me ma non penso suoneremo ancora assieme nei prossimi tempi o forse nei prossimi anni&lt;/i&gt;, mischiando frasi fatte a piccole verità che solitamente non si direbbero. Come se un calciatore dicesse cose che escono dalla sua testa e non dall'addetto stampa della sua squadra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unico bar che incrocio di fronte ad un villino abbandonato, è chiuso. Non serve nemmeno bestemmiare che tanto non ci sentirebbe nessuno. Rovigo che città di merda, e non sono neanche le persone, perché di persone ne ho contate al massimo una decina. Padrone vieni a prendermi e ripenso a Fiumani e a quella stretta di mano cortese, un po' timida un po' scattosa, alle sigarette che ho perso chissàddove scalando in bicicletta il ponte di Stalingrado, o schivando il 19, o saltando le precedenze agli incroci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ci sono negozi, non c'è nulla, c'è solo questo viale lunghissimo calpestato dagli autobus e dagli extracomunitari, padrone vieni a prendermi, e un cane che si rotola per terra è la cosa più viva che vedo da un paio d'ore. Come la controllora che nel mio vagone ha fatto tre multe ed eravamo in quattro, e come il cinese che si fingeva morto per non pagare. Come la controllora che stava per dirmi qualcosa sul fatto d'aver invertito le convalide di viaggio sul mio biglietto d'andata e ritorno. Come la controllora che si è fermata in tempo mentre staccava la terza ricevuta ad un tipo che non si capiva da che parte fosse voltato. Chi controlla i controllori, ci avremmo riso su, se ci fossi stata anche tu. Che Adria è comunque e inutilmente lontana, se non nello spazio, nel tempo che intercorre da ora al prossimo treno disponibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rovigo che città di merda mentre la voce metallica degli annunci elenca tutti i treni tranne il mio, che fa freddo al cuore malgrado tutte le leccate e gli addii, come i tacchetti di Felipe Melo sulla faccia di un avversario. Come i maccheroni della madre di Gandolfi. Come i minuti che rallentano e questo futuro che più che sorridere, sogghigna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che Fiumani sembra un po' Vasco Rossi prima che si sputtanasse. Che io sembro un pazzo col mac e gli occhiali da sole e il sole che scende sulla campagna, in una sala d'aspetto che in realtà sono tre panchine piazzate a caso. Ed è vero, l'odore delle rose è una reazione chimica e se un giorno lo scoprissi non l'ameresti più. Ed è drammaticamente vero, che nel nulla del nulla tra best western distributori rumene autobus cani bestemmie e gole infiammate, io un cazzo di bar aperto non l'ho trovato in un'ora e passa di cammino. Rovigo che città di merda. E al primo rodigino polemico che passa di qui, non aspetto altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cosa allucinante è che come sempre hai ragione tu, se avessi controllato, a quest'ora sarei già a casa. Rovigo che città di merda. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-1284291422137270093?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/1284291422137270093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=1284291422137270093' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1284291422137270093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1284291422137270093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/01/dei-ritorni.html' title='Dei ritorni.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2389886839073970776</id><published>2011-01-07T16:42:00.002+01:00</published><updated>2011-01-07T17:23:41.444+01:00</updated><title type='text'>Tartarughe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po' perché me lo hai chiesto tu, un po' perché il tempo passa. Un po' perché c'è poco da raccontare dell'anno che se ne è appena andato, che ci ha lasciato dentro un furgone pieno di persone e dei ritorni allucinanti, che ci ha lasciato vuote quelle caselle che prima alcune persone care occupavano. Che ci ha lasciato dei weekend indimenticabili e delle parentesi da cospargere di benzina. Un po' perché di cose ne abbiamo fatte troppe e abbiamo cambiato milioni di vite, solo che forse eravamo troppo occupati a puntare in direzioni diverse, tra mostri verdi e viaggi senza fine. Non ci piacciono queste batterie ma con queste casse il giudizio è incompleto. Non ci piacciono questi freddi e questi letti che tremano. Non ci piacciono le zuppe che bruciamo perché ci perdiamo a guardare fuori dalle finestre. Non ci dispiacciono quei concerti, quelle pedaliere, quei giri sbronzi in bicicletta fino a sbattere contro il garage di casa. Ti ricordi quando camminavamo in mezzo alla neve e al ghiaccio facendo i salti mortali per restare in piedi? E' andata più o meno così, è andata che abbiamo finito quella bottiglia di porto e sono rimasti quei giorni in cui tutto ci sembra finalmente incasellato. E' andata che ci prende un po' male anche quando passeggiamo per i portici o quando tentiamo di mettere in fila una serie spropositata di cose che in fila non ci potrebbero stare. Ma è questo che ci viene chiesto, insieme a quei dischi che registreremo, insieme a quella nomea di stronzo che avevo smesso perché mi dicevi che non era vero, ma adesso che non ci sei più ricominciano i dubbi in proposito. Come quando ci distraiamo un attimo e poi non ritroviamo il filo. Come quando non ci ricordiamo una canzone per mesi. Come quando avrei bisogno delle tue mani.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2389886839073970776?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2389886839073970776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2389886839073970776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2389886839073970776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2389886839073970776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2011/01/tartarughe.html' title='Tartarughe'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6302307481338817050</id><published>2010-12-15T13:55:00.002+01:00</published><updated>2010-12-15T14:04:50.242+01:00</updated><title type='text'>Quando la gente è stanca.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri era un giorno che aspettavamo diverso, mentre microcefalo prende forma tra le pagine binarie di un documento textedit senza fronzoli e senza impaginazioni particolari, mentre litighiamo e facciamo pace brindando con i mash-up di tè, o i mash-up di te e di me e dei discorsi sugli amici di facebook che non abbiamo più. Che i poster sono caduti e li ho lasciati là, che stiamo fuori a fumare una sigaretta e quando ti parlo mi sento diverso, più definito. Finendo a parlare di quanto comodo sarebbe andare in giro dentro una coperta. Finendo a sbagliare le vocali quando ci raccontiamo le mattine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un treno che parte di sera e arriva che è ancora più sera che è quasi notte, abbandonato a guardare fuori dei finestroni tutta quest'umanità che cammina, che ha freddo, che fuma, che si bacia, che corre alla fermata, che sale che scende, che dimentica gli ombrelli. Abbracciati sotto i portici questa volta c'eravamo anche noi a fingere di perderci in Mascarella vecchia. Anche se non ho avuto la forza di mettermi a preparare la zuppa. Anche se giriamo con il basso in macchina e a lasciarlo incustodito ci prende più male del solito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri era un giorno che aspettavamo diverso, invece è andata come al solito. Mentre di colpo ha cominciato a nevicare troppo, che sembravamo dentro ad una bufera. Invece, come spesso accade, mezz'ora dopo tutto era tornato come prima. Fuori dei palazzi, dentro ai palazzi. E per una volta non possiamo neanche dire che è colpa nostra, che parliamo e ci lamentiamo e sobilliamo ma poi ai voti perdiamo sempre. Questa volta non hanno avuto nemmeno bisogno di noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quando la gente è stanca, poi reagisce in maniera scomposta. Come noi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6302307481338817050?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6302307481338817050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6302307481338817050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6302307481338817050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6302307481338817050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/12/quando-la-gente-e-stanca.html' title='Quando la gente è stanca.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5958988882733660716</id><published>2010-11-13T13:54:00.001+01:00</published><updated>2010-11-13T14:26:59.561+01:00</updated><title type='text'>Vedrai tra sei mesi ti chiamerà.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci meritiamo questo, amore? La mia nuova vita confezionata tra le pagine di quei libri che avrei sempre voluto leggere, tra i messaggi che continuiamo a non scriverci, tra i sussulti notturni quando siamo tutti svegli e ci citofonano per dirci che una nonna non c'è più. La nonna, quella vicina, quella che aveva svoltato di botto i novanta e erano ventanni almeno che la sentivo dire che non avrebbe superato l'inverno e invece era sempre lì. Ci meritiamo questo? Delle telefonate sbagliate e poco importa se mi dici &lt;i&gt;vedrai tra sei mesi ti chiamerà&lt;/i&gt;, restano quelle scale e quell'albero a cui mi appoggio e ritorno indietro, a due anni fa, a due vite fa. A quando poi ho cominciato a sbobinare tutti quei nastri fatti di parole non dette, di giacchette da giornalista, di nemesi, di pedaliere per la voce, di convinzioni che rivolti come il più classico dei calzini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non credermi quando mi trovi nascosto dietro ad una colonna, sì sono proprio io. A dispiacermi di non essere trasparente. E non credermi quando mi trovi fuori del teatro comunale di Ferrara, sì un po' mi ci hanno trascinato, che mi fa solo che bene. E non credermi se molto di questo lo faccio per te, perché sai prendiamo degli alianti e voliamo via e a volte poi ci si guarda indietro e non si capisce più da dove si è partiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non usiamo le parole d'altri ma facciamo scorta di parole, tutte quelle parole che sono rimaste tra le righe. Tutte le parole e i baristi di Strada Maggiore mentre prendiamo gli autobus al volo, mentre sbagliamo fermate mentre dimentichiamo gli ombrelli, mentre ci siamo lavati di tutte le sovrastrutture/e/e/e e adesso passare una serata insieme ci fa solo che sorridere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non usiamo le parole d'altri mentre tu all'estero ci dovresti andare, mentre in un ritorno in treno è scivolata via tutta &lt;i&gt;la notte del pratello&lt;/i&gt;. Mentre non è giusto bruciare i nostri weekend chiusi in bagno, ad ingurgitare valeriana per poi uscire, a farsi le sigarette per poi buttarle dopo tre tiri, a fumare da solo appoggiato sul tuo poggiolo. Non è giusto lo sai, lo sanno le chitarre distorte, lo sanno le risaie di Vicenza, lo sanno i violini che non si sentono, lo sa la nebbia e i fanali che si bruciano. Gli incidenti e gli autogrill, lo sanno tutte le cose che ci dividono, che ci differenziano. Ci meritiamo questo, amore? Tra otto ore non ci sarà nessun aborto, ci saranno ancora telefonate sbagliate, al massimo. A volte basta così poco, per risultare peggiori di quello che crediamo di essere. Perché penso che questo, non se lo meriti nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5958988882733660716?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5958988882733660716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5958988882733660716' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5958988882733660716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5958988882733660716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/11/vedrai-tra-sei-mesi-ti-chiamera.html' title='Vedrai tra sei mesi ti chiamerà.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8841100995421150161</id><published>2010-10-29T11:33:00.003+01:00</published><updated>2010-10-29T14:08:17.370+01:00</updated><title type='text'>Per una volta.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E' arrivata in silenzio questa notte. &lt;/i&gt;Come le foto stempiate quando il vento ci prende in giro. Come quando hai portato le tazze la cioccolata calda gli amaretti da sbriciolare e io in cambio solo le mie solite cattive abitudini, che però si sono sposate benissimo. Per una volta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando abbiamo preso le nostre poche parole sbagliate e le abbiamo riversate su di un microfono ignorando gli esiti ma riempiendoci da soli di brividi. Il monolite che mi porto dentro per una volta ha dovuto ammettere che le intuizioni erano giuste. Evitando quelle calli veneziane che sono proprietà dei turisti, scegliendo quegli scorci e quegli squarci che sopperiscono anche alle cene mancate. Quando gli occhi sono attenti quando incrociamo un paraurti per la strada e troviamo una macchina dentro ad un giardino, rovesciata. Con te dentro che tremi ma che non ti sei fatta niente e questo è già moltissimo. Con io che impazzisco per un diciotto perché è tempo di finirla e ormai è un discorso ricorrente quello che &lt;i&gt;ho quasi ventiquattro anni quindi non mi dispiacerebbe cominciare a fare le cose seriamente.&lt;/i&gt; Come tutte le volte in cui cominciamo un discorso parlando di una casa nostra che non c'è. Andrebbe bene anche una stanza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8841100995421150161?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8841100995421150161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8841100995421150161' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8841100995421150161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8841100995421150161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/10/per-una-volta.html' title='Per una volta.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2501248909179220959</id><published>2010-10-20T16:09:00.003+01:00</published><updated>2010-10-21T08:39:27.121+01:00</updated><title type='text'>Trenta centimetri.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci siamo stravolti e siamo tornati come certi dischi e certe situazioni che ciclicamente ci ritroviamo qua, inaspettate, come le tue battute fuori luogo, come le mie assenze come le tue assenze. Come quelle telefonate con il fiatone che sottintendono rapporti fraterni che non avremo mai e che alla fine è giusto così. Come i racconti commissionati e tu che mi guardi e cerchi le parole più giuste per parafrasare un &lt;i&gt;non si capisce un cazzo&lt;/i&gt; più che legittimo. Che poi è perché davvero non ci capisco nulla di quello che sto vivendo e del modo in cui mi curo e quindi &lt;i&gt;di cosa vuoi che scriva di cosa vuoi che canti?&lt;/i&gt; Davvero mi devo arrendere all'evidenza anche solo per spiegarmi perché quando discutiamo mi ritrovo ad estremizzare la mia posizione solo per una questione di principio, una questione privata di una camera con un nido d'api di ultimissima generazione incastonato appena sopra il poggiolo, ma che sembra possa resistere per secoli. Arriveranno i pompieri mentre dormono e bruceranno la loro casa e poi verranno da noi e ci bruceranno i libri come nei film che vediamo arrivando in ritardo. Mentre abbiamo stipulato questa cosa che arrivare cinque minuti dopo non è classificabile come ritardo. Mentre abbiamo preso il treno e la pioggia e siamo finiti ad una festa a tema dove il tema della serata lo conoscevano in pochissimi e non c'erano poi tutti questi indizi a ricordarcelo. Mentre siamo ritornati a velocità supersoniche non prima di aver fatto un salto nel passato tra gli autografi di Jeff Buckley e i primi manifesti, quando tutto era cominciato e quando non avevi idea che un giorno ti saresti trovato di fronte a me a tentare di infilare il filtro nell'ennesima sigaretta della giornata. Quando i giochi del destino che non esiste sono per lo meno beffardi, e ho rinunciato ad essere obbiettivo dopo una manciata di secondi, che sarebbe stato come convincersi di voler smettere di fumare mentre si sta andando dal tabaccaio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ho dovuto fare una lista delle cose che devo fare perché sennò saremmo persi per sempre, mentre gli occhi di Vladimiro mi guardano ma non mi vedono perché ha venti giorni e non arriva a trenta centimetri dal suo naso. Allora mi tolgo gli occhiali pure io così a trenta centimetri di distanza entrambi non vediamo niente. Però sembrava quasi che sorridesse, ma forse è perché a volte si vede quello che si vuole vedere, come trovarti a passeggiare sotto i portici quando sarai in qualsiasi altra parte del mondo ma non sarai mai lì. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre hai ragione anche te che certe citazioni diventano un patrimonio indie, che ce le fregano e non si possono più usare, e forse è anche per questo che ci arrivano i dischi prima, così almeno per un mesetto possiamo utilizzarle tra di noi nelle nostre mail e nei nostri carteggi. Ma se ci pensi non è giusto. Ma quante cose sono sbagliate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece pensa, che avevamo così tanta voglia di tornare, che non lo abbiamo praticamente detto a nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2501248909179220959?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2501248909179220959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2501248909179220959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2501248909179220959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2501248909179220959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/10/trenta-centimetri.html' title='Trenta centimetri.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5089923737757567787</id><published>2010-10-11T10:48:00.002+01:00</published><updated>2010-10-11T11:28:11.511+01:00</updated><title type='text'>Rock'n roll will never die (io che odio i titoli in inglese)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appiccicata al muro c'è una cartolina un po' così. Strana nel senso che altri termini non ne ho trovati, anche se ci penso da qualche giorno. L'ho presa una vita fa in qualche autogrill sperduto in Germania, quando eravamo troppo preoccupati a vivere i momenti per pensare a qualsiasi nostra azione per più di cinque secondi. Per lo stesso motivo, insieme a questa cartolina, ne ho presa un'altra bianca con una palla arancione in mezzo, che poi se si guarda bene, è un uovo al tegamino. Quel giorno sembrava la cartolina definitiva, il disegno perfetto, l'equilibrio. Invece è solo un inutile uovo al tegamino. Ma dicevo, riguardo l'altra, che più che una cartolina è una vignetta a forma di cartolina, un disegno a matita su sfondo ocra, di un vecchio ciccione con una chitarra in mano, e la pancia che trasborda ben oltre il corpo dello strumento. Il tipo sembra David Crosby ma molto più preso male, jeans e maglietta bianca, bottiglia di vino sull'amplificatore. Noi eravamo magri e sciupati e in ritardo per il concerto della sera, come ogni sera. Sembrava perfetto. Tutto secondo dei piani che ci erano stati cuciti addosso e che calzavano splendidamente. In bianco, in piccolo, c'è scritto &lt;i&gt;Rock'n Roll will never die&lt;/i&gt;. Dichiarazioni d'intenti, &lt;i&gt;modus vivendi&lt;/i&gt;, stili di vita che andrebbero bene anche per una partita sbilenca a Saltinmente. Di paranoie ne ho già una collezione autunno-inverno-primavera-estate, anche senza le analisi di tutte le cose che mi porto dentro o che al massimo attacco ai muri. Adesso mi ritrovo a guardarla e non ci vedo nulla di perfetto, ci vedo quello che non c'è e quello che non c'è mai stato, il rock'n roll che mi ha sempre sfiorato, che anzi mi fa incazzare per quanto non riesca a trovarlo quasi mai interessante e per quanto lo si possa proporre con superficialità. Come ieri, te lo ricordi? Questo procedere diritti per sempre, questo non voltarsi indietro mai, anche quando dall'amplificatore viene fuori il suono del grasso che stoppa le corde. Che è una metafora perfetta, che adesso la presunta perfezione non è nei contenuti ma in quello che viene dopo. Questa forse non è nemmeno una domanda, però la cosa fastidiosa è che se anche trovassi un modo per piazzarci un punto interrogativo alla fine, la risposta sarebbero lunghi silenzi e qualche attimo di sospensione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fotografare la cartolina e postarla, sarebbe stato eccessivamente semplice.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ordinare le cose che mi passano per la mente, quando mi blocco davanti ad una parola, quando la pronuncio trenta volte fino a che perde ogni significato, quando rileggo e penso a tutto il resto che non ho avuto la forza di dire. La bravura per dirlo, soprattutto. Adesso che penso alle citazioni più disparate, nessuna di queste è vagamente rock'n roll.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Cambierei molte cose, un po' di leggerezza e di stupidità.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5089923737757567787?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5089923737757567787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5089923737757567787' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5089923737757567787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5089923737757567787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/10/rockn-roll-will-never-die-io-che-odio-i.html' title='Rock&apos;n roll will never die (io che odio i titoli in inglese)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2986562146403664122</id><published>2010-09-08T18:14:00.002+01:00</published><updated>2010-09-08T19:10:02.713+01:00</updated><title type='text'>Stanze vuote.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'autunno ci è piombato addosso così all'improvviso che quasi ci siamo sentiti stupidi per non aver colto tutti i segni che abbiamo incrociato per la strada. Quando abbiamo cominciato a parlare del niente in un lungomare freddo e deserto come certe banchine nel porto di Amsterdam, quando abbiamo salutato le insegne spente di quei posti che abbiamo accuratamente evitato per tutta l'estate. Adesso non riesco ad ascoltare nemmeno De Gregori, che cattura più attenzione di quanta gliene volevo dare, che ripenso a come ci siamo ritrovati muti a pedalare senza meta, con la speranza di trovare qualcosa di aperto, di vivo. Ci saremmo fermati e ci saremmo potuti ubriacare lì, lo sai. In faccia ai maligni e ai superbi e alla nostra comodità e alle nostre filosofie spicciole che evitano certi posti. Come tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E mentre non ci dicevamo niente io cominciavo a macinare pensieri sconnessi, di dare fuoco ai tamburi spaiati e di ricominciare a suonare davvero. &lt;i&gt;Lascia perdere le stronzate&lt;/i&gt; e i mostri sacri e le seghe mentali, prova a farci stare nella macchina nuova la cassa della batteria. Che sarà volata giù per una strada di Trieste, ma che le vogliamo bene, e non l'abbiamo mai trascurata. Come quando ci spegnevamo le sigarette sulle braccia perché era da un bel po' che non ci vedevamo e facevamo finta di trattarci male, ma era bastato un mezzo sorriso, su un falso bolero. Dicevamo &lt;i&gt;lascia perdere le stronzate&lt;/i&gt; e senti come suona Gelo e che casino fa che ci fa tornare la voglia, e organizziamoci l'autunno e i ritorni a Bologna per affari istituzionali. Non farmi diventare quello che non voglio essere. Tanto ormai l'autunno c'è arrivato in faccia e un po' ci ha fatto male, inutile nasconderlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ma tutto questo Alice non lo sa.&lt;/i&gt; Ma tutto questo tu non lo sai perché contro certe congiunzioni sindacali non si può far nulla, apparte aspettare e insultare per telefono una tipa del call center. Che ci fregano sempre, accidenti a te e alle tue sintesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma non volevo finire qui, mentre uno stream of consciousness di terza categoria genera altri silenzi, mentre continuo a sbattere la testa sullo &lt;i&gt;stream of revenues&lt;/i&gt; e su queste cinquecento pagine di tecniche di marketing in rete.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma non volevo finire così, e invece. Sarà un segno. Sarà che non resta poi tanto. E sarebbe troppo facile dire che restano stanze vuote.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2986562146403664122?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2986562146403664122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2986562146403664122' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2986562146403664122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2986562146403664122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/09/stanze-vuote.html' title='Stanze vuote.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6494609731292226484</id><published>2010-09-02T19:32:00.004+01:00</published><updated>2010-09-02T19:58:03.211+01:00</updated><title type='text'>Nocciola.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi hanno detto che oggi avrei potuto scrivere un post noir visto che precipitiamo e cominciamo anche a rendercene conto. Invece il mio post è marrone nocciola, che poi sono i tuoi occhi che poi erano particolarmente dilatati così per non nasconderti. E i miei erano piccoli e &lt;i&gt;va bene&lt;/i&gt; basta con i miei occhi. Che poi non sappiamo neanche di che colore sono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi hanno detto tante cose ma tu me ne hai dette di più e io ti ascolto e so che ascoltare a volte non basta. Vorrei solo riappacificarmi con tutto quello che non è successo e cambiare nome. Perché davvero ti aspetto e prenderò questi giorni per riempire con i lego tutte le crepe. Perché la manutenzione di certe cose toccava a me ma ogni tanto me ne sono dimenticato e adesso guardo il muro e sta in piedi per miracolo. E ho scelto i lego perché vengono fuori delle cose belle e colorate come quando scompariamo nei campi di colza. O come quando tossiamo perché siamo rimasti troppo tempo a prenderci il vento della laguna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché adesso tutto viene male e le cose dette poi non me le ricordo neanche tutte e poi a disquisire sui termini ci metteremmo troppo tempo e perderesti tutti gli aerei del mondo. Che ogni tanto basta semplicemente allentare la corda. Che da per terra le cose si vedono storte e i movimenti si fanno peggiori e guarda come vengo sgranato in foto. Ma questo è e questo mi dispiace. Dammi il tempo di alzarmi e di andare di là a prendere tutti i lego di mio fratello e vedrai che poi al massimo mi chiederai cosa ho combinato che sono tutto trafelato e io ti dirò &lt;i&gt;niente&lt;/i&gt; scrollandomi di dosso quel po' di polvere che resta tra le pieghe della camicia. E questa è una promessa. V&lt;i&gt;erba volant, scripta manent.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6494609731292226484?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6494609731292226484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6494609731292226484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6494609731292226484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6494609731292226484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/09/nocciola.html' title='Nocciola.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3529727547681117081</id><published>2010-08-23T10:06:00.008+01:00</published><updated>2010-08-23T10:54:01.397+01:00</updated><title type='text'>Paga per ogni posto che non vedrai mai.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fermati, guardati attorno. Resta immobile mentre le zanzare ci assaltano e ci lasciano meno vivi a cercare la comodità in una sedia di vimini. A ordinare le stesse cose che beviamo da un'estate intera, divisi tra la voglia di continuare questo limbo cambogiano per un'altra manciata di mesi e il desiderio di allontanare il doppio malto dal nostro fegato fino ai prossimi caldi del 2011. Per cosa, per il niente?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diamanti grezzi e orsacchiotti di peluche, oggetti persi in mare e resi, nodi al pettine che si mischiano con l'assenza di esperienza, la carenza di ossigeno, la follia latente, le cene di pesce che non facciamo più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fiore non si sente sola ma io sento la chitarra che va da una parte e la voce dall'altra, mentre il vento ci scombina la capanna che abbiamo costruito in mezzo alla spiaggia, con le mollette e le lenzuola rubate a casa. Dove l'acqua è così limpida che si possono distinguere le alghe. Che sono così tante da non sapere da che parte buttarsi, un attimo prima di sciogliersi sotto questi ritrovati trenta gradi. Mentre giriamo tra i pescherecci e non ci diciamo una parola, e assecondiamo tutti questi nuovi fotografi facendo foto assolutamente a caso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel mulino che vorrei sarebbero due o tre al massimo e avrebbero in dotazione una polaroid senza flash. Nel mulino che vorrei faremmo dei concerti bellissimi all'ora dell'aperitivo e a mezzanotte tutti a casa, nel mulino che vorrei resterebbero fuori solo i ragni. &lt;i&gt;E nel mulino che vorresti tu?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo ripassati dal via senza rendercene conto, a pensare ai posti che non vedremo mai e che avremmo potuto vedere, anche solo se quel messaggio fosse stato diverso, anche solo se i cuori non si fossero sbriciolati, anche solo se. Anche solo se qualsiasi cosa, spostando il letto in poggiolo perché sono le quattro di mattina e sono incollato alle lenzuola e gli occhi non si vogliono chiudere. Ma ti scrivo perché in fondo cambiano i tempi e le sensazioni e i miei precari equilibri interni, ma sono sempre io e mi auguro di non essere sempre il peggiore in campo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardati attorno, ogni tanto guardati indietro, tanto per vedere cos'è rimasto. Per vedere te. E per vedermi cangiante, un po' più slanciato, un po' meno accaldato. Sicuramente con quel sorrisetto ebete che dicevi &lt;i&gt;è solo perché sei un paraculo.&lt;/i&gt; Invece a pensarci, poteva quasi sembrare un sorrisetto ebete di quasi felicità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quante cose devo fare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3529727547681117081?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3529727547681117081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3529727547681117081' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3529727547681117081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3529727547681117081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/08/paga-per-ogni-posto-che-non-vedrai-mai.html' title='Paga per ogni posto che non vedrai mai.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3422282988369518829</id><published>2010-08-09T08:34:00.005+01:00</published><updated>2010-08-09T09:41:18.872+01:00</updated><title type='text'>Nessun titolo, questa volta.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso che siamo qui ed è lunedì mattina e l'america è lontana anzi lontanissima abbiamo trovato il tempo di sorridere. Non sopravviveremo a questa città e forse neanche alla prossima partita di calcetto, non sopravviveremo agli orologi biologici e ai direttori artistici, che non avranno nessuna pietà di noi e ci diranno che la pensione ce la possiamo sognare. E sogneremo altri voli in bicicletta, parcheggiati sotto un poggiolo per un'ora abbondante mentre piove governo ladro e le strade diventano fiumi e il moto ondoso delle macchine ci accarezza i piedi. E i fulmini esplodono dentro i miei occhi. E sono bianchi come la pelle in qualche giorno tetro di novembre quelli in cui scusa c'ero dieci giorni al mese. Dentro qualche teatro o in qualche giardino di qualche castello, come Xabier Iriondo e le sue chitarre distorte e l'esserci nel momento giusto. Dopo tutte quelle volte che siamo arrivati troppo tardi, come anche questa volta, in effetti. Come le formiche che sembra abbiano infestato casa, costruiranno un esercito e ci costringeranno ad emigrare, ma abbiam detto che l'america è lontana anzi lontanissima, e allora abbiamo poco tempo per tirare su un &lt;i&gt;piano b&lt;/i&gt; che sia moderatamente decente. E puoi illuderti, ma l'estate è già finita. Faremo qualche altro giro per le calli a schivare i motorini parcheggiati ovunque, a prenderci il vento e a perdere i tasti del telefonino. A incatenarci per un paio di giorni. A contare le stelle molestati dalle onde dei barchini. Puoi illuderti, ma so che non lo farai.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3422282988369518829?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3422282988369518829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3422282988369518829' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3422282988369518829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3422282988369518829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/08/nessun-titolo-questa-volta.html' title='Nessun titolo, questa volta.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3731140803241347575</id><published>2010-07-05T09:07:00.003+01:00</published><updated>2010-07-05T09:38:46.087+01:00</updated><title type='text'>Carol of wonders.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciclicamente cado tra le tue pagine e c'è quel post che mi incuriosisce ma che non mi è dato leggere. E' una curiosità strana perché comunque rispettosa, perché davanti alle impostazioni che bloccano me e chissà quanti altri, ogni santa volta sorrido. Sarà perché non ho mai capito se hai mai parlato di me o se era solo immaginazione. Sarà perché adesso ogni cosa viene portata ad un livello di esasperazione esagerato. Ogni cosa diventa sempre più difficile da far scivolare tra le dita, come quando arriviamo in qualche modo a casa che è quasi mattina, come quando la chiave non gira nella toppa, come quando avviciniamo le mani ma il ballo che ne viene fuori non è poi questo gran ballo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci siamo divisi quel famoso disco in varie parti, è finito che un pezzo di copertina è volato a forma di aereo sulla Piacenza-Bologna, il ciddì ha fatto un carpiato simile fuori della salaprove, la custodia si è sbriciolata dentro la mia borsa delle aste e l'altro pezzo di copertina te l'ho infilato nel taschino della camicia. Ci siamo divisi come un po' ci dividiamo noi ogni giorno, buttandoci via e buttando via tutto quello che abbiamo costruito. Adesso possiamo dire davvero &lt;i&gt;è fatta&lt;/i&gt; e possiamo salutarci con più convinzione.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma poi sai, basta andare oltre alle solite cose e prendersi la solita pioggia, solo un po' più forte. Così ci sentiamo meno dentro ad un giorno balordo e magari all'ultimo riusciamo a non tornare a casa fradici. Ma poi sai, quando non si riesce a convincere, a volte confondere è la soluzione migliore. E vista la confusione sopra sotto dentro e fuori, penso di esserci riuscito in pieno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E intanto resta così, che ho una sorpresa per te. Ti ho detto, di restare ferma.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3731140803241347575?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3731140803241347575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3731140803241347575' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3731140803241347575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3731140803241347575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/07/carol-of-wonders.html' title='Carol of wonders.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8732596121364611265</id><published>2010-06-17T18:34:00.003+01:00</published><updated>2010-06-17T20:00:57.770+01:00</updated><title type='text'>Tempo e pace.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Portami a bere dalle pozzanghere perché siamo cambiati così tanto che forse non ci riconosciamo più. Che quello che poteva essere un nostro vanto e un punto d'orgoglio è diventato un chiedersi cosa manca; o forse è solo che a un certo punto, uno si stanca di passare sempre dal via. Sono momenti in cui mi cerco ai margini delle foto, venuto per sbaglio, fuori fuoco perché il fuoco è a qualche metro da me e io al massimo sto guardando l'orizzonte e sto pensando cose che adesso non ricordo ma che di sicuro non dimentico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quell'aria di incoscienza e scie di gioventù prese sempre un po' di taglio. Mentre mi parlate di quando truccavate i motorini e scappavate alla polizia, e io sorrido ma mi faccio serio perché è l'unica fase in cui le distanze sembrano ancora più distanze, perché sono gli anni in cui qualcuno è al liceo e si sente grande e qualcun altro è ancora alle elementari e non è altro che un pulcino. O poi uno attacca l'università e si sente ancora più grande e l'altro è imbarcato in un turbinio ginnasiale di versioni di greco e imperi ai limiti del collasso. Ma lo scarto tra elementari e liceo è molto più ampio rispetto che tra superiori e università, anche se gli anni sono sempre quelli. O così mi sembra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo così e un po' anche ci siamo imborghesiti, mentre mi massacro un'unghia e scivola il dito nella bocca e adesso sento il gusto dolciastro del sangue mischiarsi alla saliva. Quella che era diventata una terapia adesso è diventata una rubrica. Quello che sono io, sono i primi due minuti e mezzo di Tempo e pace di Roberto Angelini, come ammettere che &lt;i&gt;ogni mio sforzo è vano&lt;/i&gt;, di sostituirmi con una batteria elettronica di reason. Perché poi? Perché faccio una fatica immane dopo dieci anni a riuscire ad accordare decentemente un rullante? Perché &lt;i&gt;voglio&lt;/i&gt; mi hanno insegnato che non si dice ma si dovrebbe dire &lt;i&gt;vorrei&lt;/i&gt; e invece &lt;i&gt;io voglio punto&lt;/i&gt;? Mentre penso ai giri in macchina e a tutte le volte che abbiamo sbagliato strada perché parlavamo d'altro, e alle mie ricerche inutili e inaspettate sulla vita di Marlene Dietrich, perché mi andava di scrivere &lt;i&gt;marlene dietrich&lt;/i&gt; su google. Perché vogliono bandire la Nutella e allora aspettatevi le barricate in piazza visto che ci si mobilita per questo e non quando ci vogliono mettere un bavaglio alla bocca. Senza fingere più di tanto tra l'altro. Come certe facce di certe farmaciste.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come certe mail, che chissà se capiterai ancora di qui ma a differenza di quello che t'ho scritto &lt;i&gt;spero davvero di ricevere una risposta, e mi piacerebbe infinitamente che fosse una bella risposta.&lt;/i&gt; Perché sono fatto così e sposto l'asticella del rischio sempre un po' più in là, fino a quando all'ennesimo salto magari scivolerò miseramente sotto e non la vedrò nemmeno oscillare per lo spostamento d'aria. Perché è così inutile a volte girare attorno. Perché un bicchiere d'acqua in faccia è più diretto, &lt;i&gt;ma ze ben?&lt;/i&gt; Come giocare sui messaggi che non ci scriviamo. E le soluzioni stilistiche sono sempre meno come le mie facce di riserva, e quindi alla fine ho finito le facce e faccio una faccia &lt;i&gt;f&lt;/i&gt;triste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In attesa, a chiedermi se la vita è un sogno o se sognare aiuta a vivere. &lt;i&gt;No, scusate, questa cosa qui non è assolutamente vera, questa cosa non me la chiedo e non me ne frega assolutamente nulla, questo è solo un po' di me &lt;/i&gt;&lt;i&gt;che se ne va &lt;/i&gt;&lt;i&gt;palesemente fuori controllo e non ci faccio caso e lo lascio scrivere.&lt;/i&gt; Quello che so è che discutevamo di quanto schifo fanno le case qua a pochi metri dal mare, che sono venute su a caso, casermoni inutili, da affittare nella stagione estiva. Che bisognerebbe fare come in america e buttarle giù e tirarle su di nuovo. E lanciando il mozzicone di sigaretta dal quarto piano abbiamo pensato ai quadrati di facebook che hanno rotto i coglioni ma abbiamo pensato anche che le cose stanno così e sono costanti, &lt;i&gt;solo a 'Marina&lt;/i&gt;. Invece oggi correvo in bicicletta scansando i tombini e stavano buttando giù una casa, quattro o cinque vie dopo la mia. &lt;i&gt;Allora magari se ci crediamo forte, le cose succedono.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché, come dicevamo, la &lt;i&gt;rive gauche&lt;/i&gt; più che un luogo fisico, è un concetto. E' un'idea.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8732596121364611265?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8732596121364611265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8732596121364611265' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8732596121364611265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8732596121364611265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/06/tempo-e-pace.html' title='Tempo e pace.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6687136287286323064</id><published>2010-06-07T15:40:00.003+01:00</published><updated>2010-06-07T16:35:31.700+01:00</updated><title type='text'>Questione di secondi (e di coincidenze).</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per un secondo mi sono bloccato davanti all'username per entrare in questo blog. Non me lo ricordavo. Per un secondo mi sono bloccato davanti ad un commento che non avevo assolutamente visto. A chiedermi il perché, che insomma, sono sempre stato molto più preciso di quanto mi riscopro d'essere ora. Ora che continuo ad arrivare in ritardo come quando sono puntualissimo e il naso comincia a sanguinare ferocemente inondando la camera e imbevendo fazzoletti e mia madre il giorno dopo mi chiede che è successo e io le rispondo &lt;i&gt;tranquilla dev'essere stata tutta la cocaina che ho tirato nel weekend&lt;/i&gt; e realizzo che sorride ma che non ha capito fino in fondo quanto stia scherzando. Ma pazienza, intanto mi blocco per dei secondi lunghissimi guardando l'angolo di una calle e pensando &lt;i&gt;cazzo io la bici l'avevo parcheggiata lì&lt;/i&gt; e la bici &lt;i&gt;cazzo&lt;/i&gt; non c'è. E poi sbucano dalle finestre le comari che mi raccontano una storia incredibile di urla per la calle e calci alla bici e lanci di bici e loro che la salvano e insomma tutto si risolve nel migliore dei modi anche se ci sono voluti dei cocarum da ometti. Quelli che hanno più il colore del rum che quello della cocacola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi cosa dirti chiusi per tre giorni in una casa nel nulla a condividere le sigarette e delle canzoni da registrare. A sconvolgerci i pomeriggi senza rendersene conto, passando dalla cucina ad una sala tutta microfonata nel giro di una porta. Ad andare a letto e poi a tirarsi su per bere l'ultima birra. Che poi diventa mezza bottiglia di rum. Abbiamo scoperto che esistono dei cannoni per allontanare le nuvole basse, quelle che portano la pioggia. Ma non abbiamo voluto scoprire la reazione dei vicini che quando piove si beccano una razione doppia, probabilmente. E anche lì mi sono bloccato saranno state le tue parole che non capivo sarà che davanti avevo un vigneto bellissimo e il sole saliva piano e avevo un bicchiere di &lt;i&gt;vino bianco freddo&lt;/i&gt; in mano. O ritrovarmi in tutt'altra situazione a girare da solo per le strade di Ferrara a dare una geografia a molti posti che conoscevo ma che non riuscivo a mettere in ordine. Come le vie strette dove regna un silenzio di tomba, anche se sei a trenta metri dal Duomo. A discutere di Dosso Dossi del palio che in realtà non lo conosce nessuno e degli americani. Quelli da bere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non rileggo ma ci penso e questo è un post da alcolizzati, che parlo quasi solo delle cose che ho bevuto. Forse dovrei solo preoccuparmi un po'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi basta, che gli incisi bloccano i flussi di coscienza e continuiamo ad appuntarci troppo poche cose e a sperare che la memoria mantenga tutto il resto. Ma la tua mail me la ricordo, che poi è l'evoluzione di quel bigliettino arancione di qualche post fa che adesso che tutto si è compiuto capisco di aver volontariamente drammatizzato. Non nel raccontarlo o nel pensarci, nel viverlo proprio. Che tutto si poteva ottenere con meno pathos con meno macchinazioni, con meno. Ma sono cose che ti fanno sentire un po' più vivo, e ogni tanto quando ti senti tutto intorpidito sono le cose che ti salvano un po' le giornate. Come mi ricordo i tuoi messaggi, che alcuni pensi si fermino sul display del nokia e invece schizzano fuori e poi entrano dentro attraverso gli occhi. E so che qualche volta anch'io mi ricordo come si fa. Mentre andremo a prendere l'ultimo bicchierino saltando tra il selciato e dicendoci frasi che non posso dire. Ed è un peccato perché la frase che avevo in mente ci stava davvero bene. Ma è troppo presto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ho smesso di fumare. No, non è vero. Ma continuo a non spiegarmi perché dopo una pizza fumo quattro sigarette e poi magari il giorno dopo non ne accendo una fino a sera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece, adesso, una sigaretta me l'accendo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6687136287286323064?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6687136287286323064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6687136287286323064' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6687136287286323064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6687136287286323064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/06/questione-di-secondi-e-di-coincidenze.html' title='Questione di secondi (e di coincidenze).'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-22463525541620054</id><published>2010-05-10T09:39:00.002+01:00</published><updated>2010-05-10T10:57:50.206+01:00</updated><title type='text'>Diteci che siamo sani.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono in treno e da quando sono partito da Padova ho alzato gli occhi dal libro che sto leggendo tre o quattro volte al massimo. Non di più, giusto il tempo di focalizzare fuori dal finestrino i cartelli blu delle stazioni, fermate in città misconosciute di un nordest industriale e bigotto, stipato all'inverosimile di contraddizioni. Ma non ci penso, penso al libro e alla mia destinazione, a Verona alla presentazione di un libro, che ci vede schiacciati dentro senza realizzare appieno di cosa si stia parlando, di cosa si tratta in realtà. Ma non me ne curo, ho imparato a lasciare che certe cose passino semplicemente, prendendosi da sole il tempo che meritano. Per il resto, ho trovato i miei modi per non pensarci troppo, entrando nelle storie degli altri, che a volte la propria va accantonata per un'ora, un'ora e mezza. Così sono in treno e il treno è a dieci minuti da Porta Nuova e mentre sono una ex spia giudea al soldo dei veneziani, tradita e condannata e rifugiatasi a Costantinopoli nel pieno del 1500, una voce mi ridesta dal mio universo parallelo, &lt;i&gt;che cosa stai leggendo?&lt;/i&gt; Silenziosamente impreco, come sempre silenziosamente impreco quando un esercizio di concentrazione durato minuti interi viene spezzato. &lt;i&gt;Altai&lt;/i&gt;, rispondo. &lt;i&gt;Di cosa parla, della Cina?&lt;/i&gt; Chiudo il libro, guardo la copertina, in effetti il nome Wu Ming, può trarre in inganno. C'è la mano di un falconiere e un falco appollaiato ed è della razza altai, uno dei più bastardi e dei più spietati, sì insomma, la domanda non è così fuori luogo, guardo l'uomo ma non lo metto a fuoco, mi soffermo sui particolari. &lt;i&gt;No non parla di Cina, parla di Costantinopoli, nel 1500, anno più anno meno.&lt;/i&gt; Riapro il libro e non riesco a fermare gli occhi sulla riga giusta che l'uomo si è già seduto e mi fissa e comincia a parlare a voce bassissima. &lt;i&gt;Che cazzo vuole questo?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi racconta di lui e della sua pessima giornata, dei suoi quarantatré anni e del suo lavoro in banca. &lt;i&gt;Sono abituato a parlare con le persone è il mio lavoro&lt;/i&gt; mi dice. Io non posso fare altro che giocherellare con le mani e cercare eventualmente una via d'uscita. Il finestrino, ad esempio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi racconta della sua pipa che si è rotta e sono due mesi che è a riparare e proprio oggi è andato a controllare l'evoluzione della cosa e il pezzo di ricambio deve ancora arrivare. Dice che si è incazzato. Dice che il mondo è così. Io misuro le parole perché non so che dirgli, e dopo attente misurazioni mi ritrovo a guardarlo e a sospirare. Non è la prima volta che parlo con qualche sconosciuto in treno, anzi a volte penso che sta diventando una pratica comune, solo che in questo l'impressione di qualche rotella allentata è un pensiero difficile da mutare. Ancora immerso nelle trame bizantine e nelle vie strette e scoscese di Costantinopoli, mi ritrovo a guardargli le mani per non trovare nessun anello, il cappotto che non centra nulla con il resto del vestito, le scarpe nere macchiate di pioggia. Intanto mi dice dov'è nato dove vive dove lavora. Lo chiede a me e gli sparo una generica &lt;i&gt;Venezia&lt;/i&gt; e uno generico &lt;i&gt;studente&lt;/i&gt;. Avrei potuto dirgli, non lo so, musicista, nullafacente, essere umano, ma resto coperto, in attesa di eventuali evoluzioni. Evito di dirgli cosa sto andando a fare a Verona, anche perché non ne sono così sicuro nemmeno io. E' compiaciuto del mio dargli del lei, non si cura che assecondo i suoi viaggi mentali con qualche striminzita parola. Dice che siamo una generazione di sconvolti noi giovani, che non c'è rispetto e che l'altro giorno in treno ha detto ad un ragazzo &lt;i&gt;hai un bellissimo sguardo&lt;/i&gt; e il ragazzo l'ha guardato e gli ha riso in faccia e se n'è andato. E ci mancherebbe penso io siamo una generazione di sconvolti senza rispetto ma io le do del lei perché così mi hanno insegnato a trattar la gente sensibilmente più adulta, certo che c'è modo e modo per approcciarsi a chiunque, e dire ad uno sconosciuto che ha un bellissimo sguardo non sempre può risultare la mossa migliore. Che l'asticella del fraintendimento è alta, molto alta. Continua a cambiare discorso, mischiando frasi confuse a risate fragorose, scendendo vertiginosamente di tono fino a bisbigliare. Mi chiede se faccio l'attore, io rido e gli dico di no ma gli chiedo perché. &lt;i&gt;Perché ti prendi il tuo tempo per rispondere&lt;/i&gt;, mi dice. Non vuol dire un cazzo, penso. Non mi dispiace l'idea di conoscere una storia diversa dalla mia, che per pochi attimi si è incrociata su un regionale, non sono un attore e anzi devo combattere contro un certo impaccio, spesso e volentieri, penso. &lt;i&gt;Perché sono fatto così&lt;/i&gt;, dico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verona Porta Nuova mi salva, scendiamo assieme e nel tempo di una rampa di scale dal binario al sottopassaggio mi racconta delle sue quaranta pipe dei suoi mille libri della passione per Sherlock Holmes della sua casa piccola ma ordinata. E' un compulsivo. Single. Un po' folle. Mi stringe la mano e sparisce. Troppe volte mi succede di ritrovarmi nelle stazioni, e di chiedermi cosa sta succedendo attorno. E di non trovare una spiegazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ciao Max, sono arrivato in stazione, ci sei?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ciao Mattia, cinque minuti e arrivo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-22463525541620054?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/22463525541620054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=22463525541620054' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/22463525541620054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/22463525541620054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/05/diteci-che-siamo-sani.html' title='Diteci che siamo sani.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8385301911913370731</id><published>2010-04-23T16:15:00.001+01:00</published><updated>2010-04-23T16:15:24.506+01:00</updated><title type='text'>Il momento.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;Fuori moda, fuori posto, insomma sempre fuori dai.&lt;/i&gt; Affondiamo i remi nell'acqua torbida di citazioni spaventevoli, di angeli della nebbia, di personaggi lontani nello spirito e nel tempo, che mi rincorrono. Correggio sembrava così lontana, invece sarà tra due settimane. E a suo modo è un qualcosa di aspettato e di non propriamente conscio, che tutto può succedere e quindi può anche non succedere niente. Com'è già successo. Bisogna preparare il campo, i treni, gli spostamenti, bisogna affinare le mail che ti scrivo troppo poche volte e che manifestano chiaramente la mia incapacità di dire cose sensate. Sarà che mi piace osservare più che scrivere, che mi piace appoggiare le spalle e la testa al muro, e sentire il rumore che fa la notte. Mi piacciono le persone con tutte le loro incongruenze, quelle incongruenze che sappiamo essere in noi e che tanti fingono di non avere. &lt;i&gt;Liberi tutti&lt;/i&gt;, di fingere una perfezione che non esiste. Libero io di sentirmi ancora più in dovere di notarle e di sorridere, in silenzio. Libero di sentire che qui c'è poco da riempirsi, anche se era così bello infilarsi tra le calli nelle notti estive, in bicicletta. Moderatamente fatti ma non così tanto, da riuscire a realizzare il momento. Era così bello, com'era così bella la panchina sulla laguna e i carabinieri che ci vengono a trovare, il mare dopo otto ore di macchiatoni che non ce lo ricordavamo così vicino. Ma non basta, non basta. Non è colpa mia se mi piacciono i volti sconosciuti, se mi piace la confusione della stazione di Bologna, se mi piacciono i camerini pieni di fumo, i discorsi alle fermate degli autobus, i concerti della vita che si sia in sei o in sessanta o in seimila poco importa, le persone che piove e ti prendono per il braccio e ti porgono il loro ombrello. &lt;i&gt;Mentre piove, piove. &lt;/i&gt;Ma intanto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Mentre prepariamo la squadriglia del giudizio, amici miei, radunando il nostro cinismo spietato fatto di applausi alla bolognese e di birre piccole, che ci usiamo spesso anche tra di noi. Perché se vai su un palco, devi essere conscio che puoi essere massacrato. Che sei passibile di giudizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Mentre &lt;i&gt;ho fatto la pace col mio passato&lt;/i&gt; anche se insomma più che una guerra è sempre stato solo un acceso diverbio, e ti ho detto con il sorriso &lt;i&gt;tu mi hai insegnato ad avere pazienza e io a suo tempo ti odiavo per questo perché volevo soltanto uscire da quella salaprove sottoterra e spaccare il mondo invece alla fine ho capito che avevi ragione tu&lt;/i&gt;, che l'irrequietezza mi prende ancora, ma adesso la misuro, la costringo. La sfrutto. E pensare che invece tu adesso fai i concerti senza sapere cosa portarti sul palco. E abbiamo brindato ai due anni lontani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Mentre guardo la bellezza di quelle facce soddisfatte quando si socchiudono leggermente gli occhi, perché quello che hai appena sentito è esattamente quello che volevi sentire, parola più parola meno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Mentre fuori pioviggina e franano i progetti alcolici della serata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Mentre mio fratello cresce ogni giorno di più e sento che si stacca piano piano, come dev'essere, alternando presenze ed assenze, alternando sonnambulismo, abbracci inspiegabili, e l'illusione degli otto anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Mentre studio l'arte di ascoltare e sempre più stona il verbo &lt;i&gt;studiare&lt;/i&gt;. Che sarebbe ora di viverli, questi pomeriggi piovigginosi. Continuando a riempire pagine inutili, ma che facevano molto più male, quand'erano bianche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8385301911913370731?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8385301911913370731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8385301911913370731' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8385301911913370731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8385301911913370731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/04/il-momento.html' title='Il momento.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8848097526853133540</id><published>2010-04-20T12:59:00.003+01:00</published><updated>2010-04-20T13:48:43.202+01:00</updated><title type='text'>L'impercettibile saluto.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine quello che è stato non torna più e quello che è stato e che ci è rimasto tra le dita è comunque troppo poco per pensare di costruirci attorno qualcosa di decente. Così è meglio partire da zero, o non partire affatto. O semplicemente cambiare l'approccio e ammettere che il tempo passa e l'aspettativa anche, che il tempo degli errori di gioventù sarebbe da accantonare e sarebbe ora di diventare qualcosa. Di contare fino a dieci. Di riprendere in mano la penna e i fogli bianchi. Di accettare di buon grado quando mi tiri giù e quando hai ragione. Ovvero sempre, accidenti a te.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'era una volta un ragazzo che scriveva in continuazione e c'è un ragazzo che non scrive più. Saranno i pensieri troppo alti e scollegati, sarà la pretesa di una rivoluzione e di quello che non c'è. Sarà che poi le cadute più rovinose si fanno sulle scale di casa, scivolando tra l'erbetta appena bagnata del giardino. Avercelo, un giardino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto il ragazzo arriva alla stazione di Padova, nella borsa il necessario per sopravvivere alla serata. L'ora è ancora quella vecchia, le diciannove e trentadue scandite dall'orologio del cellulare rappresentano un orario notturno. Il ragazzo segue il flusso di gente dagli sguardi bassi e dalle sacche pesanti, giù attraverso il sottopassaggio. L'imbocco odora di profumi densi e fumo di sigaretta. Dalla tasca estrae sessanta centesimi e appena può si stacca dal flusso, camminando a passo spedito verso i bagni della stazione. Non c'è anima viva, c'è solo il brusio lontano a mischiarsi con le voci metalliche degli avvisi. Di eurostar in ritardo. Inserisce i sessanta centesimi nella macchina mangiasoldi all'entrata, scattano le porte automatiche, entra nel bagno. Dalla borsa fa uscire una busta nera, piena di oggetti personali: uno spazzolino, un tubetto quasi spremuto di dentifricio, del deodorante, un contenitore per le lenti a contatto, del filo interdentale. Si lava i denti, si sciacqua la faccia stanca, ripensa alle cose successe da quando si era svegliato, svariati chilometri più a sud, in un'altra città, in un'altra vita. Ripensa a quel numero di telefono abbozzato su un foglietto arancione, alle strategie per ottenerlo, al modo in cui lo ha ottenuto, alle variabili indipendenti che gli si parano davanti e che forse non lo porteranno da nessuna parte. Alle poche sigarette rimaste nel pacchetto dentro la tasca della giacca. Sistema il colletto della camicia ripassando nella mente le parole della sera prima, le riflessioni amare e la sensazione acre di aver perso l'attimo, la fortuna, la buona stella. Entra un uomo di mezza età, in vestito, che lo squadra dal suo metro e ottanta, e gli rivolge un saluto impercettibile, senza fermarsi. Ha gli occhi piccoli senza vitalità, pochi capelli, una cravatta spigata granata e blu, una camicia azzurrina, sgualcita da una giornata cominciata evidentemente troppo presto. Una ventiquattrore in pelle portata con la mano destra, un anello d'oro che dà fastidio a vedersi da quanto è appariscente. Il ragazzo ricambia, abbozzando un mezzo sorriso tirato, attraverso il riflesso dello specchio che campeggia rettangolare sopra tutta la fila di lavandini. L'uomo ha un'espressione troppo composta, granitica, mentre gli sfila alle spalle; l'accenno di saluto, la cortesia, sembra già essere immaginazione, invenzione, difetto. Entra in bagno, il ragazzo nota per la prima volta i colori asettici e freddi del bagno; non c'è accoglienza, non c'è vita, non c'è nulla. Fuori c'è il buio e gli eurostar in ritardo. Dentro ci sono troppi aspetti da sistemare. Pigia il pulsantino verde che sblocca le porte automatiche, si ributta nel flusso. Non prima di aver dato un'ultima occhiata al bagno della stazione, a quell'uomo e al suo impercettibile saluto. Forse non è mai esistito, non il saluto, non l'uomo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8848097526853133540?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8848097526853133540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8848097526853133540' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8848097526853133540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8848097526853133540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/04/limpercettibile-saluto.html' title='L&apos;impercettibile saluto.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-468319001851961412</id><published>2010-03-04T15:28:00.003+01:00</published><updated>2010-03-04T15:56:39.061+01:00</updated><title type='text'>Chili di sale.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine le cose si sarebbero aggiustate con una telefonata. Con una mail, con un messaggio qualsiasi. Più che aggiustate, diciamo che avrebbero preso il giusto corso. Ecco, sì. Il giusto corso. Non ci saremmo arenati su questa spiaggia bianca fatta di granelli di nulla. Avremmo calcato le nostre metafore come fossero delle leggere increspature. Avremmo continuato a ridere e ad essere così come siamo, a prenderci gioco delle cose e della gente e dei ruoli. Perché siamo fatti così e non serve nasconderlo e non lo abbiamo mai nascosto. Che ci piace. Alla fine le cose si sarebbero aggiustate ma forse non c'è niente da aggiustare. Semplicemente le cose sono così e febbraio è passato e passerà marzo e verrà aprile. Mentre ritrovo tra i reperti ammucchiati nell'armadio frammenti di un passato che è stato troppo intenso per essere catalogato. Alla fine le cose si sarebbero aggiustate ma con un minimo di attenzione e di fortuna in più forse non avremmo mai dovuto pensarci. Con le mani infilate nelle tasche a raschiare le cuciture dei jeans e le cuciture delle gambe. Aspettando la prossima onda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-468319001851961412?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/468319001851961412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=468319001851961412' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/468319001851961412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/468319001851961412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/03/chili-di-sale.html' title='Chili di sale.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5699505602367363705</id><published>2010-02-26T16:28:00.002+01:00</published><updated>2010-02-26T16:36:56.880+01:00</updated><title type='text'>La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (4)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pazientate altre tremila battute, che questo è l'ultimo quarto, è il colpo solitario di hi-hat, prima di chiudere. Prima di alzarci sorridervi e andarsene. Che qui finisco io e cominciate voi, o viceversa. Come quando accendevamo la sigaretta sbuffando per sprofondare nel primo divanetto disponibile. A cercare il silenzio. Come quando fuori piove che è la frase penso più abusata di questi mesi infiniti di blog.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Mercì Valentina.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-4/"&gt;http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-4/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5699505602367363705?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5699505602367363705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5699505602367363705' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5699505602367363705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5699505602367363705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia_26.html' title='La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (4)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2951106388445229627</id><published>2010-02-19T19:31:00.002+01:00</published><updated>2010-02-19T19:39:38.579+01:00</updated><title type='text'>La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (3)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così siamo arrivati al terzo capitolo di un qualcosa di contorto e di vero. Vero come gli occhi, che qui &lt;i&gt;vero&lt;/i&gt; sta per &lt;i&gt;vetro&lt;/i&gt; e quindi verrebbero fuori battute dimenticabili. Che si cominciano a serrare le fila, anche se le frasi che cominciano con il &lt;i&gt;che&lt;/i&gt; non sono sempre le migliori. E ci riprendiamo anche a chilometri di distanza perché ci sono state cose che ci hanno legato. Ci hanno stretto i polsi e io ne porto ancora i segni. Sarà che voi ve ne siete andati da un pezzo e io sono rimasto qua. A rincorrere sogni sbilenchi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quasi a dimenticarmi di postare queste quattro righe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-3/"&gt;http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-3/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2951106388445229627?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2951106388445229627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2951106388445229627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2951106388445229627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2951106388445229627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia_19.html' title='La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (3)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-1842267229226873278</id><published>2010-02-12T14:46:00.002+01:00</published><updated>2010-02-12T14:50:51.885+01:00</updated><title type='text'>La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (2)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trecentesimo post e dentro non c'è scritto nulla. Solo un link, un due di quattro che si porta febbraio a braccetto. E c'è stato nevischio neve e ora c'è un minimo sole. Da sussurrare, che non si sa mai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto tra un po', 33ore porta le sue musiche sul palco del Locomotiv, prima del cuore anoressico di Giorgio Canali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A bientot.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-2/"&gt;http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-2/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-1842267229226873278?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/1842267229226873278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=1842267229226873278' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1842267229226873278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1842267229226873278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia_12.html' title='La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (2)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-9208016556237229669</id><published>2010-02-05T09:44:00.002+01:00</published><updated>2010-02-05T09:58:27.544+01:00</updated><title type='text'>La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (1)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Setteperuno&lt;/i&gt; ci ospita e ci lascia invadere i suoi venerdì di febbraio. Così questo è il primo post di quattro dove ci sarà solo un link. Ma siccome mi perdo in mille parole inutili, per questa volta solo per questa volta mi cimento a parlare del nulla. E domani sera c'è l'ultima data del tour dei Blake/e/e/e, a Montelupo Fiorentino. Così ci salutiamo. E poi accàsa. Come quando eravamo a Milano a guardarci le vene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-1/"&gt;http://www.setteperuno.it/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia-molti-spazi-vuoti-1/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-9208016556237229669?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/9208016556237229669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=9208016556237229669' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/9208016556237229669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/9208016556237229669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/02/la-nuova-disposizione-delle-cose-lascia.html' title='La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (1)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3969132466940985886</id><published>2010-02-01T13:44:00.002+01:00</published><updated>2010-02-01T15:53:27.715+01:00</updated><title type='text'>Giù come forse sei tu quando viene la sera.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questa cosa qui non è stata scritta adesso è stata scritta in treno. Perché adesso va così. Perché così funziona. Perché dovevo fare tutt'altro. E invece.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Partiamo da un pacchetto di winstonblu morbide. Perché fa troppo freddo per rollarsi le sigarette di drumbianco. Perché le mani sono congelate e non solo le mani. Partiamo da un treno che chissà se e quando partirà ma dovrebbe partire, che mal che vada ci metterà dei secoli ad arrivare. Che basta arrivare a Padova, che ormai ci siamo organizzati e ci siamo abituati a questi disguidi con trenitalia, che al massimo nelle news ti dice che la linea superveloce supersottile tra Chioggia e Rovigo si fermerà per disinnescare una bomba. E non ti dice che solo a Bologna è venuta giù una nevicata memorabile e in tutti i posti in cui siamo stati in cui dovremo andare c'è il sole. Partiamo con queste strategie di viaggio che scrivo in una carrozza di seconda classe di un regionale sbagliato e che poi passerò in un blog che continua ad essere inutile, e che è diventato musicale con il tempo, e che si è caricato di tanti troppi significati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con i Bachi da Pietra a farci compagnia, e mille voci diverse oltre le cuffie,&lt;span style="font-style: italic;"&gt; per sostituire la tua.&lt;/span&gt; Non perché siamo tristi, ma perché siamo stanchi. Perché siamo necessariamente minimali, navigando a vista, navigando in solitaria mentre ti dico cosa sono diventato e tu mi dici che non sono più io e io concludo con il peggiore dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;e vabbé.&lt;/span&gt; Perché è vero, a volte si ha solo bisogno di rendersi conto delle cose, per capire cos'è giusto e cosa si sbaglia. E allora ti ringrazio per le  seconde volte, per le seconde possibilità, per i castelli di carta che ricostruiamo dopo averli fatti precipitare con un colpo di mano sbadato, quando eravamo quasi convinti di avere fatto un buon lavoro.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Intanto il treno è partito, cinque minuti di ritardo. Il controllore passa e fa finta di non vedere nessuno e non chiede i biglietti e si sistema il nodo della cravatta, leggermente storto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Perché adesso ci siamo fermati e la nuova disposizione delle cose lascia delle voragini. Da cui vedere i paesaggi innevati e il sole che muore oltre i colli e la basilica e i cartelli blu di Bologna Centrale.&lt;br /&gt;Perché adesso in realtà non siamo ancora fermi del tutto, ma procediamo per inerzia. Che avevamo gli occhi gonfi quando ci siamo detti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non lo facciamo per scalare i quarantanove scalini della saggezza lo facciamo per essere telegenici mentre ci schiantiamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giù come forse sei tu quando viene la sera.&lt;br /&gt;Ma guarda come siamo magnifici mentre precipitiamo. Mentre ridiamo e fingiamo di tirare su vetri divisori immaginari. Mentre le prove con 33ore sono magicamente saltate perché la mattina ha portato in dote una quindicina di centimetri di neve e con la macchina di Marcello in sala prove non ci saremmo arrivati mai. E scusa se non ci vediamo da troppo tempo e la prima mezz'ora dopo il concerto l'ho passata a fissare il vuoto, che sono fatto così. Specie se non hai neanche un freedrink a disposizione per scioglierti la lingua e lo stomaco. Specie se non hai neanche la forza di iniziare una discussione decente, perché io sono lucido e tu sei spaventosamente brillo e nelle orecchie ho ancora i corvi che gracchiavano dalla cassaspia e non capisco le tue parole biascicate.&lt;br /&gt;E stiamo attenti per piacere a cosa diciamo e a come parliamo. Che dirmi certe cose e pensare che io sia dentro la tua testa e ragioni con la tua testa è un difetto di valutazione indicibile. Che io sono io con i miei obbiettivi e la mia fame. Sono tutte le sensazioni di cominciare un esame e alla seconda domanda di finire l'inchiostro della penna. Di maledire una calcolatrice perché tira fuori dei risultati eccessivamente sbagliati. Sono tutti i silenzi e tutti i giri che il batterista dei RUNI fa ogni quattro battute e io faccio fatica a pensarli in una canzone intera.&lt;br /&gt;Ma va così, e non è arrendevolezza. E' presa di coscienza. Come andare a letto che è mattina e quando si sente la sveglia pensare solo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non è possibile.&lt;/span&gt; E dove non ci arrivo io ci siete voi che in vari modi mi fate capire che forse quarantanove scalini no, ma uno forse dopo mille scivolate potrei averlo scalato. Che penso sia un divertissement, e invece potrebbe essere qualcosa di più. Senza etichette, che al massimo ci scherziamo sopra e ci diamo un'aria sovrastimata solo per beccarmi un pugno sulla spalla. Che non è forte che non fa male, ma che è deciso, che a volte mi tiri giù anche così. Perchè te sai come prendermi e come fermarmi e come farmi sentire.&lt;br /&gt;Come quando finisco il tabacco e Andrea mi prepara una sigaretta senza che io gliela chieda, e assaltiamo l'autogrill anche se è un MyChef. Che lo sanno tutti che l'unico autogrill peggiore di un MyChef, è un MyChef chiuso.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il controllore torna e chiede il biglietto, faticando a vedere il marchio dell'obliteratrice. Perché è vero, gli va concesso, nell'obliteratrice c'era pochissimo inchiostro e non si legge nulla, che potrei averlo segnato un mese fa. Allora lo vedo abbassare gli occhi sulla data e l'orario stampato dalla biglietteria automatica, il momento dell'emissione del biglietto. 31012010 16:06. Il nodo della cravatta è ancora storto. Ci sono cose difficili da raddrizzare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ed io ho finito le parole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3969132466940985886?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3969132466940985886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3969132466940985886' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3969132466940985886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3969132466940985886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/02/giu-come-forse-sei-tu-quando-viene-la.html' title='Giù come forse sei tu quando viene la sera.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-158879469211707914</id><published>2010-01-29T14:30:00.006+01:00</published><updated>2010-01-29T15:47:05.552+01:00</updated><title type='text'>The Blonde Chicken</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci diremo che una cosa del genere non è esattamente da noi. Che di solito ci manteniamo molto più discreti. Ma adesso va così che oggi siamo diventati cattivi e il plurale maiestatico serve soltanto a darci un tono. A differenziare. Intanto, la colonna sonora è &lt;i&gt;Povera patria&lt;/i&gt; di Battiato. I sensi sono lati, ma anche no.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, oggi siamo vestiti così. Fuori il cielo è quasi grigio. Dovremmo un po' farci l'abitudine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/S2LodoyVboI/AAAAAAAAAlE/xS8I1wUos5Y/s200/DSCF1552.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Comunque, la foto è volutamente piccola.  I jeans sono dei levi's che non mi ricordo il modello ma non sono i 511slim che poi sarebbero quelli che preferisco, ma stanno sufficientemente stretti e quindi vanno bene anche questi. Il maglione è della benetton col collo a v e ne ho uno grigio identico, sono quelli che ne prendi due e paghi una cinquantina di euro, o forse anche meno. Li hanno di tutti i colori, ma a me il viola mi ha sempre affascinato. Come il grigio. Quindi magari ho anticipato di un bel po' anche certe mode. La sciarpa è un regalo so la sua provenienza so che è cheap e non mi interessa altro. Si è vista un po' di posti, è stata quasi dimenticata in molti posti. Ma è ancora con me. Il pezzo forte sono senza dubbio i RayBan, una splendida imitazione che ho comperato senza nemmeno provare. Tutti dicono che sono troppo grandi. Io ho la testa grande, quindi non capisco dove stia il problema. Però alla fine, è vero.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Dovrei farmi la barba, dovrei tagliarmi i capelli. I braccialetti sono degli stupidissimi elastici per capelli, che non è che sia un feticista, semplicemente mi sono stati regalati. E la foto me la sono fatta da solo, con l'autoscatto. Sono felice, davvero.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Signorina Chiara Ferragni, tanto di cappello. Che tra l'altro nella mia mise di oggi, non c'è. Trenta secondi per imparare le tue lezioni sui vuoti di pressioni nel cervello. Per capire come si fa a finire sui giornali. Quasi mezz'ora per scrivere male, malissimo, per scrivere come te. Perché non vedi l'ora di finire gli esami per andare all'estero, perché l'Italia è retrograda. Potremmo prendere l'aereo insieme (anche se tu sarai ovviamente in prima classe), e allora sarà divertente guardarci negli occhi e dirci &lt;i&gt;sai me ne vado perché la moda a Parigi è tres chic&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;sai me ne vado perché di gente come te non ne posso più.&lt;/i&gt; E allora mi renderò conto di essere davvero condannato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riquoto che se mi cercate, sono nudo sul tetto di casa, fatto di LSD, alla Funeral Party. Al massimo scenderò per cancellare questo post.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-158879469211707914?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/158879469211707914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=158879469211707914' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/158879469211707914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/158879469211707914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/01/blonde-chicken.html' title='The Blonde Chicken'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/S2LodoyVboI/AAAAAAAAAlE/xS8I1wUos5Y/s72-c/DSCF1552.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3447744241810341513</id><published>2010-01-26T18:54:00.002+01:00</published><updated>2010-01-26T19:39:50.974+01:00</updated><title type='text'>Era qualche mese fa.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi ovviamente tra le tante cose mi hai detto &lt;i&gt;fai un post&lt;/i&gt;. Che poi è solo una specie di forma mancata di terapia del silenzio. Perché così tutto era nato. Che poi le frasi sono troppo brevi e non uso il puntoevirgola, adesso. E mi sa che neanche si rilegge questa volta, o forse sì. Sai, siamo tornati dal tour in Francia dove ci siamo moderatamente distrutti e mi sono portato via anche i libri per studiare che giovedì ho un esame a cui ci tengo anche. Poi ovviamente non ho aperto i libri perché il furgone era ingestibile come le notti come le mattine e i nostri ritardi congeniti. E oggi pomeriggio sono rimasto a passeggiare per la casa senza fare niente apparte un diagramma del modello di Vaughn &lt;i&gt;sull'emozionalità la razionalità l'alto e il basso coinvolgimento&lt;/i&gt;: ho piazzato le &lt;i&gt;L&lt;/i&gt; di Learn le &lt;i&gt;F&lt;/i&gt; di Feel le &lt;i&gt;D&lt;/i&gt; di Do a seconda di come vanno messe. Che poi le &lt;i&gt;L F&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;D&lt;/i&gt; sono il modello di Lavidge e Steiner mentre su Vaughn con le slides troppo distanti ho anche i miei dubbi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque sì, l'obbiettivo è questo e non è il tour, il tour che quando ci saremo raffreddati allora sarà facile parlarne. Che sono successe cose. L'obbiettivo sono io e tutti i miei difetti e questa giornata sbagliata &lt;i&gt;di altri nomi e altri modi per perderli di nuovo&lt;/i&gt;. L'obbiettivo sono io e tu che mi hai detto che scrivo come suono e allora ho sorriso ma sottosotto ho cominciato a preoccuparmi per come suono. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'obbiettivo è che ho sbagliato molte cose e come sempre non riesco ad arginare la piena. Perché parlavamo non troppo tempo fa del fatto che questa la si potrebbe anche chiamare felicità, se ci fossero un po' di aggiustamenti, e adesso se ci penso a quella birra e a quei cicchetti mi sembra di tornare indietro di secoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ogni volta è sempre così e allora penso sia colpa mia. E allora lo dico qua e non si capisce niente ma magari qualcuno capirà. &lt;i&gt;E basta&lt;/i&gt; che tutto questo l'ho scritto in tre minuti e adesso non so che altro scrivere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà che c'è odore di &lt;i&gt;coventrizzazione&lt;/i&gt;, ed è una parola che non usano in tanti. Ma il significato c'è, il senso c'è, il rapporto tra cause ed effetti e ciò che resta, compresa tutta la voglia di questi giorni, di sentirmi bene, di farmi bene. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà che è tempo di crescere un po' e di farsi le ossa più robuste, di prendere i cocci e studiare il da farsi. Di riprendere pubblicità e darci dentro che sono mesi che ci sto dietro. Ma sai che le coincidenze ci sono sempre venute male, che pubblicità è poi lo specchio di te e di me e di tutto il silenzio della mia riservatezza. Che le coincidenze ci portano a non sapere cosa seguirà al prossimo passo. Che ancora tre settimane e poi ci fermiamo e probabilmente si fermerà tutto e allora staremo male perché staremo persi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché il puntoevirgola non lo so usare e fuori c'è il nevischio e tra le tante cose devo scrivere un pezzo che poi è abbastanza allegro e quindi oggi non posso fare nemmeno questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché &lt;i&gt;&lt;a href="http://perronelab.it/node/281"&gt;cronache dagli o degli anni zero non lo so come si chiama perché a quant'ho capito hanno sbagliato la stampa &lt;/a&gt;&lt;/i&gt;è praticamente uscito, e dentro ci sono anch'io e mi sa che mi toccherà persino comprarmi una copia e la cosa mi fa beatamente incazzare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché oggi va così e forse sbaglio da mesi e oggi è solo la punta di un iceberg e tu che mi scrivi in chat solo per dirmi se ho voglia di parlare ma poi tu tutta questa voglia di ascoltare non sembri avercela. Ma forse mi sbaglio anche qui. Anzi sicuramente è così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E gli occhi gonfi erano anni. Anzi no, sbaglio anche qui. Era qualche mese fa. &lt;i&gt;Te li ricordi?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3447744241810341513?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3447744241810341513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3447744241810341513' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3447744241810341513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3447744241810341513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/01/era-qualche-mese-fa.html' title='Era qualche mese fa.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-9144124729757911847</id><published>2010-01-02T11:54:00.002+01:00</published><updated>2010-01-02T14:13:14.869+01:00</updated><title type='text'>Ciò che resta di noi sotto il tappeto, ancora.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Duemilaenove.&lt;/b&gt; Ventitrè. Io. &lt;i&gt;Me.&lt;/i&gt; Dall'Officina49 al Pao Long Beach. Il Circolo degli Artisti e la Lomax. Mangiare sushi a colazione. Le ore piccolissime. I tuoi occhi. I litigi col metronomo. Gli assalti agli autogrill alle quattro del mattino. La Drum Sound. La Roland. Le fotocopie di Diritto. Vienna. Amsterdam. Parigi. Berlino. L'onomastica emiliana a Ourcq. Le occupazioni francesi. L'Unwound. 1407. &lt;i&gt;Avremo altri nomi e altri modi per perderli di nuovo.&lt;/i&gt; Gli spaghetti alle vongole di Egle. L'albergo di Zilina e il pavimento di Brno. Le mie penne tonno e zucchine. L'inattesa piega degli eventi. La nostra guerra. I tuoi occhi, ancora. Le tue mani. La moleskine in pensione. Il Mac pagato in contanti. Le cene di pesce e le bottiglie di pinot grigio. Remind Me urlata al concerto dei Royksopp. Lo Zacapa. Il Drum Bianco e le Winston Blu. Matilde e i suoi tre padri. Il camerino dello Spazio211. Il camerino del Locomotiv. &lt;i&gt;Il tempo delle mele elettroniche.&lt;/i&gt; Il tempo di ricucirsi i polsi. Il Vacuum studio. &lt;i&gt;Vers quelque part.&lt;/i&gt; L'ultima occasione. I laboratori di pubblicità. Il primo e l'ultimo dio. &lt;i&gt;La valse d'Amélie.&lt;/i&gt; Salsiccia e friarielli. I cicchetti salernitani. I gatti di Traverso. I tuoi occhi, ancora, sarà che sono troppo grandi e troppo profondi per me. Jesus is back. Obama. I ritorni notturni. I ritorni mattinieri. Le comuni in montagna per capodanno. I canederli. Tè. Il Miami festival dei baci e dei miei occhietti spenti. Alcuni dicono buonanotte, la sera. Psycho killer. Le discussioni infinite. I progetti insieme. &lt;i&gt;Ragazza eroina mi chiedo come fai a non cadere mai. &lt;/i&gt;Gli abbracci con Appino. I secret show. I cinquanta concerti fatti. Il basso con l'envelop filter. I Tortoise sempre e comunque. I risotti di Marcella. Le vellutate di Marcello. I venerdì a pranzo dal Pizza. L'universitario ritrovato. Montieri. La neve. Ciò che resta di noi sotto il tappeto. Ciò che resta in testa e verrà dimenticato. Te che ogni tanto mi manchi. Te che ogni tanto ti odio. Le biografie. Venire abbandonato per strada con due gradi e una sigaretta. La chiusura del SestoSenso. Il mio tono sgarbato. Le colazioni di Dresda. Il mostro di Dusseldorf. Le stelle cadenti. La pasqua in barca. I macchiatoni decaffeinati e gli shakerati decaffeinati e la prossima volta prendetevi un bicchiere d'acqua. &lt;i&gt;La mia vita disegnata male&lt;/i&gt; e l'Internazionale a Ferrara. Le luci della centrale elettrica, sempre. I dischi dell'isola deserta. La Kalsa. La nausea. La busta del tabacco. La custodia della Shure. Le testate al muro quando piove fuori le telefonate notturne quando piove dentro. &lt;i&gt;E vaffanculo a questa cazzo di marea che sale.&lt;/i&gt; Le coincidenze mancate. I regionali delle 6.o2, antimeridiane. &lt;i&gt;Rage&lt;/i&gt;. La stagione dell'amore. La stagione dell'odio. L'oroscopo di Brezsny. Alexander Platz. Place de la Bastille. &lt;b&gt;Ciao Mattia, dormito bene?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-9144124729757911847?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/9144124729757911847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=9144124729757911847' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/9144124729757911847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/9144124729757911847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2010/01/cio-che-resta-di-noi-sotto-il-tappeto.html' title='Ciò che resta di noi sotto il tappeto, ancora.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8514960131172247534</id><published>2009-12-27T11:47:00.008+01:00</published><updated>2009-12-27T14:06:17.337+01:00</updated><title type='text'>Life less serious. Diario in ritardo di un tour sbilenco.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdRTgklrZI/AAAAAAAAAjk/ak11tL0mwjQ/s400/DSCF1198+copia.JPG" style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419890072166444434" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora dobbiamo darci una mossa. Che questa volta &lt;b&gt;Chioggia Padova Bologna Roma Salerno Napoli Eboli Sorrento Salerno Benevento Rende Ragusa Palermo Catania Bologna Padova Chioggia&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora dobbiamo darci una mossa. Che il tempo passa ed era ancora novembre quando tornavamo a casa alle 8 del mattino per organizzarci meglio le lavatrici per un'alba e un cornetto caldo, quando eravamo chiusi al &lt;i&gt;Locomotiv&lt;/i&gt; ad imprecare e a farci male per preparare il nostro tour estremo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che poi si va a Roma e sono un po' di date di fila ed è come il tour europeo solo che stiamo un po' più impacchettati in macchina e soprattutto quando saremo sbronzi non ci dovremo impegnare a fabbricare discorsi in inglese o in francese o in cirillico che non capirà nessuno che non capiamo neanche noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdRUQ2VIfI/AAAAAAAAAj0/F5YSNtFDBPE/s400/DSCF1264+copia.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Salerno ci siamo rimasti un po' tra chitarrine acustiche gatti bianchi e bombe a mano, tra cene di pesce e panini alle cinque del mattino, dove la gente ti saluta schioccando le dita e guardando altrove, dove noi ci svegliamo che è il tramonto e &lt;i&gt;ab&lt;/i&gt;usiamo skype per vederci, e sentirci meno soli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi i posti estremi e i concerti estremi e &lt;i&gt;guarda verrei volentieri a dormire a casa tua però magari se prima ci presentiamo è meglio&lt;/i&gt;, e scattiamo foto oscene e odiamo il mac che nella vita reale ci sono dei workshop di pubblicità da consegnare. &lt;b&gt;Life less serious.&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Life less serious&lt;/i&gt; come certi quadri urbani dopo una giornata passata nel traffico di Napoli, &lt;i&gt;life less serious&lt;/i&gt; come i fritti le salsicce i friarielli il vino la cocacola in bottiglietta di vetro i nubifragi e le budweiser a tre euro alle cinque del mattino. &lt;i&gt;E non permettere a un napoletano di chiamarti cafone.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Posti ancora più estremi e deliri notturni che Cristo a Eboli si è fermato ma ci dev'esser rimasto pochissimo, e controvoglia. E noi comunque la ferrovia non l'abbiamo vista. Continuiamo ad affacciarci al mondo con skype continuiamo a sentirci vicini e lontani ed è un po' come&lt;i&gt; l'attente&lt;/i&gt; anche se sappiamo che è difficile. Difficile come tornare a Salerno. Difficile come chiedersi dove sei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficile come insediarsi a Benevento alle due di notte e scoprire che saranno due giorni splendidi, di passeggiate e caffè corretti strega e pranzi autarchici e un &lt;i&gt;Morgana&lt;/i&gt; murato e una registrazione a portechiuse il giorno dopo. Skippando i 99Posse e ci mancherebbe. Membro ufficiale dei &lt;i&gt;99Pose&lt;/i&gt; e ci mancherebbe anche qui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdRUrb_2PI/AAAAAAAAAj8/Vip2J1c-280/s400/DSCF1328+copia.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evitare la pasta al pesto. Scappare via. Salutare la cassaspia che non funziona e le tue interviste da postconcerto che non stanno in cielo e in terra. Cameriere nazi che non ci offri i cicchetti, ti odio. Colonizzare un ostello. &lt;i&gt;Aprire una bottiglia di vino con uno spazzolino da denti.&lt;/i&gt; Sono pensieri che non riesci a trattenere. E' la stanchezza che comincia a prenderti e la mattina sei un po' segnato, un po' come svegliarsi a Rennes, un po' come andare a Berlino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdUtrHD6lI/AAAAAAAAAkM/WGu8KVzvGLc/s400/DSCF1343+copia.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdUt7YfRxI/AAAAAAAAAkU/KtSGixP45wU/s400/DSCF1373.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdUuf5GYrI/AAAAAAAAAkc/q5ovVBlIQt4/s400/DSCF1393.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi c'è la Sicilia ed è un mondo bellissimo di strade statali e di buio e di arancini e l'&lt;i&gt;Hotel La Fabbrica&lt;/i&gt; di Ragusa che adesso non c'è più ed è stato fantastico e non ci sono parole a descriverlo e basta leggere cosa hanno fatto a Sergio la settimana dopo per rabbuiarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è Palermo che allora partiamo un po' per la tangente e ci diamo comunque sotto e passeggiare per la Kalsa ha i suoi perché come i pranzi di pesce per la strada e la Palermo-Catania.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdWat-W6XI/AAAAAAAAAks/eYVPL0q8J2U/s400/DSCF1403.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Catania e la &lt;i&gt;Lomax &lt;/i&gt;e una degna chiusura e noi come Harry. &lt;b&gt;A pezzi.&lt;/b&gt; Dopo aver finito le parole a guardare il cielo dal terrazzino e vedere le stelle cadenti e vederne un sacco e dire &lt;i&gt;siamo a metà dicembre e qua sono quindici gradi.&lt;/i&gt; E pensare &lt;i&gt;dove sei? &lt;/i&gt;ma non dirlo a nessuno che tanto sarebbero parole lasciate per strade e nulla più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il limite fisico si raggiunge quando un cannolo per colazione crea scompensi per ore, quando ci facciamo tutta la Sarc al contrario in una botta sola e tra una cosa e l'altra tiriamo da Catania a Bologna e arriviamo alle quattro del mattino e ci siamo beccati anche la neve che l'ultimo giorno di tour ormai è una costante. Barberino come Immenstadt, come sempre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdXUXYm8lI/AAAAAAAAAk0/1B-lIu2w_aw/s400/DSCF1436.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora ci ricomponiamo, prendiamo un treno alle &lt;i&gt;seiezerodue&lt;/i&gt; del mattino. Così siamo a Padova alle &lt;i&gt;setteetrentatrè&lt;/i&gt;. Così alle &lt;i&gt;ottoezerouno&lt;/i&gt; prendiamo l'autobus e alle &lt;i&gt;noveemezzacirca&lt;/i&gt; siamo a casa. Nessuno piange a casa, nessuno ride.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E siamo di nuovo sulla giostra. Tanto per gradire. Che alla fine è vero, &lt;i&gt;life less serious&lt;/i&gt;. E &lt;i&gt;ciao nonna Maria&lt;/i&gt;. E &lt;i&gt;caro Gino&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdRUII3DyI/AAAAAAAAAjs/ggDqmUY1UPY/s400/DSCF1215.JPG" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;So please, please, please let me get what I want this time.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8514960131172247534?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8514960131172247534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8514960131172247534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8514960131172247534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8514960131172247534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/12/life-less-serious-diario-in-ritardo-di.html' title='Life less serious. Diario in ritardo di un tour sbilenco.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SzdRTgklrZI/AAAAAAAAAjk/ak11tL0mwjQ/s72-c/DSCF1198+copia.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2592806897247706501</id><published>2009-12-16T18:24:00.003+01:00</published><updated>2009-12-16T18:39:55.437+01:00</updated><title type='text'>Hotel La Fabbrica.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte le parole non pesano nulla, altre volte le parole pesano come macigni. Stiamo ancora metabolizzando, dobbiamo ancora scrivere di quello che è stato, pensiamo a noi cercando forme eleganti per rendere i concetti migliori. E intanto &lt;b&gt;La Fabbrica&lt;/b&gt;, un ex hotel dismesso nel pieno centro di Ragusa occupato due mesi fa dopo anni di abbandono, è stato sgomberato dalla polizia. Non importa avere idee politiche diverse, avere idee gestionali diverse, avere idee in testa diverse. Quel posto, dopo due mesi, era già diventato una piccola realtà. Quel posto, settimana scorsa, è stato teatro di uno dei più bei concerti di tutto il Border Radio Tour. Solidarietà, anche da qui, a &lt;i&gt;Sergio&lt;/i&gt; che era dentro, a &lt;i&gt;Carlo&lt;/i&gt;, a &lt;i&gt;Max&lt;/i&gt;, a tutti quelli che ci hanno fatto sentire a casa. Resterà quel portatabacco in pelle. Resterà il ricordo di un'isola felice che non c'è più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è il comunicato:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(34, 34, 34); font-family:'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Helvetica, Arial, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; line-height: 18px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Stamattina (15 dicembre), quasi dopo due mesi di occupazione, è stato sgomberato dalle forze del disordine lo Spazio Autogestito La Fabbrica di ragusa, dentro è stato trovato Sergio che è stato subito portato in questura. Ancora una volta le istituzioni dimostrano di non capire le esigenze della popolazione in un posto vuoto e grigio come la città di ragusa dove dietro la maschera del “famoso” barocco si trova una popolazione sempre chiusa in casa e dalla vita assolutamente monotona con figli che stanno sempre e solo fissi davanti allo schermo. Il collettivo stava cercando di ravvivare la situazione di degrato e monotonia del centro storico con iniziative costanti e continue di tipo ricreativo e culturale come concerti, presentazione di libri e giornali studenteschi, accoglienza alle associazioni prive di sete, assemblea sul diritto alla casa, corsi gratuiti e la settimana prossima sarebbe partita una mostra d’arte.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; line-height: 18px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Esprimiamo solidarietà a Sergio che è stato trovato dentro lo spazio.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; line-height: 18px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Fate girare la mail il più possibile, mettetela nei blog inoltratela fate sapere a tutti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2592806897247706501?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2592806897247706501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2592806897247706501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2592806897247706501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2592806897247706501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/12/hotel-la-fabbrica.html' title='Hotel La Fabbrica.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6845491569626703364</id><published>2009-12-16T10:14:00.002+01:00</published><updated>2009-12-16T11:09:13.719+01:00</updated><title type='text'>Psycho killer.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo tornati, hai visto? Siamo tornati e ci vuole un po' di tempo a metabolizzare e a scrivere per rendere di altri una cosa che è profondamente nostra. Per questo genere di cose, il tempo non è un problema. Per questo genere di cose, anche un punto sarebbe una conquista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo tornati e ogni volta sono delle montagne russe. A quei tempi di questi tempi sanguinavo e ansimavo e avevo sbagliato tutto. Sai, i tempi i modi le uscite di scena. Quel genere di cose in cui non ne sono mai venuto fuori in maniera decorosa. &lt;i&gt;Quel genere di cose in cui poi si finisce che è sempre colpa mia.&lt;/i&gt; E col senno del poi abbiamo riempito lo stretto di Messina e abbiamo realizzato che è vero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domandiamoci perché esplodono tutte queste bombe e perché crollano i muri di camera nostra, perché non possiamo lanciare dischi fuori dai finestrini senza risultare sgarbati e perché non possiamo essere semplicemente liberi. Perché siamo succubi di sovrastrutture di ansie di male in polvere. &lt;i&gt;Chiedi alla polvere.&lt;/i&gt; Ma magari nemmeno lei si degnerà di risponderci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tormenterò il tuo cervello con il mio essere stronzo, ovunque sarai. Ti sarò vicino con il mio cuore, ovunque sarai. Tornerò ad essere più cangiante di quello che mi sento adesso, quando &lt;i&gt;salderemo il conto che c'è da pagare&lt;/i&gt;, quando saremo ricchi e ci leveremo dai coglioni, quando saremo forti e niente ci fermerà, quando saremo meno scurrili e ancora più ripuliti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Indosseremo una camicia nuova, di quelle un po' larghe ma non troppo, sistemeremo il colletto in modo che non sporga da una parte, abbandoneremo la valigia in un valico sull'Appennino con tutti i panni sporchi e tutte le azioni sbagliate. Prenderemo biglietti d'aereo e andremo via. Andremo lontano fino a che si dimenticheranno. Di com'ero, di come sono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;O magari hai ragione tu, Claude, che non ci vediamo da una vita intera, che i muri cambiano di vernice ma resistono, e resistono solo quelli. Ma poi non ne sei sicuro nemmeno tu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora mi prenderò il tempo che mi serve, attaccherò ai fianchi. Puntellerò le pareti della nostra stanza, con le mani bianche di calcinacci e &lt;i&gt;la polvere che secca la gola fino a non poter respirare&lt;/i&gt;. A costo che resti solo la mia sagoma, nel muro. Poi vienimi a dire che sono uno stronzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il resto arriverà quando ci siederemo qui con un bicchiere di aglianico e quattro o cinque sigarette di drum bianco e la testa sgombra. &lt;i&gt;Continuiamo a ripulirci, cosa credi?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6845491569626703364?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6845491569626703364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6845491569626703364' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6845491569626703364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6845491569626703364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/12/psycho-killer.html' title='Psycho killer.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2298732466652066189</id><published>2009-11-23T09:33:00.003+01:00</published><updated>2009-11-23T11:17:54.917+01:00</updated><title type='text'>Hai visto che siamo bellissimi?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una freccia d'argento da Roma a Padova costa sessantasei euro. E in tre ore sono a casa. Sarebbe una soluzione. Una soluzione contro le prime rughe, se mai me ne potesse fregare qualcosa, non c'è. Non nascondiamoci. Non nascondiamole. Incastriamo le mani. Gli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Funerali laici per i preti laici e libertà di parola per gli stolti. Mail ufficiose per documenti ufficiali. Paul McCartney che passeggia ventitrè anni dopo per le stesse strisce pedonali della stessa strada londinese ma la targa diversa del maggiolone parcheggiato a sinistra racchiude plurimi significati. Padova è stata questa. Mentre saltiamo su un regionale incerottati e claudicanti, che ci è scivolato il senso dell'equilibrio e del senno a giocare a calcetto la domenica mattina. Come uno stuntman mancato. Dovremmo farlo a quarantanni. Mentre ci diciamo che stiamo invecchiando e stiamo perdendo colpi &lt;i&gt;ma tu no che sei gggiovane.&lt;/i&gt; E non è nemmeno colpa della gioventù bruciata. Che c'è stata un'ottima generazione di trentenni diventati autistici, di quarantenni diventati autistici. Dei cinquantenni e dei settantenni s'è già parlato troppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non è nemmeno colpa di Hugo Race che ha suonato solo nel primo disco di Nick Cave e le chitarre riverberate sono di Blixa Bargeld. E' solo una questione di vivere i momenti, di chiudersi ore e ore in salaprove imprecando contro una drummachine e contro le pizzerie chiuse per lutto. &lt;i&gt;Che se lo zio Toni fosse morto davvero, sarebbe stata la fine della pizza per come la si conosceva a Bologna.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A correre dietro a catene di suoni e di non-accenti e testate ai muri e sigarette fumate in quattro tiri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi dici che non scrivo e hai ragione. Mi dici che non scrivo e mi dispiace. Mi dici che non scrivo e allora mi tiro avanti scrivendo in treno che le ferrovie non mi renderanno mai indietro le infinite ore lasciate a guardare fuori dal finestrino. Ad immaginare vite alternative e fortune alterne. Felicità a momenti, frighi pieni, sintetizzatori regalati. Cercando un filo conduttore che ogni tanto manca e si perde nella nebbia padana. Cercando un filo conduttore a frasi come &lt;i&gt;amore mio la mia anima rispekkia &lt;/i&gt;che chissà cosa vuole dire. &lt;i&gt;Tu e il tuo amore trenta chilometri dal confine italiano più vicino, grazie.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Organizziamoci le risposte pronte seduti a tavola, così sembriamo una famiglia omogenea e bellissima da mulinobianco. Non è colpa mia, siamo fastidiosi con la gente di merda. Siamo espansivi con gli amici. Siamo silenziosi con i conoscenti. Siamo tremendamente fascisti con chi pensa a Maldini come personaggio storico, con chi va a L'ondhon in vacanza, con chi crede la De Filippi una mecenate della musica, con chi dice che Moccia è il portavoce di una generazione. &lt;i&gt;Generazione di teste di cazzo&lt;/i&gt;, io mi dissocio e mi guardo &lt;i&gt;Funeral Party&lt;/i&gt; e se mi cercate sono nudo sul tetto di casa. Non so, magari anche fatto di LSD. &lt;i&gt;Generazione di teste di cazzo&lt;/i&gt;, che ti ricordi, non ci credevamo quando abbiamo scoperto che l'esergo dell'ultimo libro di Moccia è una canzone di Ramazzotti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Organizziamoci una settimana simpatica che non preveda cambi di regione coincidenze mancate pensiline di autobus &lt;i&gt;treni di panna&lt;/i&gt;. Ci vediamo nel duemilaedieci allora, quando questi cazzo di anni zero saranno finiti e porteremo in giro il loro spettro o la loro evoluzione. Come dei testimoni. &lt;b&gt;Per chi ne è uscito vivo e per chi ci è rimasto sotto.&lt;/b&gt; La valigia come emanazione del mio corpo, strumento del mio braccio. La tangenziale di Bologna che sfreccia sotto, &lt;i&gt;Laurie Anderson&lt;/i&gt; nell'iPod, le telefonate della ragazza seduta di fianco con l'&lt;i&gt;Amleto&lt;/i&gt; di Shakespeare in mano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Restiamo solo noi. Hai visto che cielo c'era l'altra sera, la foschia e i colori sgranati? Il fumo della sigaretta e quattro parole appena accennate? Hai visto che riusciamo a ridere? Hai visto che siamo bellissimi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E lo sai anche tu, che è molto più facile fissare i pensieri tristi. Che le cose belle le conserviamo con cura e ce le passiamo con gli occhi. Cosa vuoi scrivere delle nostre discussioni semiserie? Cosa vuoi scrivere delle nostre giornate? Cosa vuoi scrivere dei miei cambi di status da incazzato nero a incazzato nero ma con il sorriso?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed è sempre così, a costo di sembrare grigioni. La cena Riccardi-Davinelli-Sommacal-Boscolo. I conchiglioni ripieni e gli anolini la prossima volta. La bottiglia di morellino che abbiamo comperato assaltando la coop. La sonorizzazione al Leoncavallo che è andata bene e il concerto rock a Cuneo che è andato uguale. Come si descrivono?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' troppo difficile parlare dei nostri sorrisi. Meglio il credito residuo del telefonino quando ho voglia di sentirti e la voce metallica della Vodafone mi dice che me lo posso scordare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;E cosa racconteremo, ai figli che non avremo, di questi cazzo di anni zero.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2298732466652066189?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2298732466652066189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2298732466652066189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2298732466652066189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2298732466652066189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/11/hai-visto-che-siamo-bellissimi.html' title='Hai visto che siamo bellissimi?'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-9062814793817217546</id><published>2009-11-02T10:22:00.003+01:00</published><updated>2009-11-02T11:49:44.715+01:00</updated><title type='text'>Il periodo viola degli accendini.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lasciamo Padova ai preti laici e al loro cinismo e alle loro oratorie da situazioncine parastatali, che sono sempre le stesse dal millenovecentonovantaquattro. Che stiamo male lo sappiamo già, ma piangerci troppo addosso lascia strascichi di vittimismo, deplorevoli. Le candele che bruciano d'acqua, gli occhiali con tre lenti, una risata contagiosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lasciamo Padova a Padova e &lt;i&gt;le nostre prime seconde volte&lt;/i&gt;, a Bologna. Lasciamo il sole che acceca lo schermo del cellulare e sbaglio i numeri di telefono e il mio &lt;i&gt;ciao come va mi sa che ho sbagliato numero &lt;/i&gt;lo so ma faceva davvero schifo. Le settimane lunghe tra treni e autobus urbani e autobus extraurbani e navicelle spaziali. Il nostro dopolavoro ferroviario fatto di caffè dai cinesi, di pizze in salaprove e di pizze in salaconcerti. Bologna e il &lt;i&gt;Locomotiv&lt;/i&gt; e un soundcheck lungo secoli. Bologna è l'ennesima volta ma questa volta ci sentiamo un po' più nudi e conta poco la sciarpa e le luci sparate in faccia e la drum machine ancora troppo ostile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La batteria sembra un po' più grande il palco sembra un po' più piccolo tu sembri un po' più tu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma questa volta ci sono gli occhi per vedere, c'è la presunta tranquillità di metabolizzare i momenti data da quei trenta concerti in più sulle mie spalle piegate, di realizzare le cose quando accadono, come gli abbracci in giro per l'Europa come le piazze immense.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;Amami, vienimi a cercare. Prendimi, stringimi fino a che mi fai un po' male.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come il brivido freddo di sedersi su quello sgabellino che è sempre più comodo e guardare avanti e sentire le urla sincronizzate con quello che siamo. Guardare avanti e sentire che quello che sentiamo noi, è condiviso, soprattutto a Bologna. Chi cerca, trova. &lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;Ca y est.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che mi dici che a te non piace così tanto, &lt;i&gt;che le paure non han fissa dimora, &lt;/i&gt;che &lt;i&gt;le vostre svolte son sogni di gloria&lt;/i&gt;, ma in fin dei conti è il posto migliore, per così tanti motivi che poi non ce li siamo nemmeno detti tutti, ma ci abbiamo fumato su un po' troppe sigarette. Le mie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il camerino era murato e quanto è stato divertente lo sappiamo solo noi. Vortici di presentazioni e di nomi dimenticati e di posti di blocco ipotetici e di autogrill notturni. Continuando ad essere bravi, che non è così male aprire gli occhi senza sentirseli grattare, e anche se non ci sei &lt;i&gt;aspettami che arrivo pazienta dieci minuti un quarto d'ora al massimo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che magari verrà male, ma magari è il momento che nemmeno io so cos'è, ma passerà. Deve passare. Mi deve, ci deve, passare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così magari a Bologna ci torniamo, magari solo per presenziare, per le aste della batteria che sono ancora dietro il palco del Locomotiv, per una festa che saluta un'epoca che ho conosciuto troppo tardi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto passa come il mio periodo viola degli accendini. Che adesso siamo al periodo blu ma è meno intransigente. Che ce n'è stato uno bianco, in mezzo, velocissimo, fulmineo. E' bello essere intransigenti lo sai, non dare spazio a niente tranne che alla propria verità. Portata su un palmo di mano per sentirsi più stabili sui propri piedistalli di legno. Per non avere nemmeno l'impressione di cadere. Come fanno molti, come fanno troppi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se in una discussione ho torto, forse potrei darmi anche ragione. Se in una discussione hai torto, la ragione te la sogni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;&lt;b&gt;Mi chiedo come fai a non cadere mai, l'avvenire è andato ma i sogni del passato sono ancora tutti qua.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra miccette e chitarre che non vanno. Cercando bottiglie di vino rosso che tu mi dici che è molto più bello dire di che vino si tratta, ma noi cercavamo semplicemente quello che faceva più gradi. Quattordici, per l'esattezza. Vi abbraccio, pisani, pensando a casa, pensando a quando era il tuo gruppo preferito, pensando all'innocenza di quei giorni che poi secondo me chissà se era davvero così. Pensando alle cene di pesce, alla montagnola e alla maglietta dei Motorhead. Come ad Eindhoven che la canzone prima di salire sul palco del &lt;i&gt;TAC&lt;/i&gt; era &lt;i&gt;Aces of Spades.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto era come ce lo si aspettava. Anzi no, non fingiamo, è stato un delirio di proporzioni atomiche. Sgattaiolare di appartamento in appartamento bevendo vodkalemon e declinando qualsiasi altra cosa. Con gli assoli di chitarra quando si apre il frigo. Con mi fa davvero piacere trovarti qua beviamo qualcosa. Con gli uccelli proiettati sul muro e l'incenso nel cortile. E tutti vestiti di nero. Prima ci facciamo seimila foto e cinquemilanovecentonovantotto vengono malissimo poi mi distraggo e mi versi una candela sul braccio per una ceretta fai da te. Poi ti distrai e i miei jeans si bevono anche loro un vodkalemon. E la ceretta tocca anche a te. E io ho la faccia gonfia. E voi avete le vostre lingue infilate una nella bocca dell'altra, ragazze mie. Cosa di tutto rispetto, figuratevi. E qualcuno ha la testa infilata in qualche pentola. Mi ringrazierai offrendomi il caffè, un giorno lontano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;&lt;b&gt;Alle donne agli uomini ai froci, vi amo vi adoro e ricopro di baci.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; Però andateci piano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però a casa andiamoci ancora più piano che i saluti sono infiniti e noi stiamo benissimo ma siamo quasi sicuri che l'ordine costituito ha dei parametri diversi per valutare la nostra gioia di vivere, in caso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come una sessioncina molto postpunk. Come sforzarsi di non raccontarti com'è il film. Che nessun piccione è stato ucciso, anche se non stanno simpatici a tutti, i piccioni. &lt;i&gt;Topi con le ali.&lt;/i&gt; Lo diceva anche Sepùlveda, ma forse parlava direttamente di pipistrelli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Twentyfour hour party people.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricorderemo tutto, ricorderemo il rumore dei tacchi sotto i portici, l'odore di erba della casa vicina, le tue parole che anche se non credo agli oroscopi credo a chi vive e osserva e pensa. Te che mi vieni a salvare ma io sono già salvo e allora parliamo del più e del meno fino a quando ci scaraventano a terra e contro la lambretta parcheggiata in cucina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricorderemo dei posti che chiameremo casa. Vedrai, poi nello specifico sarà una casa bellissima. Con un giradischi nuovo, con le foto di tutti i posti in cui siamo stati, con le fragole attaccate ai muri, un letto grande, un frigo ancora più grande, una lavatrice con dentro un acquario e un tappeto a dare un tono all'ambiente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-9062814793817217546?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/9062814793817217546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=9062814793817217546' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/9062814793817217546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/9062814793817217546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/11/il-periodo-viola-degli-accendini.html' title='Il periodo viola degli accendini.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-589502978191392264</id><published>2009-10-14T08:13:00.002+01:00</published><updated>2009-10-14T09:24:43.876+01:00</updated><title type='text'>La paura secolare degli aghi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Un'estate fa non c'eri che tu.&lt;/i&gt; Adesso chi c'è non lo sa nessuno. Ottobre ci ha sorpreso con i suoi mille gradi di meno. Ci hanno abituato troppo bene e adesso la staticità dei tempi e dei modi e dove guardiamo che tanto non c'è nulla da guardare. Da sentire. Perdiamoci nei deliri urbani, nei deliri bigotti della &lt;i&gt;marca&lt;/i&gt;, nelle tangenziali e nei paesi dimenticati. Nei caffè. Nelle sigarette in macchina con la nuova religione di dischi interi nell'iPod. La giacca mi sta scomoda, come i lunedì e i martedì e i mercoledì. Come certi sabato calibrati male. &lt;i&gt;Ed eravamo partiti così bene.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E' tempo di ricucirsi i polsi&lt;/i&gt; mi dicevi mentre prendevamo milioni di vie a senso unico. Io ti dicevo di sì ma facevo molti pochi passi. Che tutto era perfetto così che non ci ferma neanche il &lt;i&gt;San Giorgio di Addis Abeba &lt;/i&gt;se mai fosse esistito se mai la storia fosse stata un'altra. C'era quel ponte e c'erano quei vecchietti e chissà che sigarette fumavo. Io ti dicevo di sì ma avresti dovuto sbattermi la faccia sgranata sui marciapiedi e sulle staccionate e sulla neve che ci era caduta addosso e dirmi &lt;i&gt;a me non mi freghi stronzo.&lt;/i&gt; Magari avrei capito e sarei andato oltre la striscia positiva di vittorie e di pareggi e di troppo poche sconfitte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma sai aspettare i massacri successivi e poi svegliarsi molto tempo dopo molte vite dopo. Prendere l'ago e il filo e il polso e le vene che le schiacciamo per vedere se tornano su più grosse, cominciare a cucire. Nonostante la paura secolare degli aghi. Non ci ferma nessuno nemmeno l'abitudine nemmeno il vento. I nostri lunghi periodi i nostri bei momenti le nostre colazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora perché restano le cicatrici sui polsi e un bel po' di sconfitte. Perché? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-589502978191392264?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/589502978191392264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=589502978191392264' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/589502978191392264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/589502978191392264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/10/la-paura-secolare-degli-aghi.html' title='La paura secolare degli aghi.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-962539469453574141</id><published>2009-10-10T10:09:00.002+01:00</published><updated>2009-10-10T11:25:31.881+01:00</updated><title type='text'>Ci prenderanno anche il mare.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torniamo puliti e non interessati, alla fine. Dopo costrizioni e costruzioni di stile e di cartelle e di biografie. Pianificando non solo strategie storte ma magari anche pezzi di vita da incasellare nei posti giusti. Per farli fruttare. Per farci sfruttare. Per essere una sostanza ottimamente supportata da una forma interessante, come le nostre mail epistolari come le nostre sciarpe grigie e il cielo grigio e l'iPod grigio che ha smesso ufficialmente il suo servizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avremo una casa bellissima piena di finestre e di tavolini bassi e di foto attaccate ai muri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avremo una casa bellissima con un giradischi e un sacco di vinili e un frigo sempre pieno di dolci. Così bella che il grigio non potrà entrare, che il cielo sarà sempre troppo azzurro perché è tutto un discorso di compensazione e ce lo deve. Per tutti quei momenti in cui ci guardavamo in giro e in giro c'era il nulla. I parcheggi anarchici le macchine chiuse con le chiavi dentro i vigili che dirigono il traffico che hanno causato loro. Al nostro secondo bicchiere di vino che cambiamo in corsa. Le strade di campagna dove andavamo a scopare, che hanno asfaltato come le nostre sensazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ci hanno davvero preso tutto ci prenderanno anche il mare.&lt;/i&gt; E saremo gonfi di vento e di tempesta o di pioggia fine e saremo persi. E allora dimmi cosa ci facciamo qua, ad aspettare che non ci resti niente, ad aspettare e &lt;i&gt;i pescatori non sono tornati&lt;/i&gt;. A farci male nel nome di cosa? Nel nome del padre? Nel nome del papi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E alla rinfusa i nostri vestiti migliori, la borsa col tabacco e il portafoglio e gli appunti ordinati e gli occhiali da sole. La confusione dei vostri ventanni così vicini e così lontani che io &lt;i&gt;quando avevo ventanni ero uno stronzo&lt;/i&gt; voi a ventanni &lt;i&gt;siete proprio dei pulcini.&lt;/i&gt; Che mi va di sputare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Qualcosa si è rotto dentro e tutti gli altri aspettano fuori. &lt;/i&gt;Quando sarà il tempo ricostruiremo il tempio e sacrificheremo la nostra bellezza. E pagherete il biglietto per vedere lo spettacolo. E costerà un botto, ma saprò creare l'attenzione, l'interesse, il desiderio, l'azione. E allora con quei soldi ci verrà la casa col giradischi le foto i dolci e i tavolini bassi. Ci attaccheremo alle finestre. Alle bottiglie di traminer. Alle ultime speranze. Al palco che adesso siamo in tre. Alle ultime unghie che mi sono rimaste. Se le cercate bene le potete trovare su eBay.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-962539469453574141?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/962539469453574141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=962539469453574141' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/962539469453574141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/962539469453574141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/10/ci-prenderanno-anche-il-mare.html' title='Ci prenderanno anche il mare.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3393213331186777646</id><published>2009-09-22T10:01:00.003+01:00</published><updated>2009-09-22T10:33:20.610+01:00</updated><title type='text'>Bentornato a casa.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' finita che siamo tornati a casa con un tempismo perfetto, perfetto come tutto è cominciato, un giovedì mattina estremamente recente. Te lo dicevo che mi mancava, te lo dicevo che si è sempre la stessa persona ma ogni tanto si sta meglio perchè si fanno delle cose che ti fanno stare meglio. Il solito giro infinito, le solite mete, che partono dal biglietto dell'autobus preso dal solito tabaccaio al solito autobus che fisicamente non sarà sempre quello ma è quell'entità &lt;i&gt;sottomarinapadovastazionefs&lt;/i&gt; che quando arriva non puoi non sorridere. E spegnere la sigaretta sotto la scarpa, anche se altri due tiri potevano tranquillamente venire fuori. Non puoi che lasciarti alle spalle quel bar quella pasticceria quell'albergo quel pizza express, e andare. Il solito treno che anche qui vale lo stesso discorso semiotico dell'entità. Risentirci perchè così esposto raffiorano cose, riaffiorano gli odori, riaffiora quel complesso di case prima di passare per Ferrara che ogni volta ti chiedi &lt;i&gt;e se nascevo qua le cose come sarebbero andate? &lt;/i&gt;Siamo altro, cerchiamo altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;Cercatevi il vostro odore eppoi ci saran fortune e buoni fulmini sulla strada.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La variabile dell'11, &lt;i&gt;barraA barraB barraC&lt;/i&gt; che sia, ma anche lì, è ritrovare le mandrie di topi che vagano nel verde tra la stazione centrale di Bologna e la Montagnola. Percorrere via Indipendenza arrivare alla piazza del Nettuno, vedere le torri sempre più storte, immaginare più che intravedere casa &lt;i&gt;Unhip&lt;/i&gt;. Così fino alla fine, così fino a San Lazzaro dentro una salaprove lasciata un po' a se stessa, a ritrovarci in tre che un po' ci sembra strano e un po' ci sembra esaltante. Allo stesso modo di vedere Noel Gallagher sul paginone di Rolling Stone che prima del concerto di Milano auspica una pausa, con gli Oasis. Il pranzo è servito, la cena è una crescentina fritta con patatina fritta con birra fritta. E i Massimo Volume all'Estragon. Che ci prende bene e ci prende male e Jim Carroll se n'è andato questa settimana e intuisci che un intero inverno di ventiquattro anni fa può morire con lui, nell'attimo in cui se ne prende coscienza, &lt;i&gt;voler esser lui nell'attimo in cui canta&lt;/i&gt;, e lui non c'è più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;Gioco al massacro.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E noi ci siamo meno, a telefonare che ci portino due pizze. Che siamo finiti ancora prima che il venerdì sera cominci, che non ci resta che aggrapparci al divano e guardarci un film e svegliarci presto il sabato mattina per girare una Bologna accaldata, per passare davanti alle vetrine e vedere che manchi, sentire che manchi. E ci rinchiudiamo nei mobiletti, nelle deviazioni semiotiche che evidentemente ci è preso bene perché di quel libro fotocopiato e martoriato ci ricordiamo molte cose, cosa che non è così scontata. E quante &lt;i&gt;c&lt;/i&gt; in questa frase.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre giri attorno alla tavola parlando a voce alta. Mentre torno ed è come se correndoti incontro scivolo e sbatto la testa sullo spigolo, della tavola, come quando avevo cinque anni. Non che ne abbia molti di più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si torna a casa, e lo sappiamo che i &lt;i&gt;bentornato a casa&lt;/i&gt;, sono molteplici.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3393213331186777646?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3393213331186777646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3393213331186777646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3393213331186777646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3393213331186777646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/09/bentornato-casa.html' title='Bentornato a casa.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6010353271418161244</id><published>2009-09-03T14:12:00.003+01:00</published><updated>2009-09-03T15:14:55.552+01:00</updated><title type='text'>Come quando fuori piove ma qui non piove mai.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Settembre, aspettando.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;&lt;b&gt;Septembre, en attendant.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;Settembre, le attese, le stanchezze, le pile da ricaricare. Provare a ricordarsi come si fa, provare a non annoiarsi, che non sarebbe giusto, che non sarebbe onesto nei confronti dei collassi, dei massacri, dei chilometri percorsi invece di dormire, delle nostre lingue che non si toccano mai, della sabbia tra i capelli di quando crollavamo mentre faceva buio. Avrei dovuto scrivere sui muri, quelle cose che ho dimenticato. Quelle cose di un luglio e di un agosto che sono scivolati lasciando qualche ammaccatura. Come quando abbiamo litigato con tutti, come quando siamo quasi scivolati per le scale di un castello medievale per i troppi cocahavana. Come quando ci sedevamo sulle panchine a guardare la laguna e le stelle riflesse e i nostri progetti di una vita migliore, per limitare gli attacchi di cuore che sarebbe già un'ottima cosa. &lt;i&gt;Come quando fuori piove ma qui non piove mai.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo sai mi mancano i treni, mi mancano tutte quelle &lt;i&gt;s&lt;/i&gt;&lt;i&gt;ovrastrutture&lt;/i&gt; che un po' santificavano quello che ero, il piccolo martirio del privilegiato, la grande incognita dello spiantato. Non so se sarà tutto così incantevole come l'inverno scorso, non so se sbattere i denti in un autogrill in mezzo al niente alle quattro di notte o alle quattro di mattina poco importa sarà altrettanto poetico, che inevitabilmente si cresce e forse sui muri avrei dovuto scrivere le cose da non ripetere. O ricordarmi qualche maglia in più. Ma questi sono i miei personalissimi &lt;i&gt;anni zero&lt;/i&gt;, cominciati un po' più tardi. Che finiranno impacchettati con i libri universitari, e saranno (presto) un po' di me che se ne va.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E i ritorni sono sempre un po' zoppicanti, con le parole o con le bacchette sostanzialmente è uguale. Ci vuole tempo, anche quando non c'è. Ci vuole estrema dedizione, anche quando non si è mai stati dei campioni in materia. Ma abbiamo sempre dato tutto, quello non serve scriverlo sui muri che settembre o gennaio o aprile non fa differenza. E se mai non abbiamo dato tutto, era palese, chiaro, semplice come un quattro quarti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Non è assolutamente una questione di arrangiamenti.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6010353271418161244?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6010353271418161244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6010353271418161244' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6010353271418161244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6010353271418161244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/09/come-quando-fuori-piove-ma-qui-non.html' title='Come quando fuori piove ma qui non piove mai.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6073522633640417482</id><published>2009-07-25T10:40:00.003+01:00</published><updated>2009-07-25T11:20:14.122+01:00</updated><title type='text'>E intanto gioco a tirare avanti.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' solo il caldo, e le troppe ore lontano da &lt;i&gt;qui&lt;/i&gt;. E' solo il caldo, come stavamo un anno fa. E io che ti guardo in foto e sorrido e sono onesto un po' di nostalgia mi viene. Tornerà settembre con i suoi tempi morti, con i suoi tempi moribondi. Allora ci annoieremo con il nostro bicchiere di birra in riva al mare, a goderci degli attimi che non torneranno più. Che tutto è già finito e torneremo al nostro lento sopravvivere. Bruciare il fiore dei nostri anni, annegando i piedi in dieci centimetri di mare. Pianifichiamo strategie che funzionano, ma fino ad un certo punto, passando di regione in regione di cuscino in cuscino di palco in palco di caffè in caffè.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passiamo in rassegna cosa ci resta, che una foto è molto più immediata di un pensiero su di un foglio sgualcito. Ma come bisognerebbe essere bravi con la macchina, così si dovrebbe esserlo con la penna. E' un turbine di &lt;i&gt;wannabe&lt;/i&gt;, mia cara, ne usciremo vivi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono i 41° gradi di Bologna, a scioglierci ed agitarci insieme. Sono le interviste radiofoniche telefoniche e i sospiri di &lt;b&gt;Villa Mazzacorati&lt;/b&gt;. Dove ci siamo lasciati prendere e ci siamo persi e quanto ne avevamo bisogno. Sono che tu ci sei e non ci sei al tempo stesso. E attendo tue notizie, dal fronte o da ovunque sei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E intanto gioco a tirare avanti.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SmraxJnXrzI/AAAAAAAAAi8/ifNA9GkV4V8/s400/mazzacorati.JPG" style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362338844267491122" /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#990000;"&gt;Just give me some candy, before I go.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6073522633640417482?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6073522633640417482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6073522633640417482' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6073522633640417482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6073522633640417482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/07/e-intanto-gioco-tirare-avanti.html' title='E intanto gioco a tirare avanti.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SmraxJnXrzI/AAAAAAAAAi8/ifNA9GkV4V8/s72-c/mazzacorati.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8267435228411533258</id><published>2009-06-22T10:34:00.003+01:00</published><updated>2009-06-22T10:51:48.657+01:00</updated><title type='text'>La miscela di caffè.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi arriveremo ad un punto in cui tutto passerà. Passeranno i tuoi occhi e i secretshow e le visite inaspettate che riempiono e svuotano e riempiono ancora tra le bancarelle e gli 11B e le miscele di caffè. Passeranno i concerti. Passerà il tempo che allontana il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Miami&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Circolo degli Artisti&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sesto Senso&lt;/span&gt;. Il braccialetto rosa che apre le porte di qualsiasi posto. Ti ricordi della nuova musica italiana? La musica importante &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;/span&gt;Milano? I baci e i miei occhietti spenti e il caldo e tu che mi dici che tra tre minuti dobbiamo cominciare e io ti dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;va bene ma almeno spostati da lì che piazzo le aste e i piatti.&lt;/span&gt; Il tuo cane con tre zampe, la mia scimmia con la sigaretta sempre accesa. Una collinetta che diventa una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;capannetta&lt;/span&gt; e la mia camicetta filogaypride.&lt;br /&gt;Sentire in lontananza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è un piacere essere qui oggeeee&lt;/span&gt; dal Pertini ci lascia, come dire, basiti. Per non dire sconvolti. Sconvolto almeno quanto il mio intermezzo delle tre antimeridiane in un non meglio imprecisato autogrill tra la Lombardia e l'Emilia alla disperata ricerca di un pacchetto di camel e di una brioche alla marmellata. &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Fear and loathing.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cambiano gli autogrill e le latitudini e Roma e il Circolo degli Artisti lo si aspettava da un po', come di perderci nei raccordi anulari interstellari e alla Magliana, che hanno ucciso l'ultimo dei capi poco tempo fa, e ora non è rimasto più nessuno. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che uno dei capi storici è sepolto con tutti gli onori in Vaticano.&lt;/span&gt; C'è il giardino e la piscina fuori del Circolo, e l'aria condizionata che sul palco non si sente per niente. E Uncinetto, quanto tempo è passato, che piacere è stato. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti vedo più adulto &lt;/span&gt;mi dici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ci mancherebbe&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dopo tutto quello che mi è successo se fossi il bambino di prima sarei decisamente ritardato&lt;/span&gt; ma arrossisco. In attesa che ci arrestassero che c'era pure Gheddafi, in giro, a Roma, magari non al Circolo, magari non al Link, a fare mattina. Ci dovevi essere quando al primo vero colpo della prima vera canzone si è spezzata una bacchetta e ho quasi abbattuto Marcello. Avresti sorriso, o avresti tirato fuori la lingua. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo so.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E il Sesto Senso, un giorno passeggeremo in via Petroni e ti dirò&lt;span style="font-style: italic;"&gt; sai qui una volta c'era un locale era bellissimo anche se si sentiva da culo alla fine è stato uno dei posti che ho frequentato di più quando sono arrivato a bologna ci ho visto egle la prima volta ho conosciuto matteino e un sacco di persone a cui adesso sono in qualche modo legato ci abbiamo suonato per santificarne la chiusura è stato surreale è stato strano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Strano come prendere in mano le bacchette della steeldrum davanti a un po' più gente rispetto che una salaprove. Strano come il timpano che danza con i miei mojito sul palchetto. Strano come tornare a casa, il giorno dopo, e lasciarsi tutto alle spalle, e ritrovarsi nei quaranta gradi di una Padova che appartiene ad altri. Che appartiene agli universitari. E sentirsi male mentre mi dici a memoria tutte le leggi i decreti legge le proposte di legge le leggi mancate e io che a malapena conosco le due su cui si basa l'esame. Poi però mi dici una delle due che conosco e allora capisco che ti stai autoconvincendo di saperne a pacchi. E in realtà non sai un cazzo, come tutti noi. Allora sto meglio. &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Allora venticinque.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ritaglio attimi di silenzio e di fumo di sigaretta, &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;passa il treno veloce la mandria resta a guardare, inutile aspettarsi una reazione che non c'è.&lt;/span&gt; Le verità sparate come le camel senza filtro e i sorrisi amari al limite delle lacrime. Che la cosa nasce e muore qua, nasce e muore così, perchè più attenzione significherebbe più interesse e significherebbe maggior coinvolgimento e significherebbe che non se ne esce vivi. Che a volte &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;lascio che le cose passino e mi sfiorino&lt;/span&gt;, anche se poi quell'impianto era troppo piccolo e si sentiva veramente male ed è stato un po' un peccato perchè Benvegnù è sempre Benvegnù.&lt;br /&gt;Basta un abbraccio, nella penombra, andare a &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;mangiare del pesce dove lo fanno bene&lt;/span&gt;, basta la consapevolezza che non ci prenderanno mai e se ci spareranno contro non ci uccideranno. Che anche con il pavimento pieno di sangue e i movimenti lenti e tirati, potremo guardarli e dire loro&lt;span style="font-style: italic;"&gt; sbiliguda venial con la supercazzola prematurata confesso come foss'antani con lo scappellamento a destra e costantinato ammaniti fifttyfifty per la fine come fosse mea culpa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Loro non capirebbero, in ogni caso. Ed è per questo, che ce ne andremo. Vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8267435228411533258?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8267435228411533258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8267435228411533258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8267435228411533258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8267435228411533258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/06/la-miscela-di-caffe.html' title='La miscela di caffè.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2100116826003438963</id><published>2009-06-01T10:30:00.005+01:00</published><updated>2009-06-01T14:04:05.729+01:00</updated><title type='text'>Don't remember who I am.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per essere più cattivo ho guardato un po' di foto vecchie trovate chissàddove e un po' di nuove, che non ci riguardano più. Che poi ho scoperto che le hanno guardate tutti, quelle nuove. E ho tirato fuori il cd del Teatro degli Orrori. Con il rischio di sembrare in qualche astrusa forma, come dire,&lt;span style="font-style: italic;"&gt; interessato&lt;/span&gt;. Invece le impressioni confondono e semplicemente mi scioglievo al sole, e mi ripetevo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a bologna è peggio a casa magari tira vento fai che non ti trovi fai che almeno stavolta...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fai invece che anche questa volta ti trovo e ti ascolto appena. Come un lento costante rumore di fondo come il lontano rimbombo di un pensiero scomodo. Fai che mi passi la mano tra le costole e fai finta di preoccuparti, ci sta. Fai che un peluche che prende il sole sia una cosa quantomeno insolita da sorriso sincero, ci sta. Fai che quando realizziamo di stare su continenti diversi poi è come buttarsi da una discesa leggera, che è tutto più facile, che l'equilibrio è stato trovato e non si cade più. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma non puoi chiamarmi col suo nome. Non puoi confondere, mischiare. No, cazzo. Io sono io, lui e lui.&lt;/span&gt; E ci passa molto più che un continente.&lt;br /&gt;Che poi alla fine non sono per nulla cattivo, ho solo voglia di mangiare, ma non ho appetito. Di avere tempo con gli Amycanbe in sottofondo. Il tempo che è rimasto proprietà di tutti gli orologi che ho fatto sparire da camera mia perchè non mi fanno dormire. Il tempo che dovrebbe essere quattro volte tanto per fare la metà delle cose che devo fare. Così avremmo più tempo di parlare della differenza che passa tra un cantante e un interprete. Così avremmo più tempo di leggerci le mani e gli occhi e di sventrarci nelle nostre partite serali di calcetto, sempre più squadra da dopolavoro con pretattica al bar, e caffè-sambuca-sigaretta.&lt;br /&gt;Che poi alla fine basta che ci arrabbiamo e chiudiamo gli occhi, che litighiamo mentre parliamo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;niente in particolare&lt;/span&gt;, che dio nello specifico è ebreo e suona la chitarra nei Monotonix, che così le settimane passano e non ne sentiamo troppo il peso. Che una volta&lt;span style="font-style: italic;"&gt; strattonavamo il mare&lt;/span&gt; e adesso il mare è arrabbiato e si è alleato col freddo, che sono dieci gradi di meno e si sentono tutti.&lt;br /&gt;Quando mi chiedi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;adesso hai meno freddo?&lt;/span&gt; Quando ti dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;me ne vado per un po'&lt;/span&gt; e il Nantes è retrocesso ed è un peccato perchè a Nantes mi ci sarei trasferito di corsa ma non andrei allo stadio a vedere una partita di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ligue2&lt;/span&gt;. Che ci sono già passato. Ed è come buttarsi giù per le scale. Che ci sono già passato, giù per le scale, con la valigia piena e tutto il resto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SiPPurjoeBI/AAAAAAAAAic/4y53DJJoFcs/s1600-h/scalaeindhoven.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SiPPurjoeBI/AAAAAAAAAic/4y53DJJoFcs/s400/scalaeindhoven.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342341983864649746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2100116826003438963?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2100116826003438963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2100116826003438963' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2100116826003438963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2100116826003438963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/06/dont-remember-who-i-am.html' title='Don&apos;t remember who I am.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SiPPurjoeBI/AAAAAAAAAic/4y53DJJoFcs/s72-c/scalaeindhoven.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-4564499800858762779</id><published>2009-05-21T18:11:00.000+01:00</published><updated>2009-05-21T18:12:22.859+01:00</updated><title type='text'>Alcuni dicono buonanotte la sera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi tutto d'un colpo ci si sblocca. E si torna alle sensazioni antiche, e ai crampi alle dita. Si passeggia per un lungomare che non è quello solito, ma è svariati chilometri più a sud. Che lo hanno intitolato a Berlinguer ma non lo sa nessuno. Allegando telefonate sempre peggiori e stati d'animo confusi, ai piedi che affondano nella sabbia e a tutto il vino che abbiamo bevuto. A controllarne la densità sul bicchiere e l'effetto nello stomaco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si sente che hai bevuto &lt;/span&gt;mi dici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;hai la voce un po' impastata &lt;/span&gt;mi dici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è colpa del vino &lt;/span&gt;ti dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ci vediamo presto &lt;/span&gt;mi dici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sì volentieri se sopravvivo a stanotte &lt;/span&gt;concludo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;...e gente che intanto passeggia per la mia camera e mi dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sta' tranquillo fai come se non ci fossi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Percorrevamo strade diritte baciate da un sole sempre più caldo, ma nella testa ci portavamo canzoni tipicamente invernali. Di quelle che appena attaccano già imprechi perchè ti ci voleva una maglia più grossa. Portavamo le metropolitane prese al volo e la neve agli angoli delle strade. Ho visto più neve quest'inverno che in tutta la mia vita. Portavamo il freddo e le scene di te che tiri fuori il tabacco le cartine i filtri ma ti tremano le mani e allora in qualche modo ti vengo in soccorso anche se tremo più di te, e che in altri mondi e in altri modi mi dicevi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu sei freddo&lt;/span&gt; ma non mi ricordo bene il posto e non mi ricordo bene il motivo. Mi ricordo solo che la parola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;altro&lt;/span&gt; si addice benissimo a quello che&lt;span style="font-style: italic;"&gt; sono&lt;/span&gt;. O portavamo l'alienazione di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu sei diverso &lt;/span&gt;detto a denti stretti e qua sì che mi ricordo il posto e il motivo e i poster attaccati ovunque.&lt;br /&gt;Poi tutto d'un colpo ci si sblocca. E le coincidenze ci vengono male, il cuore in gola e i vecchi libri che vengo a riprendermi sparsi un po' ovunque. Questa nuova malattia per farmi dormire meglio e scegliere per disperazione in un autogrill dimenticato-da-dio un Hornby&lt;span style="font-style: italic;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Nick, perchè ci sei caduto anche tu? Perchè anche tu come i Marlene Kuntz?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...che dice che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Shakespeare scriveva per soldi &lt;/span&gt;quando in realtà potrebbe dire che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hornby scrive per soldi e tu coglione gliene hai appena regalati un po'.&lt;/span&gt; Come se ne avessimo. Come quando il fantomatico professore di italiano ci diceva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;guardatevi dai professori che vengono a lezione solo per prendersi lo stipendio&lt;/span&gt; e magari non si rendeva conto davvero che un professore così ce lo avevamo davanti.&lt;br /&gt;Prepariamo le vie di fuga, che non si sa mai, e coloreremo il mondo di quel &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;rossiccio&lt;/span&gt; che una volta erano le citazioni. &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Tanto non arriva.&lt;/span&gt; Invece arriva eccome. Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;click&lt;/span&gt; sordo e ignaro della porta e i passi decisi in soggiorno.&lt;br /&gt;Mentre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no, non sono a casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sì, può essere, ti richiamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Vieni a portarmi una sigaretta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci va di litigare forse solo perchè se litighiamo vuol dire che c'è qualcosa che non va. E invece va tutto bene, e non ce lo aspettavamo e quindi siamo persino spaesati. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti rendi conto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Beat Cafè&lt;/span&gt; di Marina di San Salvo e la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Villa Franchin&lt;/span&gt; di Mestre, i nostri chilometri macinati fianco a fianco rendendo comune tutto anche &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;quello che non c'è&lt;/span&gt;. Stringendoci forte e volendovi un bene infinito e magari non ve l'ho mai detto ma adesso è quello che sento. Allora ti verrò a raccontare di quando passavamo per Ancona e dovevamo arrivare a Venezia e allora chiudevo gli occhi ed eravamo già a Cesena. Ti verrò a raccontare che ogni tanto certe cose andrebbero semplicemente skippate o velocizzate come l'oki sotto la lingua che così fa effetto prima e ci rende quantomeno presentabili.&lt;br /&gt;Non saprete mai quando l'oki mi finisce sotto la lingua.&lt;br /&gt;Non saprete mai quando ci siamo abbracciati ed era passato un po' di tempo dall'ultima volta. Non saprete mai cosa ho sentito.&lt;br /&gt;Forse tutto questo è perchè mi sono tagliato i capelli e sembro un dodicenne con le basette.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-4564499800858762779?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/4564499800858762779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=4564499800858762779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4564499800858762779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4564499800858762779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/05/alcuni-dicono-buonanotte-la-sera_21.html' title='Alcuni dicono buonanotte la sera'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5010238771114707872</id><published>2009-05-11T18:18:00.002+01:00</published><updated>2009-05-12T16:43:38.402+01:00</updated><title type='text'>L'altamarea ci porterà via, credimi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora diciamo che l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Handmade&lt;/span&gt; è stato più di quanto un giovane irrequieto rompicoglioni che suona la batteria poteva chiedere a un primo di maggio. Mi hanno chiesto di dire com'è andata, &lt;a href="http://www.italianembassy.it/?p=1374"&gt;qui&lt;/a&gt;, che almeno si capisce qualcosa. Così pensano, immagino.&lt;br /&gt;Poi diciamo che sabato i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blake/e/e/e&lt;/span&gt; sono capitati al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vibra&lt;/span&gt;, a Modena, che sono concerti che iniziano alle una della notte e autostrade chiuse, che sono piatti che si raffreddano e camerini allagati, che sono precisioni chirurgiche e improvvisazioni al limite della follia.&lt;br /&gt;Alla fine diciamo che tutto si può riassumere con un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grazie&lt;/span&gt; ad un ragazzo nato a Taranto svezzato a Livorno e trapiantato a Bologna. Lui e i battesimi di fuoco e le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trentatrèore&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci ho pensato tanto e ci ho pensato a fondo. Il più delle volte costringendomi a parlare a voce alta alla sigaretta che avevo come sesto dito. Perchè è difficile, è complesso, a tratti è irreale. E' come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; dovrebbe essere. E' difficile persino da pensare. Figurarsi da scrivere. Mi ero ripromesso di non ascoltarlo nemmeno, invece penso che davvero c&lt;span style="font-style: italic;"&gt;hissà quando guarirà questo cuore anoressico.&lt;/span&gt; Poi mi consolo che un per sempre non esiste e quindi non è poi così male, si è solo un pò più esposti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;L'altamarea ci porterà via, credimi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5010238771114707872?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5010238771114707872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5010238771114707872' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5010238771114707872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5010238771114707872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/05/laltamarea-ci-portera-via-credimi.html' title='L&apos;altamarea ci porterà via, credimi.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7182442112200765513</id><published>2009-04-28T19:29:00.003+01:00</published><updated>2009-04-28T20:03:06.623+01:00</updated><title type='text'>Poi le cose presero un'altra piega...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi le cose vengono fuori come questa primavera. Siamo totalmente fuori stagione, siamo sotto questa pioggia acida e l'ombrello chissà dove lo abbiamo lasciato. L'ombrello forse non lo abbiamo mai comprato, ma eravamo troppo distratti per farci davvero caso, eravamo troppo presi per pensare agli eventuali jeans inzuppati, alle converse che sarebbe ora di cambiare, o alle scarpette simileleganti che le troviamo con Marci nei negozietti imbucati di Bologna, quando stavamo già per arrenderci e per tornare a casa.&lt;br /&gt;Poi le cose vengono fuori come questa primavera e guardiamo il fiume ingrossarsi dall'argine, e ci chiediamo se resisteremo in piedi o se ci ritroveremo in qualche mare inquinato. Se andremo in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messico&lt;/span&gt; e lo troveremo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senza nuvole&lt;/span&gt;. Magari, di questi tempi è quasi meglio la Normandia, che sarà ancora schiaffeggiata dal vento e dal freddo, ma lì è normale e allora ci sembrerà un paradiso. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solo perchè è autentico, solo perchè è così che deve essere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Così poi ad un certo punto passerà tutto questo e sarà un caldo infernale, e ci lamenteremo anche di quello, che è arrivato troppo presto, che è arrivato troppo improvviso. E allora ci  guardiamo indietro e vediamo i segni che la primavera ha lasciato sulla giacca, il verde e il giallo che è rimasto. Che non va via con una scrollata, nemmeno con una scrollata di quelle decise, di quelle che poi le dita tremano un pò.&lt;br /&gt;Poi prenderemo in mano le bacchette, e non ci sarà nient'altro. Mentre il libro che cercavo in biblioteca è stato già dato a qualcuno, e altri sono già in coda per leggerlo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perchè ci arrivo sempre dopo?&lt;/span&gt; Allora semplicemente mi infilo in mezzo agli scaffali, senza fretta, senza quella solita irrequietezza, senza il peso di altri nomi, di altri significati. Ti vengo a cercare, e ti trovo.&lt;br /&gt;Domani in treno tirerò fuori un bel libro, dalla borsa. Anche se fuori continuerà questa primavera del cazzo.&lt;br /&gt;Buona visione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7Qn3tel9FWU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7Qn3tel9FWU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7182442112200765513?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7182442112200765513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7182442112200765513' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7182442112200765513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7182442112200765513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/04/poi-le-cose-presero-unaltra-piega.html' title='Poi le cose presero un&apos;altra piega...'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7074647806599290713</id><published>2009-04-15T15:24:00.003+01:00</published><updated>2009-04-15T16:10:27.452+01:00</updated><title type='text'>Dormito bene?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che poi se ci penso bene, una foto ce l'abbiamo anche. Che è venuta male, che è venuta mossa, ma ce l'abbiamo. E vengono male un sacco di cose, e allora ti dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;scappo&lt;/span&gt; e sono le cinque del mattino in un taxi e in cinque non riusciamo a pronunciare una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;esse&lt;/span&gt; senza biascicarla.&lt;br /&gt;E vengono male un sacco di cose, compreso questo male devastante di tonsille che sembrano bombe a mano. Portami ancora in quella barca tutta fighetta col mio bicchiere di franciacorta, a guardare steso sul ponte il sole e Venezia e i suoi sei milioni di turisti. Sistemandomi i rayban mi chiedi se sono abituato a lasciarmi la terraferma a distanza e ti rispondo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'ultima volta che mi sono steso in una nave era una cuccetta sfatta ad Amsterdam&lt;/span&gt; e adesso c'è più di qualcuno che mi saluta con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ciao mattia dormito bene?&lt;/span&gt; anche alle sette della sera.&lt;br /&gt;Portami ancora ma ti prego questa volta fai durare il tutto un pò meno. E fai durare il tramonto un pò di più, che è così riposante mentre annega nella laguna, &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;riposante&lt;/span&gt; magari come lo direbbe Fossati ne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Battito&lt;/span&gt;, una cosa così. E fai durare questo tempo e trasformalo e trasforma noi con lui, noi e le nostre passeggiate e i nostri puntini.&lt;br /&gt;E tra tutte le cose che vengono male, magari qualcosa no. Qualcosa resiste. &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Una parte del mondo... in aprile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa resiste, e resiste fondamentalmente perchè siamo bravi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7074647806599290713?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7074647806599290713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7074647806599290713' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7074647806599290713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7074647806599290713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/04/dormito-bene.html' title='Dormito bene?'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2884947068993018720</id><published>2009-04-08T11:28:00.004+01:00</published><updated>2009-04-08T11:48:59.588+01:00</updated><title type='text'>Altri nomi - Unwound, Padova</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I ritardi mostruosi e la voglia di scrivere.&lt;br /&gt;Che siamo tornati da cinque minuti e già stiamo montando gli strumenti sul palco dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Unwound&lt;/span&gt;. Padova, che era un pò casa mia. E c'è Egle, e il suo telefonino, e la sua chitarra da martire. E il resto siamo sempre noi che facciamo una cenetta tranquilla e le nostre discussioni serie che moltiplicano i grappini. E ci siete quasi tutti e mi riempite il cuore sotto la maglietta blu che si inzuppa ogni canzone di più. E le bacchette volano, e la tensione si spezza ma c'è che non è più marzo e marzo era il mese delle cose che non bisognavano di spiegazioni.  E aprile magari sì. Tutte queste &lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;/span&gt; a inizio periodo mi stanno stancando, terribilmente. Come tutti questi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;avverbi&lt;/span&gt; a fine frase, ovviamente.&lt;br /&gt;Lasciamo carte d'identità, lasciamo vinili, lasciamo dischi, lasciamo cose e persone.&lt;br /&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.unwound.it"&gt;Roberta&lt;/a&gt; grazie per la pazienza e quel cane che non ne voleva saperne di smettere di abbaiare. Mentre buttiamo a terra tutte le maschere del mondo e ce ne rimane sempre e comunque una appiccicata in faccia. Che ci viene male al pensiero che forse è proprio quella, l'originale. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'inizio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.italianembassy.it"&gt;Enver&lt;/a&gt; grazie per la foto che te lo dico qui, che l'ho messa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/Sdx--NRE5pI/AAAAAAAAAh0/ZEZrV1O-t3o/s1600-h/100_6597.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/Sdx--NRE5pI/AAAAAAAAAh0/ZEZrV1O-t3o/s400/100_6597.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322268466823358098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E perchè alcune canzoni dei Massimo Volume segnano dei passaggi così profondi, me lo chiedo spesso e volentieri. Anche con l'iPod volutamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;random&lt;/span&gt;. Anche con tutto il resto, necessariamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;random&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;avremo altri nomi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e altri modi per perderli di nuovo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;chiameremo nuovi numeri e avremo altri nomi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e altri modi per perderli di nuovo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;è venuto il momento di andare&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e di dimenticare ciò che era e ciò che è stato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ciò che era e ciò che è stato&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2884947068993018720?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2884947068993018720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2884947068993018720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2884947068993018720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2884947068993018720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/04/altri-nomi-unwound-padova.html' title='Altri nomi - Unwound, Padova'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/Sdx--NRE5pI/AAAAAAAAAh0/ZEZrV1O-t3o/s72-c/100_6597.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5512308482939776045</id><published>2009-04-02T15:21:00.039+01:00</published><updated>2009-04-03T08:37:36.780+01:00</updated><title type='text'>Il tour diary, l'altro.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMrtfUQTI/AAAAAAAAAgM/ZPpVYCBP3Yk/s1600-h/2009_01260048.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMrtfUQTI/AAAAAAAAAgM/ZPpVYCBP3Yk/s400/2009_01260048.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320102111148785970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non abbiamo troppe parole, che le abbiamo già spese su &lt;a href="http://www.rockit.it/concerto/788/blakeeee-europa-tour-report"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rockit&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Che ce lo hanno chiesto. E magari da soli ci siamo arrivati ad essere meno ingarbugliati, e scrivere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un po' &lt;/span&gt;con l'apostrofo e non &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un pò&lt;/span&gt; con l'accento. E le cose che non riusciamo a dire magari le sentiamo o magari semplicemente le abbiamo fotografate.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Chioggia, Padova, Bologna, Innsbruck, Vienna, Zilina, Haag, Brno, Dresda, Darmstadt, Amsterdam, Eindhoven, Parigi, Nantes, Rennes, Tilburg, Berlino, Immenstadt, Bologna, Chioggia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTKTaXE7KI/AAAAAAAAAd8/OR4k3KdDJVs/s1600-h/03_On+the+road+to+nowhere,+Vienna+verso+Zilina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTKTaXE7KI/AAAAAAAAAd8/OR4k3KdDJVs/s400/03_On+the+road+to+nowhere,+Vienna+verso+Zilina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320099494673837218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTM11X2QmI/AAAAAAAAAgU/OvYOw2mbNcI/s1600-h/2009_01260095.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTM11X2QmI/AAAAAAAAAgU/OvYOw2mbNcI/s400/2009_01260095.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320102285063635554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTKbISOhZI/AAAAAAAAAeE/Zs-u8R6SbgQ/s1600-h/04_Arrivata+tardi+al+concerto+%40+Stanica,+Zilina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTKbISOhZI/AAAAAAAAAeE/Zs-u8R6SbgQ/s400/04_Arrivata+tardi+al+concerto+%40+Stanica,+Zilina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320099627260609938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Litighi col TomTom, e realizzi che davvero, un via per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nowhere&lt;/span&gt;, esiste, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nowhere&lt;/span&gt; è in Repubblica Slovacca. E &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti proteggerò da questi hotel dalle insegne spente&lt;/span&gt;, ma ogni tanto vedrai che ci andrà bene, a fumare dalle finestre e a lanciare i mozziconi nelle vie che per noi non avranno mai un nome. A suonare a parlare a bere con delle persone che non avranno mai un nome. E non avranno mai un'età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTM_kNArUI/AAAAAAAAAgc/bj2eV1bSTyY/s1600-h/2009_01260132.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTM_kNArUI/AAAAAAAAAgc/bj2eV1bSTyY/s400/2009_01260132.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320102452253470018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Come quando ci sparano degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sbarchi in Normandia&lt;/span&gt; proiettati sulle nostre teste. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi non vediamo quello che siamo, ma quello che non abbiamo ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNJF84yOI/AAAAAAAAAgk/xB9iAqt0wN4/s1600-h/2009_01260157.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNJF84yOI/AAAAAAAAAgk/xB9iAqt0wN4/s400/2009_01260157.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320102615931472098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNTWOfSUI/AAAAAAAAAgs/rLHtt2n3lK4/s1600-h/2009_01260165.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNTWOfSUI/AAAAAAAAAgs/rLHtt2n3lK4/s400/2009_01260165.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320102792098957634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci diranno che è colpa dello &lt;span style="font-style: italic;"&gt;slivovitze&lt;/span&gt; e delle corone ceche. Di una città che è divertente e degli aftershow che durano fino a quando si vede un pò di luce entrare dalle finestre. Davvero gli anni ottanta cecoslovacchi hanno lasciato in eredità Samantha Fox, anche nel duemilaenove. Davvero a volte basta poco per sentirci un pò più leggeri e per ridere del nostro pavimento comodo. E i cuscini di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tatranky&lt;/span&gt;. E i tempi bui coccolati da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;PostPunk1978-84&lt;/span&gt;. E le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;marlborolightmorbide &lt;/span&gt;a due euro e sessanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNbEQiTDI/AAAAAAAAAg0/FqbyOagjCBs/s1600-h/2009_01260185.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNbEQiTDI/AAAAAAAAAg0/FqbyOagjCBs/s400/2009_01260185.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320102924714658866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTK1alZkeI/AAAAAAAAAec/kC4PzeTV4rc/s1600-h/09_Il+bel+tempo,+Dresda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTK1alZkeI/AAAAAAAAAec/kC4PzeTV4rc/s400/09_Il+bel+tempo,+Dresda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100078849462754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I nostri lunedì sera in Germania Est. Camminando per le vie di Dresda a cercare le macerie che non troviamo e di cui tanto ci hanno parlato. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E ti telefono, ti ricordi?&lt;/span&gt; E anche Bruno passeggia a casaccio e le nostre sigarette fatte col &lt;span style="font-style: italic;"&gt;van nelle&lt;/span&gt; che è una mattonata di tabacco ma è buono come pochi altri. Come te. Dresda resterà nelle mattine gelide che ci scattiamo delle foto oscene. Dresda resterà nelle pasticcerie spoglie e nelle loro tazze di caffè. Battere i denti sbattere i pugni. Battere i denti sbattere il cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTK8OZrmhI/AAAAAAAAAek/ooH9dnHrAXs/s1600-h/10_Blakeeee+%40+OetingerVilla,+Darmstadt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTK8OZrmhI/AAAAAAAAAek/ooH9dnHrAXs/s400/10_Blakeeee+%40+OetingerVilla,+Darmstadt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100195838171666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLCJc3mzI/AAAAAAAAAes/lCSK14_ccL4/s1600-h/12_Mattia+%40+OetingerVilla,+Darmstadt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLCJc3mzI/AAAAAAAAAes/lCSK14_ccL4/s400/12_Mattia+%40+OetingerVilla,+Darmstadt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100297588579122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLJiwOZFI/AAAAAAAAAe0/NTrukO0UoJk/s1600-h/13_Ci%C3%B2+che+resta+dell%27archetto+%40+OetingerVilla,+Darmstadt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLJiwOZFI/AAAAAAAAAe0/NTrukO0UoJk/s400/13_Ci%C3%B2+che+resta+dell%27archetto+%40+OetingerVilla,+Darmstadt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100424639734866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ci capitano le ville occupate. Ci capita che c'è un biliardo e gioco da solo, e la bianca imbuca tutte le palle e mi sembra strano. Che non è mai successo. Spezzi l'incantesimo appena prima della fine e l'ultima, la numero otto, non vuole entrare. Entra solo con dei tiri &lt;span style="font-style: italic;"&gt;random. &lt;/span&gt;Colonizziamo le ville occupate, che una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fujifilm&lt;/span&gt; ogni tanto ti scatta anche delle foto carine. E l'ultima sigaretta che ti lascio perchè dobbiamo fare i bis. E siamo sul palco e Bruno e Marcella la loro sigaretta ce l'hanno ancora tra le dita. E sorrido, e l'archetto distrutto. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che qui non è rockit, che qui il minuto di silenzio, lo si deve rispettare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLRfZ2-UI/AAAAAAAAAe8/64sbAVB0drI/s1600-h/14_Pesci+fotocopiati,+Darmstadt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLRfZ2-UI/AAAAAAAAAe8/64sbAVB0drI/s400/14_Pesci+fotocopiati,+Darmstadt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100561179572546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLYuImqiI/AAAAAAAAAfE/xfF3AnmtsR4/s1600-h/15_L%27orsetto+Bruno,+Darmstadt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLYuImqiI/AAAAAAAAAfE/xfF3AnmtsR4/s400/15_L%27orsetto+Bruno,+Darmstadt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100685392816674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pesce Iocca&lt;/span&gt; e l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;orso Bruno&lt;/span&gt;. Un iPod scarico. E le tastiere tedesche che perdonatemi le mail e i messaggi pieni di dieresi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLnTFBCSI/AAAAAAAAAfU/me1fcWI2iMc/s1600-h/17_Amsterdam.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLnTFBCSI/AAAAAAAAAfU/me1fcWI2iMc/s400/17_Amsterdam.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100935828048162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLheO-pDI/AAAAAAAAAfM/15onvbEiqww/s1600-h/16_La+MS+Stubnitz,+Amsterdam.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLheO-pDI/AAAAAAAAAfM/15onvbEiqww/s400/16_La+MS+Stubnitz,+Amsterdam.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320100835743409202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNkW1tHZI/AAAAAAAAAg8/8fMMWKEEjRc/s1600-h/2009_01260308.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNkW1tHZI/AAAAAAAAAg8/8fMMWKEEjRc/s400/2009_01260308.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320103084321217938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Amsterdam non l'abbiamo vista. Se non dal ponte di una nave. Che se vuoi puoi diventar parte dell'equipaggio, basta che tu sappia fare qualcosa di utile. Ma se ti capitano le cene a base di mango, scappiamo via insieme che magari ci ritroviamo a camminare per le vie di Rostock, o di Amburgo. O magari a San Pietroburgo, tra i suoi mille ponti. E tutti i gradi sotto lo zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLuOloyHI/AAAAAAAAAfc/eAl3_X54m1o/s1600-h/19_Chill+out+estremo,+Eindhoven.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTLuOloyHI/AAAAAAAAAfc/eAl3_X54m1o/s400/19_Chill+out+estremo,+Eindhoven.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320101054881777778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNq8X0FNI/AAAAAAAAAhE/P2mpNFVnF_w/s1600-h/2009_01260326.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTNq8X0FNI/AAAAAAAAAhE/P2mpNFVnF_w/s400/2009_01260326.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320103197475607762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I nostri modi estremi di rilassarci. E le viste simpatiche dagli appartamentini in concessione. Eindhoven era la città del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sig. Philips&lt;/span&gt; ed è la città della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Philips&lt;/span&gt;. Quando ci mancherà l'ispirazione a Torino, verremo qui a terminare il nostro romanzo post-industriale. Dove le biciclette investono le automobili, dove i pompieri vengono a dirti tranquilli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è solo un falso allarme&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Suonano gli allarmi dentro e fuori, e le sentiamo nella testa in ciabatte e cappotto col bavero alzato fuori dalla finestra che in casa non si può fumare. Che cominciamo a scricchiolare e ci facciamo male ed è un pò come leggere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dostoevskij&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTN7JnUjwI/AAAAAAAAAhU/Yu6APzZlY6A/s1600-h/2009_01260353.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTN7JnUjwI/AAAAAAAAAhU/Yu6APzZlY6A/s400/2009_01260353.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320103475908218626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTL-hBAm3I/AAAAAAAAAfs/aDdY5WQCEYg/s1600-h/21_Gente+di+Nantes+%40+SpoutnikBar,+Nantes.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTL-hBAm3I/AAAAAAAAAfs/aDdY5WQCEYg/s400/21_Gente+di+Nantes+%40+SpoutnikBar,+Nantes.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320101334706330482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;onomastica emiliana&lt;/span&gt; la troviamo a Ourcq. Torniamo a Parigi. Cerchiamo una lavatrice cerchiamo una presa per attaccarci e ricaricarci. Sono posti già visti ma visti così è un'altra cosa, anche tagliare Parigi a caso per arrivare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;da qualche parte&lt;/span&gt;. Anche camminare io e i miei pensieri per capire se davvero Parigi è una vacanza o è una parentesi. O è che ti prende male che sei fermo in Place de la Bastille o che passi la notte senza dormire. E in assenza di stampanti fotografiamo le mappe per i checkpoint con la digitale. E nell'altra mano un macaron au chocolat. E nell'altra mano una valigia. E nell'altra mano una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pall Mall blu&lt;/span&gt; solo perchè non abbiam voglia di rollare. E nell'altra mano un cellulare scarico. E nell'altra mano una stecca di cioccolato alla c&lt;span style="font-style: italic;"&gt;reme brulè&lt;/span&gt;. E nell'altra mano tutti i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cosamifai&lt;/span&gt; del caso. E ho finito le mani. Che ci stravolgiamo alle undici della mattina. E fortuna che la gente di Nantes è tranquilla, e calorosa. Che non ti fa pensare, ti fa ascoltare i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fugazi&lt;/span&gt; e fuma sigarette senza filtro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMHwkAUoI/AAAAAAAAAf0/KiH-vw0TggY/s1600-h/23_Blakeeee+%40+Cul+de+Sac,+Tilburg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMHwkAUoI/AAAAAAAAAf0/KiH-vw0TggY/s400/23_Blakeeee+%40+Cul+de+Sac,+Tilburg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320101493498466946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando tre fonici ne valgono mezzo. E la batteria non ci sta. E perdi una bacchetta e Bruno ti guarda e sogghigna e si gira subito sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nordelectro&lt;/span&gt; che se va fuori pure lui possiamo anche alzarci fare l'inchino e andare via. E odio il cocco quasi più del mango. Decisamente di più. E le telefonate non ci vengono bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTOFBYP17I/AAAAAAAAAhc/FXmV4ihndjU/s1600-h/2009_01260395.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTOFBYP17I/AAAAAAAAAhc/FXmV4ihndjU/s400/2009_01260395.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320103645496203186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMgHuf7zI/AAAAAAAAAgE/epe5b3Hx0og/s1600-h/24_Supamolly,+Berlino.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMgHuf7zI/AAAAAAAAAgE/epe5b3Hx0og/s400/24_Supamolly,+Berlino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320101912033357618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Berlino è un sogno. E sfuma le parole che tanto sono inadatte. Non è stata ripresa, Berlino. E' stata semplicemente vissuta finchè non ce n'è stato più. Finchè ti accorgi che più di così ti fa male e ci vuoi restare. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non sarebbe bello. Non sarebbe eroico&lt;/span&gt;, abusarne. Tu e tutte le cose che non mi dici e tutte le cose che ho capito guardando fuori del finestrone della camera. Che non si vedeva tanto, ma si vedeva il giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMYxcgM6I/AAAAAAAAAf8/3Ba21P09dk0/s1600-h/25_Maledetta+primavera,+Immenstadt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMYxcgM6I/AAAAAAAAAf8/3Ba21P09dk0/s400/25_Maledetta+primavera,+Immenstadt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320101785793213346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTOOrFi1lI/AAAAAAAAAhk/P747a8ydJQs/s1600-h/2009_01260407.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTOOrFi1lI/AAAAAAAAAhk/P747a8ydJQs/s400/2009_01260407.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320103811310868050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una rondine non fa primavera ma a Immenstadt probabilmente non sanno nemmeno cosa sia, una rondine. Non sanno cosa sia la primavera, se questa è la primavera. Metri di neve e un ponte strano dalla forma improbabile come le nostre conversazioni e un albergo con delle porte in vetro che non le vedi e ti ci schianti contro. Mentre imprechi che ci siamo svegliati dopo tre settimane. E spingiamo il Ducato sventrato verso l'infinito fatto di neve e di strade di montagna che pensi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;adesso sbuchiamo in russia.&lt;/span&gt; E invece sbuchiamo in Austria. E al primo autogrill italiano litighiamo con i primi mentecatti italiani. Per sentirci un pò più a casa. Per tornare ai messaggi gratis e alle telefonate senza l'euro in sovrappiù. Per dirti s&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ono sceso dalla giostra e mi stavo divertendo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il treno lo prendo sotto il sole e in realtà è quello delle undici e cinquantasei che parte con mezzora di ritardo ed esibisco il primo maglioncino di cotone sbucato fuori dalla valigia. Sulla via di casa. Che mio fratello lo hanno trovato a piangere sul mio letto, lui e i suoi sette anni. E che è la prima persona che abbraccio e sarà una delle ultime. Almeno con quel trasporto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E fa che il giorno si dimentichi di arrivare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;E fa che il giorno si dimentichi di arrivare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdULQ1ep0pI/AAAAAAAAAhs/3NeabEXaTYs/s1600-h/08_Il+pinguino+defunto,+Brno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdULQ1ep0pI/AAAAAAAAAhs/3NeabEXaTYs/s400/08_Il+pinguino+defunto,+Brno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320170918669570706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto abbiamo preso, quanto abbiamo perso, quanto abbiamo vissuto, quanto siamo morti. Non lo sapremo mai con precisione. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Resta un pinguino.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tu non sai di cosa sto parlando, ma è così che finirà, un giorno, improvvisamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5512308482939776045?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5512308482939776045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5512308482939776045' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5512308482939776045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5512308482939776045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/04/il-tour-diary-laltro.html' title='Il tour diary, l&apos;altro.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SdTMrtfUQTI/AAAAAAAAAgM/ZPpVYCBP3Yk/s72-c/2009_01260048.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5604354492714587043</id><published>2009-03-11T10:29:00.002+01:00</published><updated>2009-03-11T10:38:50.515+01:00</updated><title type='text'>Border Radio European Tour</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partiamo, e non è cosa da poco. Ci risentiamo tra un pò, intanto ci imbarchiamo in questo. Che non è poco, che non è male. Arrivederci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbeGd5Mo_XI/AAAAAAAAAdc/1_OADinFD6U/s1600-h/b3eeu.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 218px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbeGd5Mo_XI/AAAAAAAAAdc/1_OADinFD6U/s400/b3eeu.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311862133634956658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5604354492714587043?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5604354492714587043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5604354492714587043' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5604354492714587043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5604354492714587043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/03/border-radio-european-tour.html' title='Border Radio European Tour'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbeGd5Mo_XI/AAAAAAAAAdc/1_OADinFD6U/s72-c/b3eeu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7445872768576593818</id><published>2009-03-09T18:30:00.007+01:00</published><updated>2009-03-09T20:51:05.827+01:00</updated><title type='text'>Portami dove non bisogna parlare - Off, Modena / Ortosonico, Giussago (PV)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tante cose e poco tempo. Una valigia da preparare. Una valigia da riempire. Ma c'è sempre un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prima&lt;/span&gt;. Prima certe cose non le pensavamo nemmeno. Poi abbiamo cominciato a realizzarle dicendoci &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stiamo diventando grandi&lt;/span&gt;, nonostante tutto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima era mercoledì ed era l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Off&lt;/span&gt; di Modena sotto la pioggia e le cene convenzionate. Ricercando una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cultura davvero sottostante&lt;/span&gt;, o forse no. I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ministri&lt;/span&gt; hanno certificato il loro passaggio nel bagno del camerino, marchiando la porta di un pennarello indelebile. Poi sono arrivati i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Calibro35&lt;/span&gt;, ma ormai era tardi. Noi ci limitiamo a suonare, perdendoci nei visuals che ci vengono sparati dietro e nel corridoio dietro il palco. E negli abbracci di e col &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Piombo&lt;/span&gt;, e la sua lei, e in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;33secondi&lt;/span&gt; mi svuoto con &lt;a href="http://myspace.com/33ore"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;33ore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; perchè i mattoni pesano nello stomaco in maniera indicibile, mentre si esauriscono le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;camelmorbide&lt;/span&gt; e disquisiamo sul perchè sono le uniche sigarette ad avere un prezzo vago, mutevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbVoJYJVPaI/AAAAAAAAAdM/hCpzyC2-Sy4/s1600-h/2009_01050038.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbVoJYJVPaI/AAAAAAAAAdM/hCpzyC2-Sy4/s400/2009_01050038.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311265845863071138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le colazioni greche a casa Sommacal e l'orologio della cucina che è più fastidioso della pioggia. E ci ritroviamo a Chioggia a bere un bicchiere di bianco, a dirci &lt;span style="font-style: italic;"&gt;se me lo avessero detto sei mesi fa mi sarei messo a ridere&lt;/span&gt;, per motivi tutti nostri.&lt;br /&gt;Egle suona al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Big Fish&lt;/span&gt; giovedì, ragioniamo in piastrelle e facciamo tardissimo guardando il mare dal poggiolo ed è una gara a chi lancia più distante i mozziconi di sigaretta, e il romanticismo musicale è un qualcosa che non ci appartiene, anche qui per motivi tutti nostri. Che ci viene da ridere a sogghignare a vicenda &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io non invidio la tua età nonostante tutto ma ne riparliamo tra vent'anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si passa alle cose strane come il pranzo a casa, quella p&lt;span style="font-style: italic;"&gt;asta veloce che poi dobbiam tornare a bologna&lt;/span&gt; che invece diventa un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;antipasto-primo-secondo-contorno-dolce-caffè&lt;/span&gt; che quando saliamo in macchina siamo costretti a farci un'altra sigaretta, motore spento e finestrini abbassati, sotto il portone.&lt;br /&gt;Sabato prendiamo il sole ma non lo rivendiamo e ce lo teniamo stretto mentre andiamo a Pavia all'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ortosonico&lt;/span&gt;, che è una cascina spersa nella campagna e il backline è una batteria jazz microscopica. Come quella di mio fratello. Togliendo la risonante della cassa non per essere punk ad ogni costo, ma solo per farmi sentire. Sabato arriva la Franci che non ci vedevamo da sette anni quando si era bambini o giù di lì e si condividevano le passeggiate in montagna e i canederli e i gelati mostruosi del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Martagon&lt;/span&gt;. E il passato lo lasciamo indietro apparte qualche cenno sparso, concentriamo l'attenzione al presente, che mi viene da stropicciare gli occhi mentre ti vedo tra il pubblico e stoppo il pedale che decide di farsi un giro proprio mentre sto suonando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbVwgCKqqHI/AAAAAAAAAdU/breFY9r4468/s1600-h/2009_01050075.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbVwgCKqqHI/AAAAAAAAAdU/breFY9r4468/s400/2009_01050075.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311275031193102450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E siamo a casa che fa quasi giorno, e mi sveglio presto e non mangio per essere a casa in tempi brevissimi. Ritrovandomi ad aspettare un treno che non arriva mai per tre ore alla stazione deserta di Rovigo, perdendomi con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Matilde e i suoi tre padri &lt;/span&gt;e in infiniti monologhi contro la divinità attualmente in carica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Se lo ricordava come fosse ieri. Lei s'era rifiutata di sorridere per non mostrare l'apparecchio ai denti e, al momento dello scatto, aveva girato lo sguardo verso di lui. Il braccio di Pippo intorno al collo, suo padre teneva gli occhi socchiusi. Una goccia di sudore gli colava lungo la tempia, e aveva un'espressione beata dipinta sul volto. Sembrava felice. Invece era solo fatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Che Chioggia al mio arrivo sfatto è immersa in un buio pesante come certi silenzi. Quelli che ci facciamo in quattro per limitarli. Per accenderli. Che non è come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;incendiare le farfalle meccaniche&lt;/span&gt;, ma poco ci manca.&lt;br /&gt;Che non è come dirvi addio, ma un pò è stato così, anche se il passato è volato, e non vediamo perchè non debba essere così anche il futuro.&lt;br /&gt;Domani si riparte, per una trasferta un pò più lunga del solito.&lt;br /&gt;E' davvero strano vivere cose che solitamente ti arrischiavi persino a sognare. Che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;erano &lt;/span&gt;troppo. Che ora &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sono&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portami dove non bisogna parlare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7445872768576593818?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7445872768576593818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7445872768576593818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7445872768576593818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7445872768576593818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/03/portami-dove-non-bisogna-parlare-off.html' title='Portami dove non bisogna parlare - Off, Modena / Ortosonico, Giussago (PV)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SbVoJYJVPaI/AAAAAAAAAdM/hCpzyC2-Sy4/s72-c/2009_01050038.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7572221174446120972</id><published>2009-02-24T09:57:00.003+01:00</published><updated>2009-02-24T13:43:41.444+01:00</updated><title type='text'>Una storia un pò così - Gratis Club, Senigallia (AN)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meglio scriverti, prima di dimenticarti. Meglio dirti di come sono andate le cose. Che poi tutto va a mischiarsi in qualcosa di indefinito, che poi tutto diventa indistinto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;come quando fuori piove. &lt;/span&gt;Ma non piove, allora &lt;span style="font-style: italic;"&gt;come quando siamo distanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Senigallia non è dietro l'angolo e questa non è esattamente una scampagnata e non sembra vero nemmeno a me quando ti dico che siamo carichi e stanchi allo stesso tempo. Ma è vero. Ma è vero come è stato tutto meccanico, ma è vero come la telefonata delle undici che mi fai t&lt;span style="font-style: italic;"&gt;i disturbo? hai da fare?&lt;/span&gt; e io &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no figurati tranquilla tra dieci minuti dovrei salire sul palco ma tranquilla.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dimmi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Senigallia e mi pare di stare a casa solo perchè il vento ci scompiglia i capelli, ma non ci ruba le parole, semplicemente perchè non ne abbiamo. Che sembriamo dei giapponesi, e battiamo i denti e ci abbracciamo perchè fa davvero &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un freddo fottuto&lt;/span&gt; (cit.).&lt;br /&gt;Poi siamo saliti sul palco, ci siamo seduti, abbiamo suonato, ci siamo alzati, abbiamo ringraziato, siamo scesi dal palco.&lt;br /&gt;Poi sul ritorno troviamo la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cioccolata alla creme brulè&lt;/span&gt;, quella di quella volta, che sembrano passate quindici vite e invece era solo ottobre. Così ci ripensiamo, in silenzio, accendendo una sigaretta e soffiando il fumo al di là del finestrino abbassato.&lt;br /&gt;Il resto, il vino bianco, Hugo Race, i cocarhum, il party indiano, il divanoletto, è una concatenazione di fatti accaduti in qualche ordine e in qualche luogo. Come quando bombardano i soffitti delle chiese o quando ti dovrei dire una cosa ma so che ci sarebbero dei punti oscuri dimenticati annacquati e quindi verrebbe fuori una storia un pò così.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ciao caro ma che hai combinato?&lt;/span&gt; mi dice Chiara baciandomi la guancia quando entro a casa sua e si vede che sto ancora dormendo dopo un riposo notturno durato quattro ore scarse&lt;span style="font-style: italic;"&gt; niente chiara diciamo che ieri sera ci siamo andati giù davvero pesanti&lt;/span&gt; dico io e a volte quando Egle non dice nulla è come se avesse detto molte cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e ogni numero era occupato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e ogni numero era sbagliato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7572221174446120972?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7572221174446120972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7572221174446120972' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7572221174446120972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7572221174446120972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/02/un-storia-un-po-cosi-gratis-senigallia.html' title='Una storia un pò così - Gratis Club, Senigallia (AN)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3785108060593218404</id><published>2009-02-16T18:19:00.003+01:00</published><updated>2009-02-16T20:19:52.752+01:00</updated><title type='text'>Le dogane e gli inverni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi sono tornati il sole e i pomeriggi azzurri, dopo un sacco di mesi di troppa notte. E allora magari ci prende bene metterci fuori una mezzoretta a guardare il mare dal balcone. I tempi sono bui ma come ci siamo detti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;i tempi saranno anche messi così ma insieme è tutta un'altra cosa.&lt;/span&gt; E usciamo di casa dopo tanta assenza e dopo il nuovo corso che ci siamo dati e che abbiamo intenzione di rispettare. Che dobbiamo rispettare per forza, in realtà, che siamo stanchi di questo limbo, e le giornate di sole ci aiuteranno relativamente.&lt;br /&gt;E mercoledì c'è quel treno che mi aspetta, che cambierà il vagone cambierà il controllore ma è sempre lo stesso treno. Che Saussure lo classificherebbe come entità, in quest'ultimo&lt;span style="font-style: italic;"&gt; spero &lt;/span&gt;rigurgito semiotico.&lt;br /&gt;E giovedì c'è il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gratis&lt;/span&gt; di Senigallia e l'ennesima discesa accampata a dare le testate al timpano con il libro di organizzazioneaziendale e le sigarette &lt;span style="font-style: italic;"&gt;do-it-youself&lt;/span&gt;. O forse addirittura con le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;camelmorbide&lt;/span&gt;, vogliamo rovinarci.&lt;br /&gt;Intanto sfumi in maniera involontaria perchè ti sei messa addosso un vestito che non riconosco e mi sembra impossibile che tu sia tu. E non una brutta copia, e non un brutto sogno. Ma queste cose non serve nemmeno che te le venga a dire, che tanto non mi sentiresti, dovessi urlare per ore. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sarei sempre coperto dalla mediocrità di questi tempi bui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;veramente vivo in tempi bui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;riuscivi solo a chiedermi per quanto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e ora son diventato buio anch'io&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;che cos'hai tu da brillare tanto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e mi cambierò nome&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;per passar le dogane e gli inverni&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;andrò sempre più giù dove non serve tenere gli occhi aperti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e mi cambierò nome&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ora che i nomi non valgono niente&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;non funzionano più&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;da quando non funziona più la gente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3785108060593218404?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3785108060593218404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3785108060593218404' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3785108060593218404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3785108060593218404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/02/le-dogane-e-gli-inverni.html' title='Le dogane e gli inverni'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2322305865496646353</id><published>2009-02-07T18:14:00.010+01:00</published><updated>2009-02-07T19:10:07.764+01:00</updated><title type='text'>Non vediamo alcuna ragione per considerare il segno soltanto come segno della sostanza del contenuto,o solo come segno della sostanza dell'espressione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi è vero, fatichiamo a mettere in fila i pensieri. Le linee e il carattere lineare del significante di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saussure&lt;/span&gt;. I vuoti e l'odio profondo nei confronti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hjelmslev&lt;/span&gt;. Aspettando &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Peirce&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Sognare di uscirne vivi sarebbe già un traguardo importante, perchè uscirne vivi è impossibile. Perchè presto torneranno il sole e i concerti e soprattutto i tuoi occhi. Presto collezioneremo di nuovo biglietti dei treni. Così andremo finalmente a berci il nostro cocktail borghese con vista sulle due torri, che costa un botto e magari farà anche schifo. Ma ci convinceremo che in realtà stiamo pagando il servizio, stiamo pagando la forma, non solo la sostanza.&lt;br /&gt;In realtà stiamo pagando qualcosa che non sappiamo e ce ne rendiamo conto giorno per giorno, esibendo splendidi sorrisi di circostanza. I sorrisi sinceri li lasciamo dentro le stanze vuote. Che sono così poche ma così grandi che da soli non riusciamo a riempirle, che sono come organizzare i dayoff per vederli andare in fumo mezz'ora dopo.&lt;br /&gt;In realtà è solo colpa di questo inizio febbraio, è stata colpa di questo fine gennaio, è stata colpa della pioggia e del sosia dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;uomo-dei-fumetti-dei-simpson&lt;/span&gt;. Che esploda.&lt;br /&gt;Che esploda skype e il telefonino senza credito se dobbiamo litigare, se dobbiamo giocare a scherma con i nostri punti di vista.&lt;br /&gt;Che esploda quell'aggeggio inutile che fa risuonare l'iPod nella vecchia amatissima scalcinata opelcorsamille, il suo cigolio inutile che disturba le parole e le canzoni e le mani tra i capelli.&lt;br /&gt;O forse, davvero, è come dite voi, che ascolto musica un pò triste. Che la preferisco al ritornello figo e accattivante che ho già dimenticato prima che finisca la canzone. E ci sorrido, e penso ad &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alta Fedeltà&lt;/span&gt;, e penso al quesito esistenziale di Rob &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ascoltavo la pop music perchè ero un infelice. o ero un infelice perchè ascoltavo la pop music?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E ci sorrido un pò più forte perchè non sono nè infelice, nè ascolto la pop music. E ci vediamo presto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2322305865496646353?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2322305865496646353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2322305865496646353' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2322305865496646353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2322305865496646353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/02/non-vediamo-alcuna-ragione-per.html' title='Non vediamo alcuna ragione per considerare il segno soltanto come segno della sostanza del contenuto,o solo come segno della sostanza dell&apos;espressione'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5394343811222534548</id><published>2009-01-28T16:11:00.003+01:00</published><updated>2009-01-28T16:42:38.080+01:00</updated><title type='text'>Al massimo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a chiederti del nostro amore&lt;/span&gt;, tu chissà dove sarai. Io al massimo sarò fermo a soffiare dentro ad un etilometro e a chiedere all'ordine costituito &lt;span style="font-style: italic;"&gt;come si fa?&lt;/span&gt; che non è che sia un habitué, che ormai già vedevo all'orizzonte il letto e le tapparelle abbassate e quella lampada dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ikea&lt;/span&gt; che accendo e spengo con il piede. Io al massimo sarò davanti a questo computer a organizzarmi la vita e a chiedermi perchè la scrivania che ho sistemato tre giorni fa è già tornata ad essere un bordello anarchico. Ridendo che tra le persone che potrei conoscere in facebook c'è Gianni Maroccolo, e non c'è il mio vicino di casa. Io al massimo sarò da qualche parte a sogghignare su qualche palco e a togliermi i capelli dagli occhi perchè non vedo il rullante ma poi tanto se mi prende bene suono con gli occhi chiusi. Io al massimo prenderò in mano i libri e mi costringerò a studiare, per provare ad emulare il bravo studente di una vita fa. Quello dei voti alti che si presentava alla maturità dicendo all'odiato professore di italiano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chiedimi quello che vuoi che tanto so tutto&lt;/span&gt;, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sapeva tutto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Quando strattonavamo il mare, dove andavamo a farci male?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Grazie, questa è la sua patente, può andare, buonasera".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5394343811222534548?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5394343811222534548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5394343811222534548' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5394343811222534548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5394343811222534548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/01/al-massimo.html' title='Al massimo'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-1901283423625910470</id><published>2009-01-22T16:51:00.005+01:00</published><updated>2009-01-22T18:53:45.706+01:00</updated><title type='text'>Lo sgarbo del tobral - sPAZIO211, Torino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci svegliamo un sabato mattina di gennaio e non abbiamo gli occhi. E non sappiamo assolutamente dove siano, mentre mi sfioro con le mani e sento solo ciocche di capelli inutili appiccicate ovunque. Sbatto contro qualcosa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;devo tagliarmi i capelli devo farmi un caffè&lt;/span&gt; sono gli unici pensieri. Poi magari mi sveglio davvero. Ti chiamo non ti chiamo per dirti che sono diventato cieco? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non ti chiamo. &lt;/span&gt;Solo perchè ti faccio già preoccupare abbastanza solo perchè sei anche tu a Bologna. Solo perchè piano torno alla vita, annegando nel getto freddo del lavandino. Il sollievo di realizzare che gli occhi ci sono lo stupore di realizzare che gli occhi sono due squarci rossi. Attorno il silenzio e sarà comunque quasi mezzogiorno. O forse le undici e un quarto. Mi infilo i primi vestiti che trovo mi preparo un caffè rollo una sigaretta si sveglia Marcella e le lascio l'altra metà della moka. Il biglietto che le avevo scritto sembrava il più tipico dei biglietti d'addio. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buongiorno se ti svegli e non mi trovi son andato a cercare una farmacia e a curarmi gli occhi. &lt;/span&gt;Alternativa tragica a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;esco vado a prendere le sigarette.&lt;/span&gt; Esco a sbattere la testa sulle saracinesche delle farmacie chiuse. Torino aspetta e non abbiamo tempo, mentre collezioniamo i peggiori autogrill d'Italia. Paolo mi dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;qualche vita fa c'ho anche lavorato qui me ne sono andato dopo più o meno quindici minuti.&lt;/span&gt; Torino aspetta e da Reggio Emilia in poi è una distesa di neve troppo bianca anche per i miei Rayban. Te lo dico perchè alla neve non ci sono abituato. Che quando arriviamo c'era la voglia di cominciare a lanciarsela dietro.&lt;br /&gt;Lo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sPAZIO211&lt;/span&gt; lo sentiamo abbastanza, e colonizziamo il camerino immediatamente con poca voglia di abbandonarlo. Che è piccolo e comodo e ci fumiamo dentro da subito. Mentre i miei occhi ringraziano, e mia madre mi telefona e non succedeva da tanto in un preconcerto tipo dall'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Estragon&lt;/span&gt;. Mi telefona e mi consiglia di a&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nnegare gli occhi nella camomilla.&lt;/span&gt; Ci penseremo poi saltellando tra le vie industriali di Torino e ogni volta che ci torno mi piace sempre di più. Se non fosse così distante sarebbe il posto indicato per la nostra fantomatica camera d'albergo, amore che la nostra fortuna sarà sempre quella di non avere i percorsi segnati. La farmacia aperta ventiquattroresuventiquattro ha chiuso alle dieci, e non la apre nemmeno la bestemmia che le tiro dietro.&lt;br /&gt;La parola d'ordine della serata è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sgarbato&lt;/span&gt; e quando si pronuncia di solito tutti guardano me. Provo ad obbiettare che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stronzo&lt;/span&gt; mi starebbe meglio ma non c'è verso. Provo ad obbiettare morsicando l'ultima sigaretta prima di salire sul palco. Pensavo che la gente fosse un pò più distante, invece conto le paia di occhi che si domandano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che cazzo ci fa il batterista dei Blake/e/e/e ad un concerto dei Blake/e/e/e con la maglia dei Franklin Delano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E come nelle migliori occasioni ci dimentichiamo chi siamo e cosa ci portiamo in dote, canzoni che sentiamo sempre più "nostre" e due occhi che in fin dei conti reagiscono bene.&lt;br /&gt;Anche quando l'accordatore di Egle decide di ammutinarsi, e ci manca solo che lo prenda e lo lanci contro la prima fila.&lt;br /&gt;Il resto sfuma e alle due diciamo bene ce ne andiamo e andiamo via alle quattroemmezza, non prima di averti detto perchè mi detesto quando faccio certe cose e tu mi rispondi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ci sono passato anch'io ma ero un pò più giovane quando ho cominciato ed ero un pò più vecchio quando me ne sono reso conto.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' fatta&lt;/span&gt; penso e svengo sul divanetto.&lt;br /&gt;Avremmo distrutto la camera d'albergo ma non c'era niente da distruggere. La vista dalla finestra sarà lo spunto di un romanzo postindustriale, e ci ricordiamo appena del cantiere aperto da film horror. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Filiamo via di qui immediatamente&lt;/span&gt;, furono le ultime parole.&lt;br /&gt;La mattina ci svegliamo con una colazione greca. Che spiace deludervi, ma è solo un caffè, e una sigaretta.&lt;br /&gt;L'ultimo pensiero, in picchiata nel tuo messaggio da centosessanta caratteri. Che sto tornando e per la prima volta forse mi viene da pensare che non sia più un ritorno ma un'andata. Questione di prospettive. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E gli occhietti stanno meglio, anche senza tobral.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-1901283423625910470?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/1901283423625910470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=1901283423625910470' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1901283423625910470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1901283423625910470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/01/lo-sgarbo-del-tobral-spazio211-torino.html' title='Lo sgarbo del tobral - sPAZIO211, Torino'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-4794167713908251792</id><published>2009-01-21T12:14:00.004+01:00</published><updated>2009-01-21T14:08:12.359+01:00</updated><title type='text'>Radio di confine - Locomotiv, Bologna</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo terrore è il tempo che scorre. E' realizzare che tutto procede più velocemente di un tempo. Che il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Locomotiv&lt;/span&gt; il 16 gennaio sembrava distante milioni di universi, come tu sembravi distante miliardi di universi. Come tutto questo in fin dei conti.&lt;br /&gt;E invece tutto è arrivato relativamente presto. Con la costanza dei nostri &lt;span style="font-style: italic;"&gt;hard times&lt;/span&gt; e con una colonna sonora fatta di pezzi sempre più lontani dal cosiddetto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mainstream&lt;/span&gt;. Ci siamo reinventati perchè questo è quello che siamo, adesso, siamo fatti di sensazioni al limite, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;radio di confine&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Aspettando quei momenti ci riscoprivamo ammalati, di quei malesseri diffusi che sfogano negli occhietti spenti, e rossi. Negli occhietti lucidi, che mentre fatichiamo a tenerci in piedi non possiamo che dire proprio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;oggi no mi gioco il jolly ma proprio oggi no&lt;/span&gt;. Invece non è ieri, è oggi. Oggi che ci sei anche tu perchè un concerto intero te lo meriti tutto.&lt;br /&gt;Non trovo pace mentre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Shiva Bakta&lt;/span&gt; ci stupisce dal palco mentre colleziono aspirine mentre colleziono le vostre preoccupazioni sul mio precario stato psicofisico. Finchè qualcuno dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene portiamo a casa la giornata&lt;/span&gt; e siamo sul palco senza avere avuto il tempo che ci prenda male, come sempre.&lt;br /&gt;E come nelle migliori occasioni ci dimentichiamo chi siamo e cosa ci portiamo in dote, un archetto di violino semidistrutto e due occhi che non hanno nemmeno la forza di piangere. E la batteria è sempre la stessa ma suona meglio, e nonostante tutto ti cerco tra le prime file perchè non potresti essere in nessun altro posto. Egle che mi tiene il tempo con la mano e facciamo le stesse cose su un'acustica e su un timpano.&lt;br /&gt;Non mi ricordo bene ma penso di aver sorriso come un bambino quando vi ho applauditi. Mi avete dato in mano un giocattolo di quelli spaventosamente belli. Come le citazioni inaspettate dai film più improbabili da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sei una donna puoi portare rancore per sempre&lt;/span&gt; all'opossum del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;meltdown&lt;/span&gt; dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;era glaciale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non mi ricordo bene ma penso di aver perso conoscenza ad un certo punto, nonostante fossi sveglio. Come quando fuori fa freddo e scatta l'allarme della macchina a stordirci tutti.&lt;br /&gt;Non mi ricordo ma c'erano persone speciali venerdì sera. In un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Locomotiv&lt;/span&gt; paurosamente gonfio. Persone auspicate persone abbracciate persone baciate. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Persone che Bologna la sento, irrimediabilmente, più casa mia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-4794167713908251792?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/4794167713908251792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=4794167713908251792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4794167713908251792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4794167713908251792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/01/radio-di-confine-locomotiv-bologna.html' title='Radio di confine - Locomotiv, Bologna'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-5579930868973161838</id><published>2009-01-12T11:42:00.003+01:00</published><updated>2009-01-12T12:42:50.830+01:00</updated><title type='text'>La tua schiena - Officina49, Cesena</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo tornati. Con tutte le nostre amabili imperfezioni. E &lt;span style="font-style: italic;"&gt;i periodi ipotetici&lt;/span&gt; troppo corti. Perchè ci diciamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;noi lo sappiamo&lt;/span&gt;, lo sappiamo che spezzare i pensieri serve a spezzare le gambe alla paura di esporsi. Il treno è sempre il solito treno e al solito arrivo a Bologna e piove. Che spero la mia memoria mi tradisca ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bologna e piove&lt;/span&gt; era anche una canzone mediamente inascoltabile di Poggipollini.&lt;br /&gt;Togliere la ruggine è abbastanza semplice anche se per scaldarci abbiamo dovuto dare fuoco a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;NM'sLoSE&lt;/span&gt;, in una versione da dirci &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene è venuta unammerda buon duemilaenove&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Togliere la ruggine è abbastanza semplice come parlare per ore e fumare per ore e dimenticare di prepararci il pranzo ma nel compenso sfarci di caffè. Che ne metto su una decina che l'attenzione verso di te rimane immutata. Che mi specchio e incrocio gli occhi per non vedermi perchè sbucherebbero chiaramente i troppi fili scoperti.&lt;br /&gt;La logistica delle macchne per stare meglio e comunque il timpano mi precipita addosso ad ogni curva. Come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bob Corn&lt;/span&gt; in autogrill con quel suo modo di fare che è inspiegabile e mi diverte un sacco e l'ultima volta ci eravamo visti al freddo al gelo al suo concerto al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Big Fish&lt;/span&gt;, svariati chilometri verso casa mia. Inspiegabile dicevo come tutto il freddo che abbiamo sofferto nella sala concerti dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Officina49&lt;/span&gt;, mentre ti telefono dicendoti che va male, che non ho il coraggio di togliermi il cappotto e che vorrei pensare a tutt'altro ma non ci riesco. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Almeno si sente bene&lt;/span&gt; penso mentre lancio il cellulare contro il muro. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Almeno io pagherò le conseguenze di una vita non propriamente salutista&lt;/span&gt; dice Egle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma pure te non scherzi.&lt;/span&gt; E ci ripenso mentre ho tra le mani il racconto di VascoBrondi stampato a mano su carta cotone e faccio una fatica mostruosa a leggere perchè si fa una fatica mostruosa a leggere con tutte quelle paroline vicine e quelle frasi che non si capisce troppo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come ti sembra? &lt;/span&gt;mi chiede l'uomo-dell'anno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;una cagata pazzesca &lt;/span&gt;dico io ma in realtà stavo pensando alla forma, che non posso strizzare gli occhi più di così. In realtà non è male per niente. Che poi ci diremo che siamo tutti degli indie del cazzo e la nostra lotta quotidiana per un bicchiere d'acqua ci annegherà tutti.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che poi magari c'è gente che ci dice che scriviamo come lui e magari questa gente potrebbe anche leggersi un pò di letteratura quella seria e poi evitare certi commentini del cazzo tra le pagine di myspace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il tè caldo prima di suonare crea degli scompensi a livello di temperatura corporea. Così non mi ricordo neanche di essere salito sul palco. Che c'era gente, che faceva così freddo che gli altri erano in cappotto e io dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Thing's Hollow&lt;/span&gt; ero già solo con la maglietta a mezzemaniche.&lt;br /&gt;E ovviamente si sentiva malissimo, che dopo mesi ci chiediamo ancora come sia possibile, che in linea teorica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quando arriva la gente si sente meglio&lt;/span&gt;, diceva qualcuno.&lt;br /&gt;Non faccio caso a niente e nessuno mentre studio una corsia preferenziale verso il bar.&lt;br /&gt;Non faccio caso a niente e nessuno mentre ti saluto e ti sorrido e un secondo dopo ho completamente dimenticato la tua faccia.&lt;br /&gt;Non faccio caso a niente e nessuno mentre siamo a casa e ci siamo già detti tutto. E allora ci caliamo un baffo. E ci addormentiamo rigirandoci nel letto accampato, pianificando strategie, sorvolando, bestemmiando. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Devo riprendermi le notti&lt;/span&gt; mi dicevo un attimo prima di svenire, e cercavo con la mano la tua schiena.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Ma la tua schiena non era lì.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-5579930868973161838?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/5579930868973161838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=5579930868973161838' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5579930868973161838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/5579930868973161838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/01/la-tua-schiena-officina49-cesena.html' title='La tua schiena - Officina49, Cesena'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8449645014831615480</id><published>2009-01-02T09:57:00.003+01:00</published><updated>2009-01-02T14:50:18.748+01:00</updated><title type='text'>Ciò che resta di noi sotto il tappeto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Duemilaenove&lt;/span&gt;, di già. Ancora un pò e saremo fuori dagli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;anni zero&lt;/span&gt;. Si necessiterà di un altro cantore, almeno. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Duemilaenove &lt;/span&gt;e fatico a scrivere, che magari è come dicevi tu che scrivere esprime &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un bisogno una mancanza&lt;/span&gt;, e la mia mancanza al momento non riesco ad inquadrarla chiaramente. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Duemilaenove&lt;/span&gt; e magari mi guarderò più a lungo allo specchio, e mi prometterò quelle cose che non ho voluto fare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;che mi avrebbero cambiato in meglio, insieme a lei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Duemilaenove&lt;/span&gt; ma c'è stato un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;duemilaeotto&lt;/span&gt; di polsi che non si potranno mai ricucire. Che sono cambiati i connotati. Che sono cambiate le sensazioni. Che sono come i treni presi prestissimo, come il sole di Ancona e le sue colline, come i nostri caffè che pian piano abbiamo lasciato raffreddare.&lt;br /&gt;Le onde lunghe che ci perseguitano sulle tangenziali, sulle autostrade, sui viottoli di campagna. Sai, quanto non mi piaccia la campagna. La tanto attesa svolta, che non arriva mai. Che a volte vedi quello che vuoi vedere tu, perchè diciamocelo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a volte è necessario&lt;/span&gt;. E dai tuoi occhi non si vedeva il mare, ma io lo immaginavo lo stesso. Come un estremo atto di fiducia.&lt;br /&gt;Ci siamo smontati come fossimo elettrodomestici in avaria, e quando ci siamo rimontati sono avanzati un pò troppi pezzi, che hai nascosto sotto il tappeto, com'è classico. Così sono dovuto scappare, a fotografare la pioggia che male che vada ci pioverà nelle converse, visto che vanno tanto di moda. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Devo riprendermi le notti&lt;/span&gt; mi ripetevo mentre fingevo di dormirti affianco, che ho l'abbonamento all'insonnia specie quanto sto con te, che non è che sto in dormiveglia proprio non chiudo occhio e tu non te lo ricordi nemmeno di quando tanto tempo fa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che eravamo ancora mezzuomini&lt;/span&gt; all'alba cercavo le sigarette per andare a fumare in poggiolo, che magari svenivo sulla seggiola e mi svegliavo a mezzogiorno. Ma non era &lt;span style="font-style: italic;"&gt;duemilaeotto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ciò che resta di noi sotto il tappeto e finalmente ti ho trovata. Inaspettata. Che già sapevo chi eri ma tutti sappiamo tutto di tutti e quindi non vale. Anche se sparisci, anche se non potevo immaginare che la pioggia ci sarebbe stata avversa e che ogni volta le converse si sarebbero bagnate solo a me. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti porterò col mio cavallo bianco nel nostro bel castello in aria&lt;/span&gt;, ti promettevo senza avere il coraggio di dirtelo. Pianificando le parole buone passando in rassegna i muri di Padova che sono tutti scritti. Di parole eccessivamente buone e troppo mielose che solo a leggerle ingrassi. Che per ogni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti amo scritto e scoppiato&lt;/span&gt;, bisognerebbe far brillare il muro. Ma questo lo pensavo tentando di dare una geografia plausibile al mio cervello soprattutto dopo i nostri aperitivi al quadrato, e molto spesso al cubo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;mi scrivi per sapere che tempo fa nella mia testa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e vorrei risponderti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ciò che resta di noi sotto il tappeto lo abbiamo sofferto con il caldo, lo abbiamo sofferto in difetti di comunicazione non indifferenti, che ti avrei lanciato contro gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spitfire&lt;/span&gt;, se volassero ancora. Che senza benzina e con troppe poche munizioni ci hanno portato a lunghi silenzi, null'altro. Riscopro i cocahavana, e le feste quelle che il tuo equilibrio interiore è troppo lontano dall'equilibrio della tua bicicletta. Se mettiamo in fila le bottiglie vuote di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;morettirossa&lt;/span&gt; penso copriremo un campo da calcio. E i primi sguardi allo specchio perchè tutti mi dicono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mattia guarda che stai male guarda che non t'ho mai visto così&lt;/span&gt; e io non capisco che magari non lo so mi si è aperta la testa e sta uscendo il cervello e non me ne sono accorto. Invece niente. Perchè qui è così. Al massimo due buchi in meno sulla cintura, e uno splendido bagno in piscina a mezzanotte.&lt;br /&gt;Ogni tanto ci sentiamo ancora ma non mi ricordo mai di che estate parliamo, che magari era quella prima. Che magari sarà quella dopo. Quest'estate qui invece ti arriva una mail di quelle che a rispondere ci metti un pò, e non mi ricordo come diavolo ho fatto a dirtelo di persona visto che in quel periodo ti odiavo ma mi ricordo perfettamente quando te l'ho detto eravamo nella stradina della Zitta a Padova, di fronte alla Levi's. E mi ricordo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;davvero? ma è bellissimo sono così fiera di te&lt;/span&gt; e io ti rispondo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sì ma non è ancora detto adesso devo andare giù e poi vediamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciò che resta di noi sotto il tappeto e il resto, uniti per cause di forza maggiore, un diciannove agosto che ti porto anche il regalo di compleanno con rilevante ritardo, che ci siamo mancati per poco e tu sei espatriata. Pensare di girare una pagina. Bisogna smettere di pensare. Bisogna dirsi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene quello che suona la chitarra lì davanti e sembra avere un sonno della madonna è proprio lui, quello col basso ci siamo scambiati mail e telefonate e adesso finalmente è fatto non solo di bit e di voce, quella seduta davanti agli aggeggi elettronici è proprio lei e tu sei tu e almeno una cosa in vita oltre a rompere i coglioni forse la sai fare quindi falla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blake/e/e/e&lt;/span&gt; hanno sconvolto la mia vita. Non aspettavo altro.&lt;br /&gt;Poi siamo scappati ma siamo sempre tornati indietro, portandoci dentro scatole di fiammiferi accesi. Pensare di girare pagina e trovarci sempre lì. Cominciando da Bologna. Se non fosse per il buco dell'ozono, per gli sbalzi climatici, le piogge acide, il presidente operaio, se non fosse per il filo spinato che hai attorno al cuore e per gli happyhour dove tutti sembrano ancora più cialtroni. Siamo sempre qui. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le uscite di sicurezza sono lì, lì, là.&lt;/span&gt; Il palco è troppo grande per noi, come il mondo. Che se mi fermo a pensare come Amelie Poulain a quante persone in un dato momento in un dato posto hanno un orgasmo, impazzisco. Perchè è una risposta impossibile.&lt;br /&gt;Ciò che resta di noi sotto il tappeto e i camerini, le telefonate nei postconcerti a turbare la tua quiete più come un gesto scaramantico a posteriori. Che quella volta a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reggioemilia&lt;/span&gt; non avevo soldi per chiamarti ma non mi ricordo bene però mi ricordo benissimo le consumazioni gratis. Che quella volta all'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Estragon&lt;/span&gt; era stato tutto troppo adrenalinico per non dirtelo subito e mi chiudo in bagno per sfuggire all'anarchia e tiro fuori il cellulare e compongo il tuo numero e quasi mi cade il cellulare nella tazza. Ricominciare a rollare sigarette e chilometri di biglietti e di treni e di coincidenze sballate. E più mi allontano più vi vorrei avere vicini. Ma più mi allontano più vi allontanate.&lt;br /&gt;Scherzavamo sul nostro amore mancato e scherzavamo sui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Massimo Volume&lt;/span&gt;. Che un attimo fa non esistevano ed eravamo convinti di averli persi per sempre. E poi gli apriamo i concerti.&lt;br /&gt;Scherzavamo sul nostro amore mancato e ora &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stiamo insieme&lt;/span&gt;. Fissiamo a tavolino le date per riderci su e abbracciarci un pò più forte. E ci scambiano per milanesi, chissà da cosa, poi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;produzioni seriali di cieli stellati&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Duemilaeotto&lt;/span&gt;, passato. Ho dimenticato cose talmente grandi che non so. Ho ricordato cose forse inutili, non so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8449645014831615480?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8449645014831615480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8449645014831615480' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8449645014831615480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8449645014831615480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2009/01/ci-che-resta-di-noi-sotto-il-tappeto.html' title='Ciò che resta di noi sotto il tappeto'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8463965588638295114</id><published>2008-12-30T09:38:00.003+01:00</published><updated>2008-12-30T09:45:45.390+01:00</updated><title type='text'>Ventiduenne...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ventidue.&lt;/span&gt; Tra la nostre discussioni serie e tante cose che sono cambiate e si sono capovolte, cose negative cose positive, anni bisestili. Oggi, che c'è il sole, che ci sei tu, che ci sono loro, che ci siete voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SVnfo6fyfOI/AAAAAAAAAco/-vM9W3pEJnk/s1600-h/22.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 217px; height: 199px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SVnfo6fyfOI/AAAAAAAAAco/-vM9W3pEJnk/s400/22.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285501531686337762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8463965588638295114?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8463965588638295114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8463965588638295114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8463965588638295114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8463965588638295114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/12/ventiduenne.html' title='Ventiduenne...'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SVnfo6fyfOI/AAAAAAAAAco/-vM9W3pEJnk/s72-c/22.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-8004385920334583391</id><published>2008-12-29T11:38:00.003+01:00</published><updated>2008-12-29T12:21:40.610+01:00</updated><title type='text'>Complimenti reciproci</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Grazie a tutti per questi due giorni.&lt;/span&gt; Voi sì che mi fate stare bene, voi sì che sapete come prendermi, cosa dirmi. Accarezzando la tensione, le giostre ferme, i tacchetti tatuati sulle caviglie, la mia nuova lampada che fa sembrare questa stanza un pò più mia e un pò meno vostra. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come me.&lt;/span&gt; Come me, che devo aver fatto qualcosa di terribile, che se magari me lo spiegate, almeno poi mi metto il cuore in pace.&lt;br /&gt;Un anno fa, si tornava da Firenze. Che era come l'ossigeno, che il resto era veleno. Ora si invertono le prospettive, ma il ventotto e il ventinove dicembre prossimi venturi, piuttosto che stare qui, meglio in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Uganda&lt;/span&gt;, e che il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Signor G&lt;/span&gt; e gli ugandesi perdonino il mio citazionismo da quattro soldi, da poche idee.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Te continua ad urlare che tanto non ti sento. Te continua a farti domande che tanto non ti rispondo. Te e l'ennesima altra fortissima delusione, di una mattina qualunque in cui tutto va splendidamente storto, che esplodono di nuovo le connessioni, che esplodono di nuovo i nostri complimenti reciproci .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E domani, sono ventidue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;dimenticare è un bene&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ve lo assicuro&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;dimenticare è un bene&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-8004385920334583391?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/8004385920334583391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=8004385920334583391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8004385920334583391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/8004385920334583391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/12/complimenti-reciproci.html' title='Complimenti reciproci'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6933136650249856043</id><published>2008-12-25T11:14:00.003+01:00</published><updated>2008-12-25T13:03:56.334+01:00</updated><title type='text'>Ventiquattrododici venticinquedodici</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ventiquattrododici&lt;/span&gt;, ieri. E non sentirlo. Perchè ci siamo muniti di uno scolapasta di quelli pesi, di quelli testati per un anno intero, per proteggersi la testa dai frontali ai muri. Ma arriviamo allo scontro e i muri crollano, sotto i nostri respiri regolari, che poi aumentano e diventano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;diciamo &lt;/span&gt;concitati, e poi si calmano di nuovo, mentre ci scaldiamo le mani e progettiamo le nostre future gite fuori porta. Mentre ci accoccoliamo in prima fila al concerto dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Massimo Volume&lt;/span&gt;, perchè nella mia testa era molto suggestiva l'idea di chiudere i cerchi così, sulle note de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Primo Dio&lt;/span&gt; piuttosto che di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ronald, Tomas e io&lt;/span&gt;. E mi stringi quando mi senti tremare, che certe cose dette e sentite sono come piccole scosse elettriche.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ventiquattrododici&lt;/span&gt;, ieri. Camminando per il centro, di un'altra città. Facendo un elettroshock all'iPod, una preoccupazione diffusa di averlo perso per sempre.&lt;br /&gt;Io te e la tua sedia viola. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Post Punk 1978-1984&lt;/span&gt; di Simon Reynolds e io che non ci credo e ti ringrazio e ho dimenticato il portafoglio in macchina e fortuna che abbiam preso solo due caffè e ce la siamo cavata con gli spiccioli. Siamo sotto natale e allora va bene anche prendersi un pacchetto di classicissime, e scambiarsi gli auguri sotto l'effetto dei cocahavana, che fanno le tre e non ce ne rendiamo conto e potrebbe essere mezzanotte e siamo ancora lì ad assaltare il bancone e arriviamo a casa e guardiamo l'albero di natale e i pacchetti e con un filo di nostalgia pensiamo a quando ci si credeva davvero. Pensi che certe cose non torneranno più, che certe cose si sono sciolte con l'incedere del tempo. Naturalmente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venticinquedodici&lt;/span&gt;, oggi. Ovvero, è natale. Evito i messaggi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;buon natale tanti baci felicitazioni&lt;/span&gt;. Mi piacciono le cose vere, mi piacciono le telefonate, i messaggi che partono con un'offesa, le strette di mano.&lt;br /&gt;Farò rifare i muri della mia stanza, per le nostre telefonate notturne, per non svegliare la famiglia e per poterti tenere compagnia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venticinquedodici&lt;/span&gt;, mentre ascolto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;El Muniria&lt;/span&gt;, e fuori c'è un sole inaspettato, mentre mangiucchio biscotti. Niente scanner, questo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;venticinquedodici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venticinquedodici e scrivo male.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ora che non ho sete di parole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;avrei bisogno di parole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;parole che cadano in gola come pioggia calda&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;parole che non sbiadiscano sotto questo sole&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;       &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6933136650249856043?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6933136650249856043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6933136650249856043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6933136650249856043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6933136650249856043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/12/ventiquattrododici-venticinquedodici.html' title='Ventiquattrododici venticinquedodici'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-165998788441029495</id><published>2008-12-15T12:19:00.003+01:00</published><updated>2008-12-15T14:34:14.849+01:00</updated><title type='text'>Poche parole - Porcupine, Ariano (RO) / Telecapodistria, Capodistria / Etnoblog, Trieste</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si potrebbe parlare all'infinito di questa settimana. Con i nostri stati d'animo che sembrano andati sulle montagne russe. Le rivelazioni e le rivoluzioni, i quadri che cadono, la derbouka che si rompe un secondo prima di andare in tivvì, la maglietta arancione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arancia Meccanica&lt;/span&gt;, il Sant'Orsola. Mi scappa pure un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non so perchè m'han preso a suonare con loro, non penso assolutamente di essere così bravo, penso solo a suonare e a crescere un pò e poi tutto quello che viene, viene.&lt;/span&gt; Frase nazionalpopolare da pacca sulla spalla e da sorriso paternalistico. C&lt;span style="font-style: italic;"&gt;he bravo questo ragazzino&lt;/span&gt;, lo avranno pensato tutti, apparte i miei cari compagni che sanno quanto io sia stronzo, nel profondo. Immerso nella stanchezza e nel piacere di essere esattamente dove si sarebbbe voluti essere.&lt;br /&gt;Dicevo si potrebbe parlare all'infinito di questa settimana. Invece non lo faremo. Perchè sono successe tante cose troppe cose, e me le ero pure segnate sulla moleskine perchè la memoria a breve termine non è affidabilissima di questi tempi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che comunque le cose importanti le ho già consegnate a chi le meritava.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Adesso siamo fermi e pensiamo a ciò che è meglio per noi, mentre parliamo del coraggio di fare certe scelte e ci spaventiamo entrambi.&lt;br /&gt;Mentre sono ancora mezzo addormentato e tu mi comunichi numeri altissimi.&lt;br /&gt;Mentre parliamo e maledico tutto quello che ho bevuto perchè limita le imprecazioni che ti tirerei dietro.&lt;br /&gt;Adesso siamo fermi, adesso ci concentriamo sulle cose importanti da sempre. Anche se è tutto un gran casino.&lt;br /&gt;Portami ancora a passeggiare su quel ponte, a classificare le scritte adolescenziali, a parlare di quando ci passavi, ma non con me. A parlare di quando io sbattevo la testa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chissàdove&lt;/span&gt;, e tu non esistevi. A parlare di quando tu cominciavi a sognare l'Inghilterra, e io non esistevo.&lt;br /&gt;Portami ancora, ovunque tu voglia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che ti seguirò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta, solo questa volta. Grazie ad Augusto, Paolino, chiunque abbia bucato la nebbia per venire a vedere i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blake/e/e/e&lt;/span&gt; al Porcupine, lunedì. Grazie a Ricky ed Elisa sul versante sloveno  di Telecapodistria, a Luca e Fulvio sul versante italiano dell'Etnoblog, per martedì. Grazie alla Banda Berimbau.&lt;br /&gt;Mi dispiace per chi aveva una mezza intenzione di venirci a vedere venerdì all'Officina49 e sabato all'Interzona. Purtroppo è andata così.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-165998788441029495?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/165998788441029495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=165998788441029495' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/165998788441029495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/165998788441029495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/12/poche-parole-porcupine-ariano-ro.html' title='Poche parole - Porcupine, Ariano (RO) / Telecapodistria, Capodistria / Etnoblog, Trieste'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-1214224106799470750</id><published>2008-12-05T18:45:00.002+01:00</published><updated>2008-12-05T18:50:21.247+01:00</updated><title type='text'>La cioccolata calda</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri e la cioccolata calda. E ci organizziamo le serate al momento, come tutto il resto. Ci scopriamo confusi, ma ci guardiamo dentro e siamo solo felici. Dici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è una questione di pezzi che prima o poi si incastrano&lt;/span&gt;. Dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è una questione di tempo è una questione di tempi è una questione di entusiasmi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E' una questione che adesso ci manca solo una foto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-1214224106799470750?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/1214224106799470750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=1214224106799470750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1214224106799470750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1214224106799470750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/12/la-cioccolata-calda.html' title='La cioccolata calda'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3876057892751702807</id><published>2008-12-01T17:21:00.004+01:00</published><updated>2008-12-02T10:25:32.748+01:00</updated><title type='text'>E' bello, finalmente - MEI, Faenza (RA)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Avvertenza: la mia prima volta al&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEI&lt;/span&gt;, scindere con l'accetta l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Indipendulo&lt;/span&gt; e poco altro, dal resto. Che vale sempre meno. Come le parole già dette già sentite. E spacciate sempre per nuove. Che magari qualcuno ci crede davvero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si comincia di sabato sera, con uno scambio di messaggi e telefonate. &lt;a href="http://myspace.com/33ore"&gt;Mr.&lt;/a&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://myspace.com/33ore"&gt;33ore&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;mi dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il mio batterista è bloccato in Macedonia non è che vieni a suonare tu mi serve qualcosa tipo una pezza &lt;/span&gt;io gli rispondo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;al massimo ti ci posso mettere un cerotto attaccato pure un pò storto però lo faccio volentieri.&lt;/span&gt; Che così ti ritrovi sotto il palco de&lt;a href="http://myspace.com/noseduction"&gt;i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fioi&lt;/span&gt; grandiosi come sempre&lt;/a&gt; a svegliarti dal torpore di una mattina inqualificabile fatta di tanta pioggia e tanto sole e di tergicristalli che sarebbe ora di dargli una sistemata. Che così ti ritrovi ad ascoltare tre canzoni che dovrai suonare un'ora dopo. Nascondere una qualche forma di agitazione rollando sigarette contando mentalmente i quarti e le terzine e che tu non assista al nostro personale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bungee jumping&lt;/span&gt;. Con un elastico eccessivamente fino.&lt;br /&gt;Siamo sul palco e le canzoni sfilano e faccio il compitino che vista la situazione è tutto tranne un compitino e mi diverto pure e c'è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mr.33ore&lt;/span&gt; che mi guarda e mi chiama i finali e il basso che mi guarda e il sax baritono che mi guarda e io ho due occhi soltanto e un set di batteria che è improvvisato e le bacchette prestate. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E non so dove guardare.&lt;/span&gt; La cassaspia è un ottimo appendino per la giacca. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mr.33ore&lt;/span&gt; dice qualcosa tipo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alla batteria c'è mattia dei bleichii e lo ringrazio perchè mi ha un pò parato il culo&lt;/span&gt; io incasso e ringrazio e penso al cerotto attaccato storto.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;e avere voglia di piangere ora&lt;br /&gt;per quando mi mancherai davvero&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Vago per i padiglioni ascolto un pò di cose mi danno un pò di ciddì. Mi chiedi una foto insieme e sai che mi imbarazza da morire. Anche se ormai ho imparato grazie a Federica a dilatare la boccuccia. Preferisco i caffè con Sarah. Preferisco provare le batterie CVL che le fanno a tre chilometri da casa mia ma le ho provate una volta di striscio e allora farlo a Faenza dentro una gabbia di vetro mi pare ancora più suggestivo. Con te che passi fuori e ci troviamo così. Con le nostre casualità e le nostre corsie preferenziali.&lt;br /&gt;Guardiamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;LLDCE&lt;/span&gt; con quell'altro lì alla chitarra acustica e restiamo un pò sconvolti che non è che ci abbia preso troppo bene. Ci domandiamo i perchè ma senza parlarci. Ce lo leggiamo negli occhi. Che sia murato è superfluo, dopotutto è l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Indipendulo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Dopotutto mi prendete anche un pò per il culo quando mi intercettano e mi passano un demo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ascoltalo&lt;/span&gt; mi dicono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;e se ti piace facci sapere&lt;/span&gt;. Che forse dipende dal capello biondo, che con uno sguardo un pò più attento magari ci si sarebbe accorti che avevo la &lt;a href="http://www.matteite.com/it/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Matteite&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di fianco.&lt;br /&gt;Le riunioni e sono baci e abbracci e le schiene stanno meglio. La &lt;span style="font-style: italic;"&gt;modalità Blake/e/e/e&lt;/span&gt; e l'ennesimo caffè e l'ennesima sigaretta e mi arrendo e me le compro, che il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;doityouself&lt;/span&gt; a base di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cartina-filtrino-pueblo&lt;/span&gt; necessita ancora di relativa calma attorno. Sotto la pioggia mi dite la scaletta, versione anoressica.&lt;br /&gt;Il backstage dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Indipendulo&lt;/span&gt; è anarchico, il timpano minimo, il &lt;a href="http://anniehallband.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dondelli &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;saluta e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Matteite&lt;/span&gt; scende dal palco e mi dice a modo suo con seimila piroette &lt;span style="font-style: italic;"&gt;occhio che la cassa è unammerda&lt;/span&gt;. Montiamo tutto facciamo un linecheck veloce e avrei voglia di vomitare. Presumibilmente per il caldo, ma non ne siamo sicuri. Guardiamo la gente in faccia guardo te guardo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;i fioi&lt;/span&gt; guardo il tipo che balla anche se non c'è la musica. Ci presentano e siamo in fila indiana e siamo ancora nascosti e si sente parlare di musicisti che hanno scritto e stanno scrivendo la storia recente e presente e futura della musica indipendente italiana e guardo Egle e gli dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene lo senti sta palesemente parlando di me a voi non vi caga di striscio&lt;/span&gt; e lui mi risponde eloquente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;imbecille&lt;/span&gt; e questo è l'attimo prima di salire sul palco. Saliamo sul palco ridendo. Ci prenderanno per matti. Paolo e Marcella attaccano e noi gli andiamo dietro, e si sente bene così bene che quasi ci prende male. Nonostante la cassa sia davvero &lt;span style="font-style: italic;"&gt;unammerda&lt;/span&gt;. Avanziamo mentre dimentico di aver voglia di vomitare. Ampliando i nostri flash di attitudine glam, andiamo dritti come dei treni e vederti cantare mi viene voglia di cantare anche a me, e la t-shirt blu improponibile e il rullante sono inzuppati di sudore e saranno trenta gradi, sul palco, trentacinque, quaranta, canzone dopo canzone. Quel che resta di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dub-Human-Ism&lt;/span&gt; è una cosa che non ci viene neanche in salaprove. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Batteria essenziale come fosse spazzolata con il tritacarne&lt;/span&gt;, &lt;a href="http://www.hatetv.it/"&gt;hatetv&lt;/a&gt;ianamente parlando.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;leo è questo che siamo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi stacco dal seggiolino e vi guardo e ti cerco e ti trovo e ti sorrido e mi giro e scendo. E' finito tutto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;look at the sky, for saint lawrence tears&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il nostro postconcerto, il rum scuro e la mia cocacola e la pioggia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;i piace vederti così ambientata, davvero.&lt;/span&gt; Partiamo verso casa presto, ma non prestissimo, con l'idea di arrivarci a tardi, ma non tardissimo. Il perchè alle dieci e qualcosa della sera gli autogrill abbiano il ristorantino chiuso è una domanda cui non troveremo mai risposta. E omaggiamo le mie playlist perchè coprono il rumore della pioggia che scende. Tenendosi lontano dai camion. E dalle canzoni inutili.&lt;br /&gt;Grazie per il caffè, diciamo così. A racchiudere tutto. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' bello, finalmente.&lt;/span&gt; Come una cioccolata calda.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e da piccolissimi pezzi, nasce il quadro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E da piccolissimi pezzi, nasce il quadro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3876057892751702807?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3876057892751702807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3876057892751702807' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3876057892751702807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3876057892751702807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/12/e-bello-finalmente-mei-faenza-ra.html' title='E&apos; bello, finalmente - MEI, Faenza (RA)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7728513641354784388</id><published>2008-11-29T15:05:00.004+01:00</published><updated>2008-11-29T15:55:06.980+01:00</updated><title type='text'>L'odissea - NoLogo, Laives (BZ)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Ma guarda che cielo. Dai, ma come fa a nevicare domani?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/STFW9xV4MNI/AAAAAAAAAcg/Hb6tnfpHfVU/s1600-h/canederli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 260px; height: 257px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/STFW9xV4MNI/AAAAAAAAAcg/Hb6tnfpHfVU/s400/canederli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274092257844670674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono cose inaspettate che però da tanto le hai rincorse che poi ti sembra quasi giusto, che finalmente accadano. Le stabilità, le raccomandazioni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bologna&lt;/span&gt; ci svegliamo presto carichiamo gli strumenti partiamo che la radio ci aspetta. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bolzano&lt;/span&gt; che la radio sono gli studi Rai del Trentino che ci prendono i documenti e ci danno i pass come fossimo persone serie e comunque sembrano sufficiententemente conservatori per noi che invadiamo i corridoi e ci accordiamo gli strumenti e tutti chiudono le porte. E ci fanno il soundcheck che noi quasi non dobbiamo suonare, che il mio timpano è la custodia rigida di una chitarra. Il punk e le idee insane à la Gang of Four.&lt;br /&gt;Vanja ti abbiamo usurpato la casa ma grazie per le cose da mangiare per le cose da bere per le cose da dormire. Per le cose. Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NoLogo&lt;/span&gt; è un pò fuori e sapevamo sarebbe stato un pò delirante. E non si sentiva assolutamente niente e te l'ho detto prima e te l'ho detto durante e te l'ho detto dopo. Fino a stufarsi, concentrandosi sul sopravvivere al freddo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Portare a casa la giornata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La fortuna di beccarsi il letto migliore, dove si sviene non ci si addormenta. Mentre Egle scricchiola. Svegliarsi sotto la neve che l'avevano chiamata ma nessuno lo poteva immaginare. Le compere veloci prima di scappare. Che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giacomo compie gli anni e non si può mancare per nessuna ragione al mondo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bolzano-Verona&lt;/span&gt; in macchina a gareggiare con gli spazzaneve. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Verona-Padova&lt;/span&gt; in un treno austroitalico a cercarti nei riflessi che se ti avessi vista ti sarei svenuto in braccio. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Padova-Chioggia&lt;/span&gt; in autobus a dormire e a rispondere alle vostre telefonate preoccupate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sì sto tornando ho perso il treno &lt;/span&gt;dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sì arrivo ma lasciatemi dormire altri dieci minuti&lt;/span&gt; giuro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo altri dieci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Domani, c'è il &lt;a href="http://indipendulo.trovarobato.com/?p=77"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;meetingdelletichetteindipendenti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7728513641354784388?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7728513641354784388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7728513641354784388' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7728513641354784388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7728513641354784388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/11/lodissea-nologo-laives-bz.html' title='L&apos;odissea - NoLogo, Laives (BZ)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/STFW9xV4MNI/AAAAAAAAAcg/Hb6tnfpHfVU/s72-c/canederli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6827245539476977759</id><published>2008-11-24T19:01:00.003+01:00</published><updated>2008-11-25T10:42:49.721+01:00</updated><title type='text'>Settanta righe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Neve ovunque ma non qui. Qui non nevica, qui al massimo piove. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Qui al massimo potrebbero cadere le amministrazioni.&lt;/span&gt; Ci chiudiamo in casa a testare le meraviglie tecnologiche. A sperimentare lo spirito borghese. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non fa così schifo annegare in un idromassaggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Settanta righe di articolo confezionate e discusse e mi presento a giustificarle un sabato mattina dopo un venerdì sera di quelli che finiscono il sabato mattina. E la mia credibilità inversamente proporzionale alla profondità delle occhiaie quando mi sfilo gli occhiali da sole. Ma mi animo e mi agito e pure mi alzo in piedi nella crociata in favore delle mie parole compilate con una parvenza di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stile&lt;/span&gt;. Che se mi sentisse Deleuze a parlare di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stile&lt;/span&gt; mi sputerebbe in un occhio. E me ne vado soddisfatto, pensando al momento in cui getterò la sciarpa e il cappotto sul letto, e mi getterò pure io.&lt;br /&gt;Settanta righe di articolo legati ad una sedia e a milioni di fotocopie e ad una pagina word. Mi dici che sorvolo, ti dico che hai ragione, ma il volo più alto si ferma ai mercoledì sera, e Roma è lontana troppo lontana specie dal momento in cui avevamo già cominciato ad immaginarla di nuovo. Le serate di un tempo non fanno male, le serate di un tempo a sbattere i denti immersi nella nebbia a vederci i concerti aggrappati ad un bancone a dirci &lt;span style="font-style: italic;"&gt;beviamo poco che poi se ci prendono ci fanno un culo così&lt;/span&gt; e poi torniamo a casa non dico storti ma sicuramente non perpendicolari a terra.&lt;br /&gt;Settanta righe e la prossima volta magari saranno di meno. E magari la prossima volta non perdiamo la partita più sentita contro i più odiati, e magari lo stomaco smette di farmi male, che magari sembra che mi potrei bere anche il mare, in realtà bevo abbastanza poco e quindi dubito che pianga per quello. Magari è un virus, magari sono i tuoi discorsi che io non volevo sentire ma che mi hai voluto far sentire e io ho provato a non sentirli ma li ho sentiti comunque.&lt;br /&gt;Pensi anche tu, ogni tanto, al valore di quello che ci circonda? Alla neve che è bianca per modo di dire? Che tanto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no la tache&lt;/span&gt;? Che, magari fossi così anch'io?&lt;br /&gt;La certezza che le nostre innocenze si sono estinte o per lo meno non le riconosciamo più come tali, come i fulmini di una giornata tranquilla. Aver sbattuto per anni la testa su muri che un giorno sono implosi senza che me ne accorgessi. Come scoprire che non ti amo più. Dopo avere provato ad odiarti per lungo tempo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se ci pensi, è terrificante.&lt;/span&gt; O è solo naturale.&lt;br /&gt;Mi rivedo in mio fratello. Mi rivedo in mio fratello nelle cose che non sono più. Nelle cose che mi piacevano. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come stiamo diventando grandi, non lo sa nessuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;when i  once  was   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;innocent   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;it's  still  here   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;but  in  different  places   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E sai, domenica notte, ero sveglio, e quando mi hai scritto, non ho potuto che sorridere, sistemarmi meglio nel letto. E basta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6827245539476977759?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6827245539476977759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6827245539476977759' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6827245539476977759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6827245539476977759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/11/settanta-righe.html' title='Settanta righe'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-54354698978909613</id><published>2008-11-15T18:34:00.004+01:00</published><updated>2008-11-15T21:58:29.656+01:00</updated><title type='text'>Il diluvio universale - Teatro Cicconi, Sant'Elpidio a Mare (AP)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Tutto bene?il tg dice che ieri a s.elpidio c'è stato il diluvio.."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo oltre un semplice concerto. Andiamo oltre, anzi andiamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;indietro&lt;/span&gt;. A quando le coincidenze sorridono, a quando ci giriamo dentro e non possiamo che sorriderci di rimando. Con i denti rotti dai manganelli invisibili che poi sono le tue ambiguità che poi sono il mio pane quotidiano.&lt;br /&gt;Ci scambieremo l'indirizzo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quello vero&lt;/span&gt;, senza le chiocciole, ci spediremo lettere, e mi farai tornare bambino e io ti ringrazierò, scrostando la ruggine di troppe tastiere. Di troppi linguaggi binari per il nostro stomaco sostanzialmente ottocentesco.&lt;br /&gt;Ci scambieremo ancora messaggi così, ora che sta tornando il freddo, ora che tante cose sono cambiate dall'inverno scorso. Prendiamo le cose nel verso giusto, ci proviamo, respiriamo forte l'aria intrisa di pioggia e aumentiamo il passo. Nella gelida Bologna, che è bellissima e lucente ma in fondo fino ad un certo punto, che mi dici che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;le cose da dentro hanno sempre un altro gusto&lt;/span&gt;, un pò più dolce.&lt;br /&gt;Accendiamo&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.leluci.net/"&gt;le luci della centrale elettrica&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;in una libreria di via Mascarella, dove ci sono quasi arrivato da solo, dove sono stato volutamente abbandonato. E ridiamo a rivederci dopo mesi a raccontarci di alcolici introdotti di soppiatto nei camerini piuttosto che di processioni di infanti e carrozzine che escono dai backstage mentre dentro ci sono i tornadi.&lt;br /&gt;E poi ti scrivo da un ponte sopra la ferrovia cercando con lo sguardo la locomotiva che sta fuori del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Locomotiv&lt;/span&gt;, dove si trova di quella gente che non ti aspetteresti mai, e che ti puoi dare miliardi di appuntamenti che tanto ti potrai incontrare solo così.&lt;br /&gt;Poi arrivano i collassi casalinghi altamente inaspettati, quelli che la pressione va sotto i piedi. Quelli che un pò ti prende male ma sei un pò troppo stupido per ricucirti i polsi sul serio. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuto nel club del cuore fossile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo preso tanta di quell'acqua per arrivare a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sant'Elpidio a Mare&lt;/span&gt; che ce la ricorderemo per sempre. Una sorta di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;diluvio universale&lt;/span&gt;. Che ci ha dato il buongiorno a Bologna e ci ha accompagnato ad oltranza. Abbiamo scalato le colline mentre le colline crollavano e si improvvisavano i fiumi, mentre entravamo in un borgo che se fossi un distinto uomo medio mediamente sciacallo giuro mi ci trasferirei domani. E il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Teatro Cicconi&lt;/span&gt; risuonava come uno studio di registrazione, e quando i fulmini facevano saltare la corrente noi caricavamo le spie di tutti i suoni possibili, perchè volevamo farci entrare i decibel nell'intestino. Inchiodando il tappeto e la cassa della batteria con i chiodi, che sembrava volesse scappare via. E la pioggia ci ha inondato per le viottole del centro con le grondaie che ci piangevano in testa, un pianto di quelli epocali, quelli che un ombrello in due non basta. Passiamo davanti alla casa di riposo e dico ad Egle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene le nostre strade si dividono qui&lt;/span&gt; ed Egle mi dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sei davvero uno stronzo per essere un neonato &lt;/span&gt;e ci ridiamo in faccia e ci abbracciamo sotto l'ombrello bagnati fradici, mentre penso che non sarò mai in grado di rollare le sigarette come le rolla lui, tagliando via un pezzo di cartina prima di metterci il tabacco e il filtro.&lt;br /&gt;A cena ci rifilano tanta di quella roba che alla fine non abbiamo neanche più i baffi da leccare, che se avessi tre stomaci che lavorano in simultanea giuro mi ci trasferirei domani, a Sant'Elpidio a Mare, che&lt;span style="font-style: italic;"&gt; ha tutto tranne che il mare&lt;/span&gt;, e la stazione dei treni.&lt;br /&gt;Sarà stato il palco di un teatro o l'umidità che sembrava andassimo in giro con i piedi scalzi o Egle che ci suona prima, ma siamo meno tesi del solito, e lo stomaco non si sigilla completamente come nelle precedenti puntate. O magari eravamo solo troppo impegnati a provare a digerire. E così ci siamo divertiti, e così ci siamo guardati poco, e così senza pensarci troppo abbiamo sfilato la scaletta ingoiando caramelle e sogghignando tra un pezzo e l'altro.&lt;br /&gt;Il camerino, e quel gruppo che qualche anno fa c'ha dimenticato dentro un buon quantitativo di hashish.&lt;br /&gt;La tua serata che a giudicare dalla voce è stata tranquilla disturbata dalla mia telefonata delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;zerozerotrenta&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La nostra serata analcolica.&lt;br /&gt;Quel cane bagnatissimo che tremava all'ingresso e ci guardava e ci intenerivamo molto più che per certi esseri umani e la coperta non dico per esaltare uno spirito animalista che non abbiamo mai avuto ma almeno per asciugarlo un pò. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Attodefinitivo lo abbiamo chiamato&lt;/span&gt;, e che poi è sparito.&lt;br /&gt;Così finisce, con una Bologna quasi pronta a svegliarsi e noi inspiegabilmente ancora troppo svegli per andare a dormire. Mi rigiro nel letto, con un AC30 a fare da comodino, a ripensare ai discorsi seri che avrei voglia di farti. A mettere una sveglia che non sentirò mai. A mettere una sveglia che non ho sentito. Per svegliarsi e specchiarsi i denti rotti dai manganelli invisibili. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E vedere che in realtà, i denti sono integri, e lo sono sempre stati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-54354698978909613?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/54354698978909613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=54354698978909613' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/54354698978909613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/54354698978909613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/11/il-diluvio-universale-teatro-cicconi.html' title='Il diluvio universale - Teatro Cicconi, Sant&apos;Elpidio a Mare (AP)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-101500387299538043</id><published>2008-11-12T21:06:00.005+01:00</published><updated>2008-11-12T21:25:00.464+01:00</updated><title type='text'>Penguin boy's love story</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sempre a spasso. Troppe cose per la testa troppe cose da tenere troppe cose da organizzare. Le occupazioni e le colazioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trash&lt;/span&gt; e i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Loftus&lt;/span&gt;. Loftus dei Loftus uno dei pochissimi dischi caricati integralmente nel mio iPod scalcinato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Penguin boy's love story&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;King Carp in a Dan Ryan ditch&lt;/span&gt;,  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;When the electricity goes out in the submarine&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Titoli così, per capirci.&lt;br /&gt;Fogli sparsi e fotocopie ovunque, una valigia da preparare, articoli da consegnare, per riuscire a respirare e per portarti a vedere quei concerti che adesso non abbiamo tempo.&lt;span style="font-style: italic;"&gt; E quel tatuaggio che più ci penso più mi sa che non me lo faccio.&lt;/span&gt; E si capisce poco, e lo capisco pure io.&lt;br /&gt;E domani ci sono le prove a Bologna, dopo la sbornia "casalinga" di settimana scorsa, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ci sono le Marche da conquistare.&lt;/span&gt; Venerdì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRs6QT4A_mI/AAAAAAAAAcY/K4BQ41ma_L8/s1600-h/santelpidio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 282px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRs6QT4A_mI/AAAAAAAAAcY/K4BQ41ma_L8/s400/santelpidio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267868241027464802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-101500387299538043?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/101500387299538043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=101500387299538043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/101500387299538043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/101500387299538043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/11/penguin-boys-love-story.html' title='Penguin boy&apos;s love story'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRs6QT4A_mI/AAAAAAAAAcY/K4BQ41ma_L8/s72-c/santelpidio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6548973344913588598</id><published>2008-11-10T14:29:00.006+01:00</published><updated>2008-11-10T16:08:41.740+01:00</updated><title type='text'>Mentre guardavo avanti - Estragon, Bologna</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Dieci minuti e si va sotto il fuoco"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si richiede attenzione, si abbassa la musica, sfumano i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ModeSelektor&lt;/span&gt;. Proviamo senza troppa convinzione a parlare di qualcosa di cui non si hanno le parole, che si sono perse nei camerini, nei braccialetti verdi che sono come le chiavi di un paradiso che sa di fumo e di te &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che non ci sei.&lt;/span&gt; E di me che forse non ci sono mai stato di più.&lt;br /&gt;Così potrebbe tranquillamente sembrare che peschiamo a caso dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mood&lt;/span&gt; da impersonare, che tanto dentro è un groviglio di nodi che non si sciolgono, ma che si stringono. Che teniamo la testa bassa mentre montiamo la batteria che non ne vuol sapere di star ferma. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Balla bimba.&lt;/span&gt; E cammina ad ogni colpo, mezzo centimetro in avanti. Che per farsi sentire al mixer bisogna urlare. Mi sfaccio di pepsi e di occhiate al cellulare, che finchè dimenticherò il caricabatterie ad ogni trasferta sarà sempre in fin di vita.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Poi succede una cosa che vaporizza la tensione. &lt;/span&gt;Che la potrebbe sostituire col terrore. Che semplicemente dopo un check &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lungo preciso attento pignolo&lt;/span&gt; arrivi sul palco e non funziona nulla. E allora con fare inspiegabile ridiamo alla sfiga e ce ne andiamo e non ci prende assolutamente male e ripartiamo con calma. Che nel giro di dieci minuti la gente si è decuplicata, davanti. Prima però ci sembra giusto farvi saltare le orecchie. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E da lì in avanti è inutile persino sussurrare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Che l'Estragon è pieno, e chi se lo aspettava, anche per noi.&lt;br /&gt;Che per la prima volta in vita mi sono cedute un pò le gambe, dopo, mentre guardavo avanti.&lt;br /&gt;Che poi, c'erano i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Massimo Volume&lt;/span&gt;, ancora. Rendiamo omaggio agli anni '90, nascosti in un angolo del palco a farsi passare l'adrenalina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Chiudiamo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;dentro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;scatole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;pezzi di vita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;andati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Restano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;stanze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;vuote.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRhMGlblGqI/AAAAAAAAAcQ/d59s2U-yUK8/s1600-h/massimo+volume+013.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 298px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRhMGlblGqI/AAAAAAAAAcQ/d59s2U-yUK8/s400/massimo+volume+013.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267043440220510882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(la foto è di Andrea Murgia, e lo ringrazio di cuore. Per tutto.) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6548973344913588598?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6548973344913588598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6548973344913588598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6548973344913588598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6548973344913588598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/11/mentre-guardavo-avanti-estragon-bologna.html' title='Mentre guardavo avanti - Estragon, Bologna'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRhMGlblGqI/AAAAAAAAAcQ/d59s2U-yUK8/s72-c/massimo+volume+013.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3380078004024459146</id><published>2008-11-04T20:44:00.006+01:00</published><updated>2008-11-04T21:29:32.722+01:00</updated><title type='text'>Questo, è vero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo brevi. Siamo stanchi. Così la smettiamo anche con &lt;a href="http://www.twitter.com/mattia3a"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;twitter&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, perchè certi aggiornamenti sono così inutili da sminuire anche un qualcosa di sommariamente divertente. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La goccia, il vaso, e tutto il resto.&lt;/span&gt; Perchè siete inutili, siete ridicoli, siete patetici. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Siete finti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre non ci troviamo in una piazza che pulsa come un immenso cuore. E poi ci troviamo. E ridiamo. E scappo che sennò mi assaltano i treni. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo, è vero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre ci troviamo davanti le aulestudio che ho dimenticato, quelle dove c'è tutto tranne che il silenzio. Barattiamo cinque minuti sotto la pioggia, per due ore di sorrisi che non vedremo, ma che ci sono. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo, è vero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre ci scriviamo messaggi abbastanza carini, abbastanza sinceri, abbastanza simili a come sarebbe dovuto essere. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Questo, è vero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è/ha&lt;/span&gt; piovuto e ci siamo inzuppati anche le ginocchia, e l'ombrello &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nonostante tutto nonostante tutti&lt;/span&gt; è resistito, non si è piegato, e mi pare che mentre lo riponevo in macchina, bagnato fradicio, mi abbia sorriso, per aver vinto di nuovo il vento.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo qui sopra, è vero. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo qui sotto, è verissimo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRCvYXe_dgI/AAAAAAAAAcI/pcOG2TUUXSQ/s1600-h/blakeestragonsda.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 243px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRCvYXe_dgI/AAAAAAAAAcI/pcOG2TUUXSQ/s400/blakeestragonsda.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264900797551834626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3380078004024459146?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3380078004024459146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3380078004024459146' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3380078004024459146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3380078004024459146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/11/questo-vero.html' title='Questo, è vero'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SRCvYXe_dgI/AAAAAAAAAcI/pcOG2TUUXSQ/s72-c/blakeestragonsda.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3267800852061401327</id><published>2008-10-27T13:25:00.004+01:00</published><updated>2008-10-27T15:44:00.347+01:00</updated><title type='text'>Esercito di santi - Maffia, Reggio Emilia</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;Si parte dal fatto che avevo appena finito di scrivere questo post, e si è cancellato tutto. Ci riproviamo, nella disperazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Sei pronto?siam qui fuori a fumar na cicca"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci ritroviamo a non capirci tanto. Vivere sensazioni strane, al limite. Sensazioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lungo i bordi&lt;/span&gt;, con l'inadeguatezza che da sempre ci accompagna e ci fa chiedere se è qui che si vorrebbe stare davvero. Che magari vendere caldarroste in Nepal poteva essere la vera vocazione. Vacillare per qualche attimo anche sul tuo essere più profondo. Che tanto non ci si perde più il sonno, che le pecore in realtà sono diventate preoccupazioni da un bel po', e contarle vuol dire impazzire. E allora è il momento di crescere, e ci anestetizziamo, e forse non cresciamo, e non ci facciamo nemmeno più del male con i nostri &lt;span style="font-style: italic;"&gt;messaggi gratuiti della buonanotte&lt;/span&gt;. Che poi pensandoci un attimo, andando a letto sempre dopo la mezzanotte, e con queste tariffe un pò così, è l'unico messaggio che pago.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;In nome di dio vi perdono e vi condanno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il tempo fa esplodere le occhiaie, il tempo morde i fianchi, li ri-modella, li s-forma. Ma il tempo conserva certe cose, le cristallizza in dispositivi più o meno tecnologici, più o meno per sempre.&lt;br /&gt;Ci ritroviamo a non capirci tanto. Ci ritroviamo nella salaprove dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Massimo Volume&lt;/span&gt;, io che nella mia estrema gioventù li ho bruciati in tutti i lettori di mio possesso, e non solo. E lasciamo un dito sul rullante di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vittoria&lt;/span&gt;, per poi immergerlo nel cicatrene e vederlo comunque sanguinare.&lt;br /&gt;Perchè a volte non è necessario capirci tanto, perchè dopo una sera che diventa inaspettatamente atomica, il giorno dopo senza svegliarci sul serio ci siamo ritrovati al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maffia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per aprire la prima data del Reunion Tour dei Massimo Volume.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E ci siamo riempiti lo stomaco di frutta e formaggio, di succhi improbabili e sigarette, mentre dal palco sentivo un soundcheck che mai avrei pensato neanche in quei sogni dove tutto è meglio della realtà e dove lo capisci subito e sai che sogni ma ti costringi a continuare a sognare. E realizzi che la nostra realtà, carissima, è imprevedibile. Che se ci pensi è come aprire un concerto a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Johnny Cash&lt;/span&gt;, o ai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Clash&lt;/span&gt;. Che se ci pensi riconosci le persone. Filtri il lato umano delle cose. E il lato materiale delle persone.&lt;br /&gt;Ci ritroviamo a non capirci tanto mentre ci sfondiamo di gelato e di caffè e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;benagol all'arancia&lt;/span&gt;, che a giudicare dagli effetti sulla mia gola devastata potevano essere tranquillamente scadute. E la nostra personalissima maratona &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ammazza tempo&lt;/span&gt; passa per la zonaindustriale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reggioemilia&lt;/span&gt;, e a cena siamo un'allegra compagine che secca bottiglie di vino e ordina settemila cose una diversa dall'altra. E sto seduto tra &lt;a href="http://www.footprintsinsnow.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jukka&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ed &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Egle&lt;/span&gt; che sogghignano ai miei ventidue anni. Che poi sono ancora ventuno, che a tratti mi sento come una specie in via d'estinzione. C&lt;span style="font-style: italic;"&gt;he mi estinguerò verso la fine dell'anno. &lt;/span&gt;Il cellulare non squilla degli squilli che vorrei, e segna ore impietose, di ritardo cosmico. Così il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;caffè-amaro-sigaretta&lt;/span&gt; è un rito da compiersi in tre minuti, e quando arriviamo al Maffia e trovo il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Piombo&lt;/span&gt;, con la sua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rossella&lt;/span&gt;, di sigarette ne ho fumate altre tre. Che siamo tesi come le corde del mio archetto di violino, che se non fosse così tirato non renderebbe per nulla. Che siamo tesi che ci ritroviamo sul palco senza accorgersene con ancora il calore del caffè a grattarti l'esofago.&lt;br /&gt;E al solito non vi guardo ma vi sento, intravedo volti sconosciuti mentre aspetto che le dita si scaldino più del legno delle bacchette. Così ci si può sciogliere. Ritrovarsi in un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;happening&lt;/span&gt; di cui non eravamo propriamente consci, una tensione magnetica che aveva il rumore delle scosse elettriche delle spie.&lt;br /&gt;E magari ti innamorerai di me quando vedrai improvvisare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dub-Human-Ism &lt;/span&gt;con un tempo strano, tipo un 13/8. E magari ti innamorerai e non ci mancheremo più per un niente, come sempre, che tutto ruota attorno a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;te e il tuo cellulare&lt;/span&gt;, in un citazionismo cannibale che succhia anche gli strumentali. E non ci salva il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;corsivo&lt;/span&gt;. Che alla fine, tutto si è un pò sgonfiato. E la canzone preferita resta preferita, ma anche se non l'ascolti una volta due volte mille volte al giorno, non è che cade il mondo. Che se vogliamo di pezzi ne ha già persi un bel pò.&lt;br /&gt;E magari ti innamorerai delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lacrime di San Lorenzo&lt;/span&gt;, del personalissimo momento glam mio e di Egle, che ci viene bene, e che ci viene da ridere. Lasciando tutti sospesi. E sorpresi. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marcella&lt;/span&gt; se ci vede, sorride pure lei. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt; invece, non serve, che se gli prende bene sorride sempre e basta guardare lui per stare tranquilli.&lt;br /&gt;Ti insulto delicatamente e ti chiedo scusa mentre ti dimentichi di farmi il cocktail che ti ho chiesto proprio quando comincia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Primo Dio&lt;/span&gt;. Ti sorrido e mi sorridi mentre ti chiedo un altro cocktail quando comincia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Seychelles '81&lt;/span&gt;, che ripenso alle mille volte in cui l'ho suonata al buio di un iPod e di una salaprove sotterranea. Ti sorrido ancora, e molto meno composto, quando perdo il conto dei cocktail che ti ho chiesto.&lt;br /&gt;Perchè è inutile parlare. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bisogna esserci, esercito di santi. Bisogna vedere, esercito di santi. Bisogna ascoltare, esercito di santi. Bisogna toccare con mano, esercito di santi.&lt;/span&gt; Bisogna entrare. Molti modi, altri nomi. Dovrei comprare uno spazio pubblicitario immenso, un cartello giallo con una scritta nera, dove scrivere semplicemente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Carissime, giuro che c'ho provato"&lt;/span&gt;. Perchè davvero, c'ho provato. Fatico a guardarti negli occhi, perchè sono troppo grandi per me. Ora basta capire se sono i miei ad essere troppo vuoti, o i tuoi troppo pieni.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Io so che in certi casi è meglio non fare troppi movimenti, perchè si va a fondo più lentamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io so che in certi casi, si comprende realmente il valore di una cosa quando la si è digerita. O la si è persa per sempre.&lt;br /&gt;E qui si va oltre i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Massimo Volume&lt;/span&gt;, i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blake/e/e/e&lt;/span&gt;, io, te, noi, i cocahavana, le sigarette.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Salendo le scale, ci ha spaventato il silenzio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma ancora di più, l'esaltazione e il terrore che graffiano la schiena.&lt;br /&gt;E a tratti non resta che urlarsi nella testa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ronald, Tomas ed io&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E pensare che il patto, il giuramento con se stesso, è targato 26 dicembre 1986.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io sono nato quattro giorni dopo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tutto qui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3267800852061401327?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3267800852061401327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3267800852061401327' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3267800852061401327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3267800852061401327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/10/esercito-di-santi-maffia-reggio-emilia.html' title='Esercito di santi - Maffia, Reggio Emilia'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-1693505674433351239</id><published>2008-10-13T09:22:00.003+01:00</published><updated>2008-10-13T10:08:15.889+01:00</updated><title type='text'>Perdersi magistralmente - La Casa 139, Milano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Stasera ci vogliono palle ferme"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);font-size:85%;" &gt;O, la migliore alternativa, poteva essere: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Ehi. Spacca."&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);font-size:85%;" &gt;Via essemmesse che fa sempre piacere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, ormai ci è preso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;meglio&lt;/span&gt;. Ormai sappiamo cosa va e cosa non va, e quindi non ci facciamo spaventare neanche dal troppo traffico e dalle troppe curve di via Ripamonti. Che Milano per noi è una strada, e neanche tutta, che poi magari è così lunga che ci perdiamo. Ma si sapeva, si sapeva del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cielo notturno illuminato a giorno&lt;/span&gt;, del veleno, di quel posto che attira perchè odora di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alienazione&lt;/span&gt;, dove ci si perde magistralmente e dove ci si può distribuire in un locale di due piani anche solo per fumarsi in santa pace una sigaretta. Un posto bellissimo, nelle sue sfumature di grigio.&lt;br /&gt;E ci portate a mangiare a cinquanta metri dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Casa139&lt;/span&gt;, che così almeno assaporiamo un pò di smog. E rischiamo di farci buttare sotto dalle macchine della polizia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E gli sbirri in bicicletta come fossimo a Miami.&lt;/span&gt; E torniamo e ci riempiono i bicchieri col massimo consentito, mentre Egle suona Sabbia forse perchè gliel'ho chiesto io, a cena pochi minuti prima. Che ridevamo di quanto sarebbe stato bello spiazzare tutti facendo gli stronzi. Che ridevamo di quando finalmente riuscirà a mangiare con calma, con noi, senza dover arrivare dopo ed andarsene prima.&lt;br /&gt;Sali sul palco e guardi la cassa da 20" della Yamaha che ti hanno dato in dotazione, e pensi che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non può durare tutto il concerto,&lt;/span&gt; che è talmente leggera che si sbriciolerà sui colpi storti di Time Machine. E cominci in apnea, fino alla mia personalissima &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cima Coppi,&lt;/span&gt; che viene relativamente presto, e allora poi è una discesa. E ci prende così bene che a tratti abbiamo quasi un'attitudine rock, con le teste che si muovono e i sorrisi segnati dalla fatica di andare dritti sempre e comunque con un bitrate più o meno costante. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E mentre armeggio il triangolo penso che sto dando delle mazzate a quello che ero.&lt;/span&gt; E mi piace.&lt;br /&gt;E ti rendi conto che a tratti è perfetto.&lt;br /&gt;E poi finisce tutto che nemmeno ti accorgi, allora decidiamo che possiamo finire anche noi, ci riempiamo i bicchieri e svuotiamo il credito dei cellulari, appollaiato su quell'amplificatore della Orange che ci avrei scommesso che&lt;a href="http://www.myspace.com/orangeso79"&gt; si sarebbero presentati &lt;/a&gt;proprio con quello.&lt;br /&gt;Finiamo di parlare che mi hai scaldato il cuore, e scendo e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amaury Cambuzat&lt;/span&gt; mi fa i complimenti, e ci metto un secondo a metterlo a fuoco. Giusto per dare un tono alla voce, presa a pugni dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cocahavana&lt;/span&gt; e dalle sigarette.&lt;br /&gt;E partiamo tardissimo, e la nostra colazione alternativa delle tre di notte si trasforma in uno spuntino salato che non ci sveglia ma ci affossa. E &lt;span style="font-style: italic;"&gt;buchiamo la nebbia&lt;/span&gt;, per arrivare a Bologna alle 7 di mattina.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E' fatta/a/a/a.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-1693505674433351239?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/1693505674433351239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=1693505674433351239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1693505674433351239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1693505674433351239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/10/perdersi-magistralmente-la-casa-139.html' title='Perdersi magistralmente - La Casa 139, Milano'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7539674604459424650</id><published>2008-10-07T17:41:00.006+01:00</published><updated>2008-10-07T19:44:26.115+01:00</updated><title type='text'>Tutta colpa di Moltheni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il freddo era arrivato di nuovo, con una velocità imbarazzante ed una cattiveria degna della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Siberia&lt;/span&gt;. Lui alzò il bavero della giacca e schiacciò più forti le cuffie dell'iPod dentro le orecchie, quasi a stordirle, quasi a stordirsi. Il freddo lo aveva sorpreso, come aveva sorpreso tutti, e lo si notava dalle mani screpolate, dalle labbra tirate e pronte a scoppiare, piuttosto che dai colori più sbiaditi che lo attorniavano. Che attorniavano tutti. Lo spaventavano, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;i colori sbiaditi&lt;/span&gt;. Lo facevano sentire meno definito, lo facevano sentire più appiattito. Ma provava ad andare oltre, a non soffermarsi su quelle cose così naturali, così &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cicliche&lt;/span&gt;, da fargli paura. Lui non pensava, camminava e basta, infilava un passo dietro l'altro, ascoltava i rumori della strada ovattati dalle guarnizione di gomma delle cuffie e dalla musica, e basta. La musica era bassissima, impercettibile e sovrastata dalle troppe macchine che gli sfrecciavano a fianco, così infilò la mano nella tasca e fece girare la rotella dell'Ipod per alzarne il volume, e cancellare il mondo esterno; esplose in cuffia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'età Migliore&lt;/span&gt; di Moltheni, così forte che gli venne istintivo mordersi le labbra, già al limite della sopportazione. Affondò i denti nella carne, sottile e fragile come la carta di riso. Il freddo diluì il dolore, il passo non ne risentì eccessivamente. In bocca, immediato il sapore inconfondibile del sangue, quell'unica goccia che però sembrava averlo riempito fino allo stomaco. Siamo troppo suggestionabili. La stessa mano che aveva sfiorato l'Ipod ora cercava tra le tasche dei jeans un fazzoletto qualsiasi, che non esisteva. Passò alla borsa, scivolando tra il pacchetto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sigarette morbide&lt;/span&gt; e le chiavi di casa, tra il portafoglio e l'accendino, di quelli piccoli con la placca in metallo sulla rotellina per preservare chissà quale bambino &lt;span style="font-style: italic;"&gt;idiota&lt;/span&gt; dal darsi fuoco. Niente, ovviamente. Ricalibrò le sue priorità, accelerando il passo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"E' ora di ricucirsi i polsi"&lt;/span&gt;, pensò, e solo dopo che il pensiero si era materializzato, realizzò quanto un cantautore fino a pochi mesi prima sconosciuto potesse costruire in tempi brevissimi un immaginario, una serie di frasi nuove recliclabili per ogni evenienza, anche per un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;incisivo superiore&lt;/span&gt; che affonda in un labbro. Pensò anche che la priorità non era questa, pensò che c'era già Moltheni, ormai quasi alla fine della canzone, a fare da colonna sonora a quel momento di dolore anestetizzato. Al primo bar che gli si parò davanti, entrò veloce e con gli occhi bassi, senza curarsi dei particolari che solitamente amava ricercare. Afferrò i tovagliolini di carta posati sul bancone e tamponò il labbro, attento a non sporcarsi le mani con quell'unica goccia di sangue che ancora persisteva e desisteva dal seccarsi. Poi si guardò attorno, tornando in lui, e scostando le cuffie dalle orecchie. Da quando era entrato nel bar, aveva dimenticato tutti i suoni del mondo, compreso quello che usciva da quell'iPod regalato due anni prima, e che cominciava a perdere qualche colpo. Si soffermò sulla gente riflessa appena dai finestroni, sul vecchio che leggeva il giornale locale seduto in un angolo e sulla sua tazzina vuota, ormai fredda e segnata dall'ombra del caffè. Sulle bottiglie di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;superalcolici &lt;/span&gt;mezzevuote allineate dietro la banconiera, una signora che avrebbe potuto avere duecento anni, così mascherata dal trucco pesante e da un rossetto quasi marrone, passato con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;troppa violenza&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Desidera qualcosa?"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Un caffè, grazie"&lt;/span&gt;, rispose lui, mentre continuava a tamponare il labbro, più per sicurezza che per una vera e propria necessità. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Anche un bicchiere d'acqua"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Consumò il caffè e il bicchiere d'acqua, attento a non toccare con la porcellana prima e con il vetro poi la sua ferita microscopica, e ancora aperta. Il caffè mascherò il sapore del sangue, e la sensazione di calore immediata lo rinfrancò fino quasi alle ginocchia.&lt;br /&gt;La solita mano trovò velocemente il portafoglio e mise cinque euro tutti sgualciti sul bancone. Prese il resto e se ne andò, salutando meccanico, e alquanto silenzioso. Il vecchio era ancora fermo sulla stessa pagina del giornale locale, la bicentenaria si era già voltata dall'altra parte come se lui non fosse mai entrato, come se lui non fosse mai esistito.&lt;br /&gt;Infilò le cuffie e riprese la sua via, preparandosi a ricevere nuovamente lo schiaffo del freddo, di quel freddo inaspettato che aveva sorpreso lui come tutti gli altri. Quel freddo che aveva fatto essere lui uguale a tutti gli altri. Con un labbro morsicato, in più.&lt;br /&gt;E allora realizzò che, in fin dei conti, era stata&lt;span style="font-style: italic;"&gt; tutta colpa di Moltheni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7539674604459424650?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7539674604459424650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7539674604459424650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7539674604459424650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7539674604459424650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/10/tutta-colpa-di-moltheni.html' title='Tutta colpa di Moltheni'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3926472436388272541</id><published>2008-10-06T10:22:00.009+01:00</published><updated>2008-10-06T11:30:00.957+01:00</updated><title type='text'>Le spie con i corvi dentro - Velvet Club, Rimini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;"Allora, andiamo a farci una sigaretta. Poi, se scazzo io, tu vai dritto che almeno poi ti ripiglio. Se scazzi tu, mi fermo io e vediamo cosa viene fuori"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quattrocento&lt;/span&gt; volte che sali e scendi per mille motivi, ti siedi dietro alla batteria ed è la volta definitiva, quella che poi per un pò non ti alzi più. Allora guardi avanti e vedi gli altri molto più lontani di quanto sei abituato. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Li vedi in scala.&lt;/span&gt; Che guardi la gente e pensi che ti ci vorrebbe uno scolapasta in testa. Che la cena l'hai digerita da un pezzo, anche perchè è molto più tardi del previsto. Poi realizzi che sul palco non si sente nulla, e allora più che uno scolapasta servirebbe una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bomba-a-mano&lt;/span&gt;. E la colla vinilica sulle mani. E soprattutto una memoria da elefante, e la fervida immaginazione di chi si diverte troppo per lamentarsi delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spie con i corvi dentro.&lt;/span&gt; Che dà fastidio quasi quanto il mio nuovo ed economico archetto da violino in 3/4, che lo sperimentiamo sui piatti che cigolano come un gatto investito, ma che permette il mio personalissimo assolo sul finale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Border Radio&lt;/span&gt;. E' solo questione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;differenziare il suono percepito da quello effettivo&lt;/span&gt;, e non ci si riferisce all'assolo, ma al concerto nella sua totalità.&lt;br /&gt;Saranno quindici gradi, ma ne senti il triplo, mentre bruciamo pacchetti di sigarette e ci soffermiamo a guardare i poster che tappezzano i camerini. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dove i Baustelle incidono sul muro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Baustelle was here"&lt;/span&gt; e qualcuno sotto gli risponde "fate cagare!" o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;qualcosa-di-simile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Poi mentre torni in quella che per qualche giorno della settimana diventa la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"nuova casa"&lt;/span&gt;, ti fermi  alle quattro di mattina negli autogrill tutti uguali, e gli altri fanno colazione e tu trovi, tra le mille stecche di cioccolato, una della Lindt alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Creme Brulè&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Creme Brulè&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alla Creme Brulè.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E allora ti sciogli, mentre ti si chiudono gli occhi.&lt;br /&gt;Come prima, in un posto qual'è il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Velvet&lt;/span&gt;, forse potenzialmente al 30% di quello che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;saremmo&lt;/span&gt;, è stato figo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Comunque figo&lt;/span&gt;, come quel simpaticone del commento su &lt;a href="http://www.rockit.it/magazine/album.php?x=00008763"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rockit&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il tempo scorre realmente lungo i bordi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SOniQzkme_I/AAAAAAAAAS4/dUX911UOZf0/s1600-h/velvet2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SOniQzkme_I/AAAAAAAAAS4/dUX911UOZf0/s400/velvet2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253979218653903858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;foto di &lt;a style="font-style: italic;" href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&amp;amp;friendid=358672219"&gt;Lorèn&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/trogloren/2913933468/"&gt;http://www.flickr.com/photos/trogloren/2913933468/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3926472436388272541?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3926472436388272541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3926472436388272541' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3926472436388272541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3926472436388272541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/10/velvet-club-rimini-le-spie-con-i-corvi.html' title='Le spie con i corvi dentro - Velvet Club, Rimini'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SOniQzkme_I/AAAAAAAAAS4/dUX911UOZf0/s72-c/velvet2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-4451450101423748738</id><published>2008-09-30T13:34:00.003+01:00</published><updated>2008-09-30T14:29:13.866+01:00</updated><title type='text'>Dissimulare le aspettative</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diciamo che tutto era prevedibilissimo. Che non sarebbe durato, e lo sapevo. Ma messa così sembra una tragedia, che non è. Oh, come mi piace &lt;span style="font-style: italic;"&gt;confondere&lt;/span&gt;, come mi piace &lt;span style="font-style: italic;"&gt;complicare&lt;/span&gt;, come mi piace &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sorridere&lt;/span&gt; e ri-&lt;span style="font-style: italic;"&gt;leggere&lt;/span&gt;. Come mi piace&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; dissimulare le aspettative&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Siamo seri, ogni tanto, siamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cangianti &lt;/span&gt;per una settimana sull'&lt;a href="http://www.rockit.it"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;homepage di Rockit&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, e lo sottolineo non tanto per accrescere il mio ego, quanto per un mero scopo pubblicitario, visto che gli ordini &lt;a href="http://www.unhiprecords.com"&gt;dall'alto&lt;/a&gt; sono di spingerci quanto più è possibile.&lt;br /&gt;Siamo seri, ogni tanto, e pianifichiamo una settimana che deve essere precisa al minuto, nonostante presenti simpatiche incognite. Nonostante presenti le solite &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;scie di pura gioventù&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Siamo seri, e allora passo davanti allo specchio, mentre dalle casse esce a volumi altissimi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;September in the rain&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marti&lt;/span&gt;, e per la prima volta da tanto mi guardo e mi vedo moderatamente scavato rispetto a qualche tempo fa. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mio padre ha diagnosticato un mix di sigarette, alcool e droga a giustificare i miei otto chili in meno, ignorando completamente l'estate passata a saltare pranzi e cene per carenza di tempo.&lt;/span&gt; Tu che hai tutt'un'altra modalità di esposizione, mi hai osservato un pò, mi hai toccato il culo e mi hai sussurrato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"la smettiamo di dimagrire?"&lt;/span&gt;. Ti vorrò sempre bene anche per queste cose, carissima.&lt;br /&gt;Intanto continuiamo a rapportarci con i primi dei, a subirne il fascino e la possenza, le lune, che si scontrano a volte con l'incapacità e la timidezza di sfiorarli. Allora non facciamo altro che aumentare di una tacca il volume dell'iPod, aumentare di quei c&lt;span style="font-style: italic;"&gt;inque-dieci-centimetri&lt;/span&gt; ogni passo mentre automaticamente i pensieri sfumano. Funziona, cristo. Come i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cocahavana&lt;/span&gt;. Come le cene istituzionali in cui ci sediamo composti e tirati-a-lucido per alzarci molto più storti, con qualcosa che ti batte la cassa di &lt;a href="http://www.blakeeee.com"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;New Millennium's Lack of Self Explanation&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sul cervelletto e ti ricorda costantemente il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bitrate&lt;/span&gt; a cui dovrebbe essere suonata.&lt;br /&gt;Ma torniamo ad essere seri, facciamo un pò di propaganda, e poi ci salutiamo. Perchè il tempo è dunque giunto. Perchè si è parlato, si è riso della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;boccuccia&lt;/span&gt;, si è telefonato a casa per assicurare ai parenti di essere ancora vivo mentre mi si urlava di muoverci per andare ad un fantomatico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;raveparty&lt;/span&gt; che non ha motivo di esistere, perchè in quelli veri c'è chi pensa ancora che la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ketamina"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ketamina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sia uno stupefacente. Ma dio, ma state scherzando?&lt;br /&gt;Comunque, questa settimana si fa sul serio. Così debuttano in Italia i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Blake/e/e/e&lt;/span&gt;, al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Velvet &lt;/span&gt;di Rimini. Al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Creative Fun! festival&lt;/span&gt;, sul palco R.E.M., con i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jocelyn Pulsar&lt;/span&gt;, gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amycanbe&lt;/span&gt; ed il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"nostro" Egle Sommacal&lt;/span&gt;. La cosa comincia alle dieci postmeridiane, e noi suoniamo per ultimi. E poi per chi vuole c'è il dancefloor dove consumarsi i piedi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SOIoJaN1rjI/AAAAAAAAASg/4GG0UdKzxWw/s1600-h/11027.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SOIoJaN1rjI/AAAAAAAAASg/4GG0UdKzxWw/s400/11027.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251804257588719154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-4451450101423748738?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/4451450101423748738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=4451450101423748738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4451450101423748738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/4451450101423748738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/09/dissimulare-le-aspettative.html' title='Dissimulare le aspettative'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SOIoJaN1rjI/AAAAAAAAASg/4GG0UdKzxWw/s72-c/11027.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2799747856927474875</id><published>2008-09-23T17:00:00.004+01:00</published><updated>2008-09-23T17:52:42.037+01:00</updated><title type='text'>Giuro che ci provo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Carissima,&lt;br /&gt;giuro che ci provo. Giuro che provo ad essere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mediamente&lt;/span&gt; decente, provo a cambiare, ad essere più docile, a smussare gli spigoli. Magari non è quello che vuoi tu, magari sono io che sbaglio, che non capisco. Dopotutto, siamo l'incrocio tra cosa siamo e cosa gli altri vorrebbero noi fossimo. Cosa vorremmo essere. Ci adattiamo, per sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Questo mondo ti vuole splendente, e in ottima forma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non mi sento per nulla splendente, e accantono il mio essere stronzo per un qualcosa di più alto, per una tranquillità cui mi appiglio ogni giorno con le unghie che non ho, mangiate per preservare la mia testa da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;infiniti frontali contro il muro&lt;/span&gt;. Con quel briciolo di sicurezza in più fatta di sogni che lentamente si materializzano, mentre il resto frana in silenzio. Perchè nello sbriciolarsi delle convinzioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pre&lt;/span&gt; ventenni è necessario trovare qualcosa che sorregga, almeno fino a quando finiranno le tempeste, almeno fino a quando imparerò a governare questa cazzo di barca e non mi sentirò sprofondare ad ogni onda un pò più alta, un pò più forte.&lt;br /&gt;Ti porterei a bere un bicchiere di vino, in quel posto dove i prezzi sono vaghi, mutevoli. Dove il prezzo cambia ogni giorno. Perchè così sposteremmo le nostre attenzioni a problemi meno esistenziali, perchè così lo scoglio della conoscenza sarebbe già stato superato. Perchè ci credevo, più di adesso che metto in random l'iPod perchè sono stufo di sapere già che canzone seguirà a quella che sto ascoltando. Perchè ci credo, perchè sono fatto così, e continuo a pensare che sono onde, che ci alziamo e ci abbassiamo, che andiamo sotto e voliamo, a seconda dei tempi migliori o peggiori. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Forse è il mare, forse lo sento dentro più di quanto non creda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;O forse anch'io, semplicemente, dovrei smetterla con ciò che mi consuma, dovrei cambiare nome per un pò e aspettare che qualcuno mi trovi, da un'altra parte, in un altro posto, con un bicchiere di vino dal prezzo certo, dal gusto conosciuto. Sacrificare le onde, cercare la stabilità. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tornare bambino, in montagna, col berretto di lana calato in testa e le guance rosse, uscire dall'albergo la mattina e alzare gli occhi verso il Sassongher sapendo perfettamente di trovarlo là, immobile possente quadrato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quanto mi manca, quanto mi manchi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma tu sei più simile al mare che adesso ho davanti agli occhi, che al Sassongher, sempre più un ricordo lontano e innocente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Mi sento come il soffitto di una chiesa bombardata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tu sei più simile al mare e io mi ci butterei dentro lo stesso. Perchè sono fatto così.&lt;br /&gt;Perchè guardo il pacchetto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;classicissime&lt;/span&gt; vicino alla tastiera e penso che dovrei smetterla con le sigarette. E in fondo so che accendermene una sarà la prima cosa che farò quando mi alzerò da questa sedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2799747856927474875?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2799747856927474875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2799747856927474875' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2799747856927474875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2799747856927474875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/09/giuro-che-ci-provo.html' title='Giuro che ci provo'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3688556826708910153</id><published>2008-09-16T16:02:00.002+01:00</published><updated>2008-09-16T16:49:38.484+01:00</updated><title type='text'>Ri-provare gli effetti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Essere mediamente di corsa, ma non così tanto. Restare a casa una sera, ieri sera, per provarne l'effetto dopo tanto, per vedere per sbaglio il concerto dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sigur Ròs&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Moma&lt;/span&gt; di New York e restare inebetito fino ai titoli di coda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;...sono gli adesivi sulle pareti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;è il tempo che scorre lungo i bordi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere mediamente di corsa, ma trovare anche un pò di tempo per fermarsi, pensare. Soprattutto pensare al vuoto, ma si bisognava più del gesto, che dei contenuti.&lt;br /&gt;Essere mediamente di corsa, e farsi &lt;a href="http://twitter.com/mattia3a"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il twitter&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Molto poco utilizzato e molto poco attrattivo, a dirla tutta.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E domani giù a Bologna, &lt;a href="http://velvet.it/txp/common_calendario"&gt;e il &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://velvet.it/txp/common_calendario"&gt;quattrottobre&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://velvet.it/txp/common_calendario"&gt; si comincia a suonare sul serio, al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Velvet&lt;/span&gt;, a Rimini.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3688556826708910153?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3688556826708910153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3688556826708910153' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3688556826708910153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3688556826708910153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/09/ri-provare-gli-effetti.html' title='Ri-provare gli effetti'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6568490220261744647</id><published>2008-09-13T11:23:00.002+01:00</published><updated>2008-09-13T14:56:05.386+01:00</updated><title type='text'>Il vento ci porterà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Piove di cattiveria.&lt;/span&gt; Piove così tanto che ce ne siamo già stufati. Che eravamo tutti ansiosi di vedere le nuvole arrivare, di riposarci mentre ci annegavamo d'acqua. Invece siamo rimasti troppo a lungo stanchi e asciutti. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Troppo asciutti.&lt;/span&gt; La pioggia è arrivata troppo tardi, mentre resto chiuso nella mia stanza accampata dopo il tanto girare degli ultimi giorni. Posare gli occhi sui vetri delle finestre, e faticare a vedere oltre. Con questo penso sia finita l'estate, o magari no. Con questo penso sia finita l'estate, fatta di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alti&lt;/span&gt;, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bassi&lt;/span&gt;, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;profondamente bassi&lt;/span&gt;, di a&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ltissimi picchi&lt;/span&gt;. Di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fatti&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cose&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&amp;amp; persone&lt;/span&gt; che irrimediabilmente l'arrivo dell'autunno cancellerà, o che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il vento ci porterà lontano&lt;/span&gt; mentre magari loro rimarranno qui, ma si è auspicato troppo a lungo questo necessario allontanamento per soffrirlo, anche nella sua più minima parte.&lt;br /&gt;Mentre comincio a non sentirmi così spaesato mentre ripasso per la millesima volta per certe vie di Bologna, comincio a riconoscere le porte, i gusti, le sfumature. E' una cosa che riempie, che vale molto più di un acquazzone memorabile, che ti fa sentire parte di qualcosa, che non è così scontato. E ti scrivo mentre maledico una sciagurata che con le sue indecisioni alla biglietteria della stazionecentrale rischia di far perdere i rispettivi treni alle rispettive dieci persone dietro di lei, me compreso. Ti scrivo mentre chiunque mi chiami al cellulare dice di essere sotto la tempesta, mentre io nell'asse Bologna-Padova-Chioggia non becco una goccia. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mentre schivo le pozzanghere e penso ai cani che volano dal quinto piano.&lt;/span&gt; Che puntano i piccioni sui davanzali e gli scattano incontro e i piccioni li schivano e questi volano e si spiaccicano. Soffoco un sorriso abbassando gli occhi, mi accendo una sigaretta e penso che manchi ancora qualcosa, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;qualcuno.&lt;/span&gt; Che gli eventi non sono ancora allineati e incastonati da potersi considerare perfetti. Questione di temporali, questione di ospedali, questione di qualità o forse solo di priorità, di essere per un istante obbiettivi, nonostante tutto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che dicono che le cose inaspettate sono le migliori.&lt;/span&gt; Che è anche vero. &lt;a href="http://www.rockit.it/homeindex.php"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.rockit.it/homeindex.php"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homepage di Rockit, faccia sbilenca gggiovane indigesta sotto "dischi in uscita". &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;Non se lo aspettava davvero nessuno, non solo io che&lt;span style="font-style: italic;"&gt; è tutto nuovo - è tutto ben accetto - è tutto troppo divertente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io che di solito le cose le sento prima, per non so quale sfiga.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Intanto, continua a piovere di cattiveria.&lt;/span&gt; Intanto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nick Cave &lt;/span&gt;è l'accompagnamento ottimale per una giornata così.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6568490220261744647?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6568490220261744647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6568490220261744647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6568490220261744647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6568490220261744647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/09/il-vento-ci-porter.html' title='Il vento ci porterà'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6317739899906015619</id><published>2008-09-03T19:28:00.002+01:00</published><updated>2008-09-04T14:30:24.955+01:00</updated><title type='text'>La boccuccia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi a forza di stare fermo nella stessa posizione, mi si chiude la bocca. Che è risaputo essere già estremamente &lt;span style="font-size:78%;"&gt;piccola.&lt;/span&gt; Più che altro, è risaputo qui, ma non è così scontato per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Federica&lt;/span&gt;, che mi controlla, che mi sistema la t-shirt, che mi guarda e mima una bocca troppo grande rispetto alla mia, e interviene sulla mia faccia e sui miei jeans strappati e sui pantaloni presi a mio padre perchè non ci entra più. Più che altro, è difficile non sorridere guardando chi e cosa mi circonda, guardando le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;luci-al-neon-freddo&lt;/span&gt; (o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;luci-fredde-al-neon&lt;/span&gt;, non lo so), le nostre discussioni serie, ascoltando i &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/This_Heat"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;This Heat&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (questi fantasmagorici sconosciuti) e &lt;a href="http://www.myspace.com/bontempib1"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bontempi B1&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (questo fantasmagorico pazzo). Gli occhietti spenti brillano di contentezza e difficilmente qualcosa potrebbe affievolirli. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Forse Photoshop, ora che ci penso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi sforzo di non sembrare un dodicenne tra il fumo delle sigarette e le bombe della prima vera pioggia della stagione, targata primo settembre. Arrivo moderatamente stravolto eppure sembro sempre troppo giovane.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Non sei invecchiato per niente"&lt;/span&gt;, mi sussurra Egle sogghignando mentre rolla una sigaretta. Poi mi saluta e mi sorride.&lt;br /&gt;Io Bologna non la conosco e ci passeggio come un bambino. A tratti somiglia drammaticamente a Padova. Mi perdo tra i portici entrando con lo sguardo dentro ogni vetrina, specchiandomi in paesaggi nuovi eppure dal vago sentore di&lt;span style="font-style: italic;"&gt; già-visto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono attimi che passano, mentre metto dentro all'iPod un pò di cose nuove, solo per il gusto di scoprirle, senza criterio, senza particolari motivazioni. E resto con gli occhi sbarrati mentre ascolto cose che mi rappresentano troppo, che ti rappresentano troppo. Cose che ci avrei messo la mano sul fuoco che sarebbe andata così, che potrei fare l'indovino. Che verrebbe sicuramente meglio dello studente, piuttosto che del batterista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;prendi me, offro garanzie prive di calcoli&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ma tu dividimi in parti uguali&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;che riserverò per te&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;quella migliore&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma così vanno le cose, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perchè davvero le lascio passare, perchè davvero mi sfiorano, perchè davvero non sono in grado di comprenderle.&lt;/span&gt; Così cambiano le prospettive, col rumore in sottofondo di una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;steeldrum&lt;/span&gt; e la riproposizione di pezzi improponibili. E ridiamo di cose macabre, perchè ci piace così, perchè &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Fuma uno spinello e muore"&lt;/span&gt; fa oggettivamente ridere, che magari qualcuno ci crede davvero e bisogna sdrammatizzare.&lt;br /&gt;E non sai che piacere è stato scriverci quei messaggi normali, parlando di vita normale, della sveglia di oggi, dei nostri impegni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quanto ho aspettato tutto questo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hello friends,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;just a quick update about a due change of line-up.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The band is now comprised of Paolo Iocca, Marcella Riccardi, Egle Sommacal and Mattia Boscolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luckily enough, we've run into two awesome musicians living kinda around the corner. We're sure some of you know already Egle for his past (and present!) militancy with Massimo Volume, and for his supreme solo work (album "Legno" out on Unhip Records). If not, go check his myspace profile on our top friends immediately!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;On the contrary, Mattia is all new to this, and therefore he can't wait to demonstrate his abilities live. :)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il resto,&lt;a href="http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&amp;amp;friendID=276107696&amp;amp;blogID=430075403"&gt; qui.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6317739899906015619?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6317739899906015619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6317739899906015619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6317739899906015619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6317739899906015619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/09/la-boccuccia.html' title='La boccuccia'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7121911795617718026</id><published>2008-08-20T10:34:00.004+01:00</published><updated>2008-08-20T10:43:24.812+01:00</updated><title type='text'>Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora. Questo fondamentalmente è il posto dove finiscono le mie paranoie, le mie esaltazioni, il mio narcisismo e la mia stupidità.&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Non capire lo stato d'animo con cui ci si appresta a scrivere la prossima frase, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;m&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;olto in aria, molto felice, molto intontito...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://blakeeee.com/"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SONO IL NUOVO BATTERISTA DEI BLAKE/E/E/E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;"...sei bravo, sei veneto, mi sta sul cazzo solo che sei così giovane..."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7121911795617718026?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7121911795617718026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7121911795617718026' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7121911795617718026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7121911795617718026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/08/la-svolta.html' title='Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-2509871868950803082</id><published>2008-08-18T10:32:00.004+01:00</published><updated>2008-08-18T11:26:21.283+01:00</updated><title type='text'>Con un pò più di frasi ad effetto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrivo poco e scrivo male. Un'assenza non percepita, non l'unica, la possibilità di sedersi, pensare, spaccarsi la testa per un tempo indeterminato. Mentre qui suona la sveglia ogni due ore a ricordarmi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di-fare-questo-di-fare-quello&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ferragosto è stato bagnato, come spesso negli ultimi anni. E noi lo aspettavamo. E fumiamo mentre ci barrichiamo in onore della pioggia e delle tre ore di relax che ci ha concesso. E aspettiamo che passi, ci facciamo prendere dal vento, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mettiamo su un disco che uscirà solo nei prossimi mesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci si chiude in una salaprove generosamente prestata per andar dietro ad un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;iPod&lt;/span&gt;. La mia idea di gruppo era un pò più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;romantic&lt;/span&gt;a, di quel ragno grande come un pugno che mi guarda mentre suono dietro ad una batteria che era mia e che ora non lo è più. E quando suono più forte si nasconde, e quando smetto sbuca fuori ancora.&lt;br /&gt;Fa schifo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;at all&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il ragno, non la vecchia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tamarockstarpro&lt;/span&gt;, non la salaprove generosamente prestata che sa di sauna e che d'inverno so che sarà un frigo. Perchè qui suonare è una forma di martirio fisico, da sempre. Da quando fumare una sigaretta era trasgressivo,&lt;span style="font-style: italic;"&gt; oltrechè&lt;/span&gt; proibito, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;oltrechè&lt;/span&gt; stupido.&lt;br /&gt;Adesso nessuno si scandalizza se mi accendo una sigaretta sul poggiolo di casa. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'assuefazione si mischia alla necessità all'assenza al bisogno di lanciare il mozzicone a chilometri di distanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E dal poggiolo vedo due ragazzi, lei gli urla qualcosa in faccia, ma si mangia le parole e si capisce che sta piangendo. Lui la tiene per le braccia, e le dice qualcosa tipo &lt;/span&gt;"non me lo merito"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, ma anche dal quarto piano, anche col fumo che pizzica la gola, anche con gli occhi stanchi dopo l'ennesima giornata infinita, si capisce che se lo merita, eccome. Lei si dimena e se ne va, dopo che lui le avrà ripetuto la fatidica frase almeno dieci volte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Penso che con un pò più di frasi ad effetto, almeno l'avrebbe trattenuta un pò di più.&lt;br /&gt;Getto il mozzicone non così distante come avrei voluto, mentre la ragazza sparisce per sempre dalla mia vista.&lt;br /&gt;Per il suo bene, spero sia sparita per sempre anche dalla vi(s)ta dell'altro ragazzo. Anche se so, che non è così.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Monocorde. Monotematico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Che la perfezione non esiste, anche se questa estate alla fine sta scivolando via molto più veloce di quanto potessi sperare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E domani, me ne vado a Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;there's a party in the stadium,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;all my friends have been rescued...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-2509871868950803082?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/2509871868950803082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=2509871868950803082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2509871868950803082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/2509871868950803082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/08/con-un-p-pi-di-frasi-ad-effetto.html' title='Con un pò più di frasi ad effetto'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6838654501763026634</id><published>2008-08-06T10:46:00.003+01:00</published><updated>2008-08-06T11:34:18.034+01:00</updated><title type='text'>Nulla va lasciato al caso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che ti devo dire? Che ci siamo trovati in uno dei miei momenti peggiori da secoli? Che solitamente sono l'ultima persona al mondo cui piace autocommiserarsi, e lo stesso sembra che mi pianga addosso?&lt;br /&gt;No, sto bene. No, non ho tempo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's all, folks.&lt;/span&gt; E se non mi si crede, i problemi non son assolutamente miei.&lt;br /&gt;Supero gli sguardi alteri, altezzosi, superiori. Passerà questa estate, che sfinisce, che consuma. Passerà questo odiosissimo male dentro, fatto di canzoni che non mi va di ascoltare e di levate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;simil&lt;/span&gt;mattutine che mi riportano nel mondo vero più stanco di quando l'ho lasciato e di parole che bucano i timpani da quanto veloci entrano ed escono dalla mia testa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fatto di te che giuro non capisco chi o cosa sei. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Profondissima bambina.&lt;/span&gt; Di altro, di altri, di altre, non me ne curo affatto.&lt;br /&gt;Verranno giorni migliori, in un letargico duemila&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;/span&gt;otto che sta regalando emozioni intense ma che sanno di anestetico. Mi maledico, ma bada bene, non mi sto commiserando. Mi alzo, sospiro, preparo con il sorriso ebete delle migliori occasioni i vostri &lt;span style="font-style: italic;"&gt;macchiatoni-semilunghi-d'orzo-con-tanta-schiuma&lt;/span&gt; e vi maledico mentre vi porgo lo scontrino. Perchè questi sono i giorni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;these days, the stars seem out of reach&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mi maledico, perchè tutto è bellissimo, perchè il sole, perchè il mare, perchè il ginlemon alle due&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;/span&gt;trenta postmeridiane nell'unico giorno vacanziero. &lt;/span&gt;Tutto è bellissimo, ma non posso passare inosservato il mio sentirmi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; adatto.&lt;br /&gt;Se ci penso, se ci pensi, sono così da quando ho memoria di me.&lt;br /&gt;Non mi accontento, e mi incazzo. E siccome sono profondamente dentro le cose che faccio, non mi accontento e mi incazzo anche nelle cose che più mi potrebbero essere distanti. Perchè sono fatto così, nonostante il caldo mi faccia sembrare quello che non sono e che non sarò mai. Perchè, e qui mi maledico definitivamente, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nulla va lasciato al caso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;verrà un vento caldo, a cancellare questa umidità&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;lo devi solo aspettare...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6838654501763026634?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6838654501763026634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6838654501763026634' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6838654501763026634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6838654501763026634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/08/nulla-va-lasciato-al-caso.html' title='Nulla va lasciato al caso'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-1432225726907889003</id><published>2008-08-02T10:45:00.003+01:00</published><updated>2008-08-02T11:07:15.131+01:00</updated><title type='text'>Bones</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_LVCN6ctGYa4/SJQxPg6WKfI/AAAAAAAAASY/sdh01oRYBGI/s1600-h/swdefinitivo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_LVCN6ctGYa4/SJQxPg6WKfI/AAAAAAAAASY/sdh01oRYBGI/s400/swdefinitivo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229859209886444018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I &lt;a href="http://sickwatching.splinder.com"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sickwatching&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; erano un gruppo di qua, di qualche tempo fa. Ho cominciato a suonarci insieme che non avevo ancora la patente e gli altri dovevano portarmi in macchina a fare le prove. Gli altri erano, e sono, moderatamente più grandi di me. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Era inverno e i ritardi congeniti del Iazzo mi hanno fatto prendere sonore congelate.&lt;/span&gt; Poi abbiamo cominciato a fare concerti, abbiamo cominciato a divertirci, abbiamo cominciato a suonare in ogni condizione possibile immaginabile.&lt;br /&gt;Il tutto, a tratti appariva molto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rocchenroll&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Abbiamo incrociato molte persone sulla nostra strada, e tante ce le portiamo dietro ancora, assieme a tutte le registrazioni, le litigate, le sigarette, le spedizioni all'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Essemusic&lt;/span&gt;, le scritte sui muri della salaprove.&lt;br /&gt;Poi è finito tutto, abbiamo arrancato un pò, e ci siamo salutati. Ognuno ha preso strade diverse, la mia penso la si conosca più o meno bene.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stasera, non si sa bene &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perchèpercosa&lt;/span&gt;, i Sickwatching tornano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vanno ringraziate particolarmente le domeniche di pioggia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Torniamo per un solo concertino, e poi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;adieu&lt;/span&gt;. Forse presto ci dimenticheremo pure noi dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sickwatching&lt;/span&gt;, in fin dei conti un gruppo normale, ma di sicuro, a distanza di oltre due anni dall'ultimo concerto,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; stasera ci saremo solo noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-1432225726907889003?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/1432225726907889003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=1432225726907889003' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1432225726907889003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/1432225726907889003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/08/bones.html' title='Bones'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_LVCN6ctGYa4/SJQxPg6WKfI/AAAAAAAAASY/sdh01oRYBGI/s72-c/swdefinitivo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-7046816691514939880</id><published>2008-07-23T09:40:00.002+01:00</published><updated>2008-07-23T10:11:55.752+01:00</updated><title type='text'>Sotto le stelle</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si comincia vicino a casa, in un bar in cui da troppo non metto piede. Ci lavora una persona che non so chi sia, se non lontanamente. Non si scompone davanti al mio caffè delle sette&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;/span&gt;trenta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;postmeridiane&lt;/span&gt;, mentre provo a mantenermi sufficientemente affabile e altrettanto per i cazzi miei.&lt;br /&gt;Poi mi chiede se suono ancora. Mi dice che si ricorda di me. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che si vede che suono.&lt;/span&gt; Forse dai levi's o forse dagli occhi spersi. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nei miei silenzi alla caffeina penso che una t-shirt figa e un paio di levi's a pezzi non fanno un musicista.&lt;/span&gt; Dico che sto andando a vedere un concerto, a Ferrara, nulla più.&lt;br /&gt;Sotto le stelle, senza dirle chi suona, che difficilmente mi sarebbe tornata indietro la risposta "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yuppie Flu&lt;/span&gt;? quelli che sembrano i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pavement&lt;/span&gt;? bello!" o simili, in riferimento ai crucchi, ai &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Notwist&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Poi Ferrara, poi per strada si incontra di tutto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gli autovelox mimetizzati e noi a metterci in posa ogni trecento metri&lt;/span&gt;, le macchine indiane.&lt;br /&gt;Sotto le stelle, incroci gente da ovunque, gente che suona, &lt;a href="http://pretemessicano.blogspot.com"&gt;gente che dovrebbe tagliarsi un pò i baffetti&lt;/a&gt;, gente lì per godersi un concerto, mentre io mi ci sforzavo e un pò rosicavo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perdere brucia, sempre.&lt;/span&gt; E non mangiare, e ondeggiare su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Drained by Diamonds&lt;/span&gt;, e incrociare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kyle&lt;/span&gt;, e mischiare le nostre imprecazioni internazionali assieme ai "come va?".&lt;br /&gt;Sotto le stelle, ritrovare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Yuppie Flu&lt;/span&gt;, diversi da come ci eravamo salutati, è stato strano, entrare in un mondo diverso, vedere i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Notwist&lt;/span&gt; da dietro, straparlare in inglese aggiungerci qualche parola d'italiano capire il senso immaginare il resto. Nessun antidolorifico a fermare la birra. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dei discorsi che placano e aumentano, a seconda delle gradazioni, i piccoli mostri dentro lo stomaco.&lt;/span&gt; Che non siano rose e fiori per tutti, lo si sapeva.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tu sei giovane, sentito da tutti, tante volte, da sembrare vero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Consequence&lt;/span&gt;, e in un attimo dimentico tante cose, dimentico tante persone, dimentico cose che hanno tolto il sorriso. Effetto rigenerante, come guardare le stelle.&lt;br /&gt;E salutarsi con più sincerità rispetto alla media, e ci sentiamo presto. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E cose così.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un concerto da ricordare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-7046816691514939880?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/7046816691514939880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=7046816691514939880' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7046816691514939880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/7046816691514939880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/07/sotto-le-stelle.html' title='Sotto le stelle'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-3225140998786250431</id><published>2008-07-16T10:02:00.002+01:00</published><updated>2008-07-16T10:59:28.929+01:00</updated><title type='text'>Ogni singola parola di ogni singola canzone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Dovrei fare mille cose utili ed invece faccio poco o nulla. E mi sono pure svegliato presto, e ho lavato gli occhi col caffè. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E mi soffermo troppo sulla tua lingua. &lt;/span&gt;Ho fatto salti mortali, ora per la prima volta ne realizzo la probabilie inutilità. E avevo bisogno della musica di un gruppo che ho sempre bistrattato e che ora sto scoprendo davvero, per capire. Dell'inutilità, dei lividi sotto la pelle.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Potrei dedicarti ogni singola parola di ogni singola canzone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cambiano le prospettive, e ho poco in mano. Nemmeno il vino di ieri sera che era oggettivamente pessimo, nemmeno quella salaprove dentro ad un granaio, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fascinosa&lt;/span&gt; e rustica e opposta alla mia, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;suburbanaundergroundsfighè&lt;/span&gt;. La marlborolightmorbida bruciava accordando la batteria presa a prestito da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non so chi&lt;/span&gt;, le labbra bagnavano il filtro, perchè troppo poco concentrate. Suonava abbastanza male, ieri sera, ma qualche attimo di puro divertimento c'è stato, ci rifletterò su.&lt;br /&gt;Il rullante ormai me lo porto dietro ovunque. A suonare semplicissimi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quattroquarti&lt;/span&gt; e pensare che pochi altri pezzi di bronzo mi hanno mai dato una soddisfazione eguale. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che sia solo un rullante, è relativo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Opelcorsaecceteraeccetera&lt;/span&gt; è tornata magnifica e operativa, e i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Band of Horses&lt;/span&gt; uscivano dai finestrini abbassati quasi in distorsione, mentre sfrecciavo in perenne ritardo su strade che potrei fare ad occhi chiusi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solo tu avresti potuto farmi cambiare strada, scegliere la via trafficata, per un nobile fine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La disillusione è il respiro rotto di un pugno. Non brucia il colpo, bruciano le conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fermarsi pensare ricalibrare ricalibrarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Aggiornare l'iPod.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Mangiare del pesce dove lo fanno bene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Limitare caffè, sigarette, coltellate allo stomaco.&lt;br /&gt;Chiudere gli occhi per sentire le bombe che cadono. Dove cadono. E spostarsi in tempo, nel silenzio. Che adesso mi finirebbero in testa e non me ne accorgerei. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se questa fosse Londra, nel 1940.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se questa fosse guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se fosse Coventry, sarebbe peggio. Non avrei speranze.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Invece, qualcosa mi resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;"Io sto bene, è un eufemismo".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Applausi. Risate. Poi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gianni Maroccolo&lt;/span&gt; attacca con l'acustica e la sigaretta accesa e penzolante.&lt;br /&gt;Ma questa è tutt'un'altra cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno a fare ciò che devo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scusa Giorgia, domani ti spedisco tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-3225140998786250431?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/3225140998786250431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=3225140998786250431' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3225140998786250431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/3225140998786250431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/07/ogni-singola-parola-di-ogni-singola.html' title='Ogni singola parola di ogni singola canzone'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4675983716458898253.post-6147113276050426109</id><published>2008-07-13T10:26:00.005+01:00</published><updated>2008-07-13T10:51:28.660+01:00</updated><title type='text'>Come una fisarmonica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono stati gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Afterhours &lt;/span&gt;e ci sono stati i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marlene Kuntz&lt;/span&gt;. Non c'è più tempo per scrivere e per respirare. Ho finito la sessione d'esami, ma da settembre si deve cambiare marcia. &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Siamo troppo suggestionabili.&lt;/span&gt; E fa caldo. E poi a volte è così umido, che fa freddo. E sapevo mi avresti scritto, sapevo che eri lì. Lo avrei fatto anch'io, mi hai solo anticipato mentre mi trascinavo nel corridoio verso la camera da letto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sempre meno accampata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Non ho il tempo di mangiare decentemente, sono svariati chili di meno (qualcosa tipo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;menocinque&lt;/span&gt; rispetto agli standard) e la sensazione fastidiosa di non riuscire a godersi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un'ora che sia una &lt;/span&gt;prende lo stomaco molto più che per segnalare un'assenza di carboidrati.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Perdo un minimo di sicurezza, ancora, che annega in un mojito. Con della musica dal vago retrogusto anni '60 e troppa gente attorno che conosciamo e noi che non balliamo. E ridiamo. E beviamo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E ci prendiamo e ci lasciamo come una fisarmonica, e manchiamo i saluti finali per una questione di cellulari troppo silenziosi. &lt;/span&gt;Fondamentalmente, penso non sia solo una &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;questione di qualità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E mangiamo chili di mandorle, che ci prendono bene. Perchè la strada verso casa, è sempre troppo lunga.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nei meandri di una cucina, qualcuno sa il buco che ho dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;girami dentro dunque, non ti fermare,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;sono a regola d'arte, sono come mi vuoi.  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4675983716458898253-6147113276050426109?l=strategiedellapnea.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/feeds/6147113276050426109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4675983716458898253&amp;postID=6147113276050426109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6147113276050426109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4675983716458898253/posts/default/6147113276050426109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://strategiedellapnea.blogspot.com/2008/07/come-una-fisarmonica.html' title='Come una fisarmonica'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10802180268524177455</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/_LVCN6ctGYa4/SsnlnZYhBxI/AAAAAAAAAjE/GqVm_BWlsPo/S220/bl27.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
