lunedì 23 agosto 2010
Paga per ogni posto che non vedrai mai.
lunedì 9 agosto 2010
Nessun titolo, questa volta.
lunedì 5 luglio 2010
Carol of wonders.
giovedì 17 giugno 2010
Tempo e pace.
lunedì 7 giugno 2010
Questione di secondi (e di coincidenze).
lunedì 10 maggio 2010
Diteci che siamo sani.
venerdì 23 aprile 2010
Il momento.
martedì 20 aprile 2010
L'impercettibile saluto.
giovedì 4 marzo 2010
Chili di sale.
venerdì 26 febbraio 2010
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (4)
venerdì 19 febbraio 2010
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (3)
venerdì 12 febbraio 2010
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (2)
venerdì 5 febbraio 2010
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti (1)
lunedì 1 febbraio 2010
Giù come forse sei tu quando viene la sera.
Partiamo da un pacchetto di winstonblu morbide. Perché fa troppo freddo per rollarsi le sigarette di drumbianco. Perché le mani sono congelate e non solo le mani. Partiamo da un treno che chissà se e quando partirà ma dovrebbe partire, che mal che vada ci metterà dei secoli ad arrivare. Che basta arrivare a Padova, che ormai ci siamo organizzati e ci siamo abituati a questi disguidi con trenitalia, che al massimo nelle news ti dice che la linea superveloce supersottile tra Chioggia e Rovigo si fermerà per disinnescare una bomba. E non ti dice che solo a Bologna è venuta giù una nevicata memorabile e in tutti i posti in cui siamo stati in cui dovremo andare c'è il sole. Partiamo con queste strategie di viaggio che scrivo in una carrozza di seconda classe di un regionale sbagliato e che poi passerò in un blog che continua ad essere inutile, e che è diventato musicale con il tempo, e che si è caricato di tanti troppi significati.
Intanto il treno è partito, cinque minuti di ritardo. Il controllore passa e fa finta di non vedere nessuno e non chiede i biglietti e si sistema il nodo della cravatta, leggermente storto.
Perché adesso ci siamo fermati e la nuova disposizione delle cose lascia delle voragini. Da cui vedere i paesaggi innevati e il sole che muore oltre i colli e la basilica e i cartelli blu di Bologna Centrale.
Perché adesso in realtà non siamo ancora fermi del tutto, ma procediamo per inerzia. Che avevamo gli occhi gonfi quando ci siamo detti non lo facciamo per scalare i quarantanove scalini della saggezza lo facciamo per essere telegenici mentre ci schiantiamo.
Giù come forse sei tu quando viene la sera.
Ma guarda come siamo magnifici mentre precipitiamo. Mentre ridiamo e fingiamo di tirare su vetri divisori immaginari. Mentre le prove con 33ore sono magicamente saltate perché la mattina ha portato in dote una quindicina di centimetri di neve e con la macchina di Marcello in sala prove non ci saremmo arrivati mai. E scusa se non ci vediamo da troppo tempo e la prima mezz'ora dopo il concerto l'ho passata a fissare il vuoto, che sono fatto così. Specie se non hai neanche un freedrink a disposizione per scioglierti la lingua e lo stomaco. Specie se non hai neanche la forza di iniziare una discussione decente, perché io sono lucido e tu sei spaventosamente brillo e nelle orecchie ho ancora i corvi che gracchiavano dalla cassaspia e non capisco le tue parole biascicate.
E stiamo attenti per piacere a cosa diciamo e a come parliamo. Che dirmi certe cose e pensare che io sia dentro la tua testa e ragioni con la tua testa è un difetto di valutazione indicibile. Che io sono io con i miei obbiettivi e la mia fame. Sono tutte le sensazioni di cominciare un esame e alla seconda domanda di finire l'inchiostro della penna. Di maledire una calcolatrice perché tira fuori dei risultati eccessivamente sbagliati. Sono tutti i silenzi e tutti i giri che il batterista dei RUNI fa ogni quattro battute e io faccio fatica a pensarli in una canzone intera.
Ma va così, e non è arrendevolezza. E' presa di coscienza. Come andare a letto che è mattina e quando si sente la sveglia pensare solo non è possibile. E dove non ci arrivo io ci siete voi che in vari modi mi fate capire che forse quarantanove scalini no, ma uno forse dopo mille scivolate potrei averlo scalato. Che penso sia un divertissement, e invece potrebbe essere qualcosa di più. Senza etichette, che al massimo ci scherziamo sopra e ci diamo un'aria sovrastimata solo per beccarmi un pugno sulla spalla. Che non è forte che non fa male, ma che è deciso, che a volte mi tiri giù anche così. Perchè te sai come prendermi e come fermarmi e come farmi sentire.
Come quando finisco il tabacco e Andrea mi prepara una sigaretta senza che io gliela chieda, e assaltiamo l'autogrill anche se è un MyChef. Che lo sanno tutti che l'unico autogrill peggiore di un MyChef, è un MyChef chiuso.
Il controllore torna e chiede il biglietto, faticando a vedere il marchio dell'obliteratrice. Perché è vero, gli va concesso, nell'obliteratrice c'era pochissimo inchiostro e non si legge nulla, che potrei averlo segnato un mese fa. Allora lo vedo abbassare gli occhi sulla data e l'orario stampato dalla biglietteria automatica, il momento dell'emissione del biglietto. 31012010 16:06. Il nodo della cravatta è ancora storto. Ci sono cose difficili da raddrizzare.
Ed io ho finito le parole.
venerdì 29 gennaio 2010
The Blonde Chicken
martedì 26 gennaio 2010
Era qualche mese fa.
sabato 2 gennaio 2010
Ciò che resta di noi sotto il tappeto, ancora.
domenica 27 dicembre 2009
Life less serious. Diario in ritardo di un tour sbilenco.
mercoledì 16 dicembre 2009
Hotel La Fabbrica.
Stamattina (15 dicembre), quasi dopo due mesi di occupazione, è stato sgomberato dalle forze del disordine lo Spazio Autogestito La Fabbrica di ragusa, dentro è stato trovato Sergio che è stato subito portato in questura. Ancora una volta le istituzioni dimostrano di non capire le esigenze della popolazione in un posto vuoto e grigio come la città di ragusa dove dietro la maschera del “famoso” barocco si trova una popolazione sempre chiusa in casa e dalla vita assolutamente monotona con figli che stanno sempre e solo fissi davanti allo schermo. Il collettivo stava cercando di ravvivare la situazione di degrato e monotonia del centro storico con iniziative costanti e continue di tipo ricreativo e culturale come concerti, presentazione di libri e giornali studenteschi, accoglienza alle associazioni prive di sete, assemblea sul diritto alla casa, corsi gratuiti e la settimana prossima sarebbe partita una mostra d’arte.
Esprimiamo solidarietà a Sergio che è stato trovato dentro lo spazio.
Fate girare la mail il più possibile, mettetela nei blog inoltratela fate sapere a tutti