venerdì 4 gennaio 2008

Come una scintilla

A volte succede, come una scintilla. Grazie al momento, al periodo, a persone, a canzoni che passano nell'iPod. Più aut meno casualmente. Confrontarsi con altre persone, smetterla di farsi del male.
Brindando et bevendosi il mare, visto che ci avevamo già provato, con infimi risultati, ad annegare.
Et ripensare ai ragionamenti, ai chilometri percorsi senza meta con il cervello che va letteralmente per i cazzi suoi. Ripensare ai ragionamenti fuori da un ostello a notte fonda con l'allarme di un Conad a violentarci le orecchie. Te lo ricordi, Mik? Ti ricordi che anche se non ci siamo detti nulla di veramente fondamentale, quando siamo tornati in camera stavamo centovolte meglio?
Tutto è servito, anche se nulla è stato realmente necessario. Perchè tutto passa, in fondo. Restano le cicatrici, che più passa il tempo, meno fanno male. Et magari fanno vissuto.
Sono quasi diciassette anni che ho uno pseudosquarcio sopra l'occhio destro. Resiste, indolore, immobile, incuriosisce. Ogni tanto qualcuno lo nota, et lo sfiora, et mi chiede cos'è. Tu sarai così, magari. Aut no, ma so perchè me lo sento dentro, che non sarà affar mio.
Perchè provo a lasciare che le cose passino, et mi sfiorino. Perchè non sono in grado di comprenderle, a fondo. Ma provando comunque a farne tesoro, a ricordare le lezioni et le bastonate prese. Che altrimenti non servirebbe a nulla. Che altrimenti sarebbe tempo perso. Et almeno so che non è stato tempo perso. Et mi ritrovo a non odiare nessuno, per sentirmi vivo.
E' una scintilla. Ci saranno mille altri momenti bui. Ci saranno mille altri momenti belli. Soffio sulla scintilla, orache c'è, che divampi questo fuoco. Anche se mi fa schifo parlare per metafore. Però è così.
Grazie.

Et ieri ho ascoltato casualmente et distrattamente qualcosina del nuovo disco degli Offlaga Disco Pax. Sarà uno dei migliori dischi del 2008.


ma io lascio che le cose passino e mi sfiorino
perchè non sono ancora in grado di comprenderle
io lascio che le cose passino e si sfiorino
senza toccarsi

Et ve la beccate pure. Il mare Verticale, ancora di Paolo Benvegnù.





8 commenti:

Anonimo ha detto...

innamorato di paolo benvegnù?

Mattia ha detto...

abbastanza.
molto legato al momento. che spero duri a lungo.

territori della follia ha detto...

a proposito di benvegnù stasera vado a vederlo al viper..e un po' mi mancherete..

Mattia ha detto...

a proposito di te e misia, domani sera dovrei andar a vedere i diaframma ad este. e matteo e michele son mezzi ammalati.
quindi domani sera mi mancherete veramente tutti.

Anonimo ha detto...

e maledette malattie.. ma magari sentiamoci che se mi ripiglio vengo volentieri a sentire un pezzo di storia.
e cmq sì, risalendo in stanza un po' stordito mi sentivo meglio, è dura vecchio mio, ma ne usciremo in qualche modo.. e ci sarà da raccontarne tra le note..

Anonimo ha detto...

tuta sta papardela per dire che ti à sentio el disco? ah benon :P

Anonimo ha detto...

comunque paolo benvegnù viene a padova a inizio febbraio al banale

Mattia ha detto...

lo so, il 5 febbraio. grazie.