mercoledì 21 novembre 2007

Niente di meno. Niente di più. Niente.

Et poi quando avrò finito di leggere questo post sarà chiaro anche a me che sono partito dal nulla et arriverò al nulla. Ho passato giorni infernali et gelidi, et ora tocco ferro et dico di stare bene. Sono più incostante di non saprei neanch'io cosa. Una volta il mood andava di onde lunghe. Ora no. Ora posso cambiare tre quattro volte al giorno. Dal pavimento al soffitto in due secondi et mezzo, et viceversa. Meglio ascendere comunque.
Continuiamo a suonare et registrare, io et il Piombo et il Simeoni. Che dobbiamo ancora decidere un nome, et sappiamo solo a cosa non deve somigliare. Et penso non dirò altro finchè non verremo ufficialmente fuori. Ci siamo stabilizzati, intanto, cresciamo et ci divertiamo.
Siamo nelle cose che facciamo, et al momento siamo bene.
Et ieri ho scoperto che abbiamo la salaprove di fronte alla sede del CEPU, oh my gosh (à la Men Like Me, visti sabato notte al TAG).
Et basta. Et il nulla impera. Et domani Fake P @ Big Fish, ma ne scriverò domani.
Et basta.
Oggi fondamentalmente non è tempo di rivoluzioni, come insegnava Gaber. Domani, forse. Ma dopodomani sicuramente. Et non ci crederà nessuno, ma così ho già sputtanato quello che ho scritto qualche riga fa.
Scusate se non si capisce niente, ve lo avevo detto. Avevo solo voglia di scrivere, è un bene che sia tornata pure quella.
Niente di meno. Niente di più.

sabato 17 novembre 2007

My awesome bachi da molina

Due giorni di concerti ieri et giovedì, per non pensare troppo a tutto il resto, et per passare due serate decenti. A cui la mia mente sbilenca aggiunge di diritto le prove di martedì et quelle di mercoledì sera. Ottime anche quelle, finalmente.
Giovedì la data uno del Pescione, con i My Awesome Mixtape. Et io a fare da fonico inutile, per necessità. Et mi sono piaciuti tanto, perchè adesso hanno una formazione stabile, perchè hanno suonato tanto in giro et si sente et si vede, perchè Maolo è un personaggio, perchè poi al Mancho gli voglio un gran bene...
Comunque ripeto bel concerto, veloce, et Big Fish abbastanza pieno. Et mi hanno dato pure un cuoricino da attaccar alla felpa, bellissimo. Et poi, Maolo che mi ringrazia dal palco et mi dice "Ma tu sei quello che parla male di noi sul blog!", che non è vero, che di voi ho parlato solo bene, qui.

Et venne il giorno dopo, ieri.
Ieri sono stato contattato per andare a vedere concerti un pò ovunque in un raggio di duecento chilomentri, et alla fine, ad ore mediamente tarde per una scelta del genere, ho optato per il Bronson, Ravenna, dove sul palco sarebbero saliti i Bachi da Pietra et Jason Molina.
Non conoscevo, se non di nome, entrambi.
Quando salgono i Bachi comincio a collegare un pò di cose, tipo che il batterista dei quiddetti è la mente dei Ronin, et degli Ovo. Tipo che non ho mai visto nessuno suonare la batteria così, tipo non ho mai visto nessuno far suonare un timpano così. Suonano et il tempo passa, mentre il Bronson comincia a riempirsi un pò. Non ci sono folle oceaniche, et quindi ci sono tutti i presupposti per godersi un gran concerto.
Infatti poi sale Jason Molina, cappellaccio che fa sbucare solo i capelli lunghi (visto che è mezzo pelato, l'amico), Gibson LesPaul et camicia a quadri, che esibisce una gran voce et delle canzoni che scivolano via tranquille. Tutti a bocca aperta, et lui che scherza et che apre una bottiglia di acqua et ne beve un sorso et poi si scola una bottiglia di birra. Grande.
Et la sorpresa arriva alla fine, perchè sul palco per l'ultimo pezzo salgono i Bachi da Pietra, et suonano insieme, tutti et tre. Et noi tutti a bocca aperta.
Un gran concerto. Una due giorni molto fortunata.
Et il Bronson ha una programmazione da paura, et anche se è chiaro come il sole che in serate come quella di ieri ci hanno rimesso qualcosa - economicamente parlando, si può solo far loro i complimenti.
Ci si tornerà, mentre giovedì prossimo al Pescione ci stanno i Fake P. Esserci.

giovedì 15 novembre 2007

(Ri)cominciamo - My Awesome Mixtape


Stasera si comincia ufficialmente al Big Fish. Comiceranno i concerti che tanto abbiamo voluto, con un gruppo, i bolognesi My Awesome Mixtape, a cui tutti noi (che abbiamo confabulato infinite ore sul-da-farsi et sul-chi-far-venire-a-suonare) teniamo parecchio. Dentro ci suona pure il Mancho, quindi per me è doppiamente un piacere.
Il concerto comincerà verso le ventidue, prima et dopo ci sarà Enver che metterà su un pò di dischi, l'ingresso costerà la fantomatica cifra di zero euro. Un affare.
Grazie ad Andrea et gli altri del Big Fish, et ad Enver et Fiorenzo.

Si segnala anche l'apertura di una pagina myspace alquanto importante et inaspettata: quella dei Maladives. Dove c'è pure una frasetta mia inutile buttata lì. I Maladives che sono l'ennesimo grande gruppo che per una scandalosa età anagrafica ho potuto solamente sfiorare dal vivo.

lunedì 12 novembre 2007

Perchè a me non mi fermano le groupies?

Et mi ritrovo ad imbastire l'ennesimo post-per-punti. Che poi chissà che ne verrà fuori, un'incognita dalla prima riga.
Comunque non ho ancora detto niente di venerdì sera, un gran concerto al BigFish, ne convengo. Suonare con gente del genere è come suonare con un disco sotto, che però va alla tua velocità. Et se il Riccardo era emozionato era perchè le cose che ha cantato le sente sue et gli vengono fuori da molto dentro. Et ero emozionato anch'io, et erano emozionati anche gli altri. Et eravamo così concentrati che alla fine io et il Michele ci siamo guardati et ci siamo detti "ma la prossima è già l'ultima?", et ci sarà pure un perchè.
Abbiamo fatto cinque canzoni, ho suonato mille strumentini diversi et per la prima volta ero piazzato davanti, sul palco. Cosa che solitamente, visto il mio amatissimo strumento classico, non accade. Una figata, con la gente a mezzo metro che fregava gli ovetti et i cembali dal tavolino. Prossima vita suonerò l'armonica a bocca, deciso. Et per chi me l'ha chiesto, ripeto ennesimamente che non ho mai suonato con nessun gruppo di Asiago. Perchè a me non mi fermano le groupies?
Et poi comunque con i Viceversa ci siamo divertiti da morire et sono stati bravissimi, et non si contano le birre con l'Ettore. Vero Ettore? Et Lapsus non me la levo dalla testa.
Et ieri a pranzo si è andati a mangiare tutti fuori per festeggiare il compleanno della Marghe et abbiamo occupato Pontecasale, et siamo tornati stravolti, come sempre, con il buio. Et io sono arrivato a casa et mi sono infilato in doccia et son rimasto sotto finchè ho sentito scivolare via la pressa che avevo attorno alla testa et ho preso et sono andato a fare prove a Padova.
Et mi dispiace Alice ma i tempi erano strettissimi. Altre occasioni in altre domeniche. Et mi dispiace anche riferito ad un'altra personcina che non dico, che anche se un pò di tempo lo abbiamo trovato, so bene che ne avremmo bisognato di più. Scusate ma ho dei tempi che sarebbe da strapparsi i capelli, ma non sarebbe un grande affare, visto il gusto et soprattutto la necessità.
Et caro Lorenzo altro batterista nella nostra salaprove, datti una regolatina con la tua (bella) Tama artstar presa-a-noleggio, perchè va bene che noi proviamo poco, ma qua mi sembra che ci prendiamo un pò troppi spazi, della serie 'quando il gatto non c'è i topi ballano'. Resti simpaticissimo, sia chiaro, ma nella mia salaprove vorrei suonare la mia batteria nel mio giusto spazio. Non che da solo occupi mezza salaprove. Visto che nell'Isolasotteranea (la chiamiamo ancora così nonostante tutto) ci dimoro da una vita, leggasi anche 'da quando l'abbiamo rilevata dalla precedente gestione'.
Et cara Laura, a domani sera, speriamo. E' da quel sventuratissimo Milcovich che per un motivo aut un altro ci diamo tonnellate di appuntamenti, ma non ci becchiamo mai.
Et cara inquilina del terzo piano, che cazzo cammini con i tacchi a spillo per casa alle due della notte, ma ti pare possibile? Visto che stamattina mi sono dovuto alzare stravolto et spettinato per andare all'unipd alle sei della mattina. Che è ancora buio, che si potrebbe tranquillamente parlare delle sei di notte. Et tra i ticchettii delle scarpe et gli ultimi fuochi del pranzo, stanotte ho fatto incubi da pesci rossi. Et avevo pure l'iPod in fin di vita, stamattina. Una giornata particolarmente sbilenca, insomma. Et questo inciso finale non so perchè mi viene fuori con così tanta insistenza, cazzo.
Et di calcio non se ne parla et non se ne parlerà, per un bel pezzo.

Et NicolaCacco, oltre al piacere immenso che mi ha fatto vederti ieri, da qualche parte in questo inutile blog c'è la mia mail, quindi se mi contatti in un modo qualsiasi che non sia un piccione viaggiatore, ti invio in mp3 le tracce di cui ti ho parlato ieri, che il parere di certe persone è cosa assai gradita, da queste parti et soprattutto di questi tempi. Et infinite grazie per i ragionamenti silenziosi. Ancora.

Ad maiora. Solito logorroico irreparabile terribile.

lunedì 5 novembre 2007

Andemo (o anca Vegia...)

Presto (nel senso di 'offro gratuitamente' et non di avverbio temporale) la mia inutile opera et il mio bongo scordato al Riccardo Vianello (insieme al Michele Tiengo, ovvero in soldoni io detto l'inutile insieme alla vocechitarra et alla fisarmonica dei Revolution), in particolare venerdì sera, aprendo il concerto dei Viceversa al Big Fish.
I Viceversa, che leggenda narra si siano formati nel febbraio dell'anno di grazia 1986, ovvero quasi dieci mesi prima della mia venuta al mondo, non suonano insieme da un bel pò di tempo, et ne ho già accennato un pò di tempo fa da qualche parte in questo semprepiùpessimo blog inutile ma abbastanza musicale.
Prima, il Riccardo presenterà alcune composizioni di matrice folk in ciosoto, un progetto che a lui preme tantissimo, et che aveva iniziato con i Revolution alcuni anni fa, che ne aveva parlato anche un certo ciosoto nel suo blog ciosoto, anche se tal ciosoto di nome fa Veronese.
Stasera quindi prove, ovviamente le uniche prima del concerto.
Grazie ad entrambi, perchè il palco mi manca. Molto.



Aggiornamento del giornodopo :: dimenticavo (perchè fondamentalmente non lo sapevo) di dire che sul palco saremo in quattro, et il quarto è l'Alberto Boscolo degli Headhunters. Cioè, un altro che vedevo estasiato suonare quando ero un fantolìn molto sbarbato. Sei, sette, massimo otto anni fa.